Romano Rossi per i trecento anni della dedicazione della Concattedrale di Orte

Le radici di una chiesa di «pietre vive «al servizio della comunità

Stefano Stefanini

NewTuscia – ORTE – L’omelia di mons. Romano Rossi nella Celebrazione per i trecento anni della dedicazione della nuova Cattedrale di Orte del 9 novembre scorso: parole  vibranti e coinvolgenti  che sollecitano la comunita cristiana a testimoniare oggi la corrispondenza della bellezza, luminosità e ampiezza del Tempio dedicato alla Vergine Maria, Assunta in Cielo,  alla testimonianza di fede, speranza e carità delle « pietre vive » che il 9 novembre 1721, affiancarono il vescovo Giovanni Francesco Maria Tenderini, dopo anni di confronti e di costruzione materiale,  nella dedicazione della nuova cattedrale.

Il nostro Vescovo ha condotto un’approfondito  confronto tra la vita religiosa, culturale e socio economica del   1700 ed i nostri tempi, invitando caldamente i Cristiani a testimoniare nei luoghi di vita, di formazione e di lavoro la coerenza con il Vangelo.

Con vari esempi come, tra tutti, il Centro di assistenza sociale « Prima gli Ultimi », animato e gestito ad Orte da Carlo Sansonetti.

Mons. Rossi ha citato l’impegno assiduo di mons. Tenderini nella ristrutturazione delle due cattedrali di Civita Castellana e di Orte, oltre alla difesa e al dialogo della comunità cristiana dagli eccessi delle correnti illuministiche e gianseniste.

Mons. Romano ha ricordato come  mons. Tenderini fu  costretto a vivere in grande ristrettezza, per una crisi economica che colpi’ la gestione  amministrativa della diocesi, a fare ricorso abitualmente ai beni della sua famiglia e al soccorso degli influenti amici. Nel 1721 consacrò nuovamente la cattedrale di Orte dopo i lavori di ristrutturazione che erano stati avviati nel 1715 dal suo predecessore; egli la dotò di un nuovo organo. Nel 1725 partecipò al Concilio romano convocato da Benedetto XIII e, per invito del pontefice, tenne un’orazione in concilio per esortare i suoi confratelli a dare esecuzione a quanto a Roma si stava decretando. In quell’anno fu eletto assistente al soglio pontificio  il 29 maggio 1725

Nel 1736 iniziò i lavori di ri­strutturazione della cattedrale, che terminarono ne­gli anni Quaranta del secolo, affidandosi alle ele­ganti forme dell’architetto Gaetano Fabrizi inviato dal cardinale Cybo.. La cripta venne utilizzata dalla Congregazione dei contadini fondata e diret­ta dallo stesso vescovo. Durante i lavori nella cattedrale fu rinvenuto un affresco, rimasto coperto per sei secoli da una scala, che riproduceva un’immagine della Madonna con la scritta “Ego sum lux”. L’affresco fu staccato e riposto nella cappella della cattedrale, posta nel transetto di destra, che poi fu chiamata cappella della Madonna della luce proprio dall’immagine che vi era stata collocata e alla quale il T. si mostrò particolarmente affezionato.

Come riportato nella scheda biografica  di Simona Sperindei – Ibimus; con   integrazione di Isabella Lamantia e Luciano Osbat,  dopo la sua morte avvenuta a Civita Castellana nel 1739,  l’anno seguente una lapide in  memoria di mons. Tenderini venne apposta dal cardinale Cybo nella cattedrale di Civita Castellana. Immediatamente si pensò di  avviare la causa di beatificazione e canonizzazione: dieci anni dopo la sua morte cominciarono a Civita Castellana  e Orte i processi sulle virtù e miracoli del T. che, nel 1794, portarono al decreto che lo dichiarava Venerabile.

Al temine della celebrazione, che ha visto, tra gli altri,  presenti a fianco di mons. Romano significativa e commossa partecipazione del parroco don Maurizio Medici, di don Mauro Pace, per oltre 40 anni parroco di Orte, del parroco di Orte Scalo don Giovanni Basenguissa, dei sacerdoti della Vicaria, dei rappresentanti delle Confraternite e delle associazioni parrocchiali, del  Coro della Cattedrale, l’esecuzione di brani composti dal Maestro di Cappella della Cattedrale per l’Organo storico, che ha risuonato con il suo inconfondibile timbro come quel 9 novembre 1721.