Luca Profili: “Il “modello Civita” non è un esperimento di laboratorio”

NewTuscia – BAGNOREGIO – Ho riflettuto sul fatto di rispondere o meno all’articolo apparso sul Corriere di Viterbo ieri dal titolo “Civita devastata dal turismo di massa”. Parto da una premessa: non siamo infallibili, non abbiamo mai pensato di esserlo. Raccontare di un milione di presenze in era covid contro tutte le restrizioni è falso e non corrisponde minimamente alla realtà delle cose. Sono stato forse il primo sindaco a firmare un ordinanza per l’obbligo di mascherine all’aperto. Tornando al “modello Civita”, non è un esperimento di laboratorio. In realtà l’Amministrazione fonda sul successo della candidatura Unesco molti dei suoi presupposti di salvaguardia del borgo, così come gestisce da anni, crediamo con un certo successo, i flussi turistici, cercando di eliminare o comunque di limitare i disagi, compresi quelli agli ospiti illustri.

Il fenomeno dell’overturism, del resto, non riguarda solo Civita, ma interessa tutti i siti culturali più importanti. A fronte di qualche problema logistico, peraltro limitato nel tempo, crediamo che i vantaggi siano notevoli. Non a caso abbiamo convolto in questa operazione alcuni eminenti studiosi, che conoscono e studiano Civita da decenni. Detto ciò, ben venga il contributo del professor Attili, ne terremo conto, come facciamo con chiunque dimostra, senza l’intenzione di impartire lezioni, di tenere alla salute del nostro territorio. Civita è tutt’altro che che un involucro vuoto ed imbalsamato. Civita è patrimonio di tutti e non di pochi, come vorrebbe qualcuno.

Luca Profili, sindaco di Bagnoregio