Covid: Confael, ci sono 700 mila vaccinati tra gli operatori sanitari ma vogliamo dignità

NewTuscia – VITERBO – La quasi totalità degli operatori sanitari, circa 700 mila lavoratori, risulta vaccinata. In una ”lettera aperta” al Ministro della Salute, Roberto Speranza e al Presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, la Confael Sanità ricorda che, a dispetto della sentenza del Consiglio di Stato del 21 ottobre scorso in cui viene riconosciuto l’obbligo vaccinale degli operatori sanitari, praticamente tutto il personale è stato vaccinato.

Nella lettera, a firma del Segretario Nazionale comparto Sanità, Egidio Gubbiotto, la Confederazione Autonoma Europea dei Lavoratori denuncia anche la precaria e grave situazione nella quale si trova a lavorare il personale sanitario. ”La misura della vaccinazione – scrive Gubbiotto a Speranza e Fedriga – è ormai ritenuta da più parti come una necessaria tutela pubblica! Si è fatta la scelta di imporre un obbligo agli operatori sanitari (quello vaccinale) nell’interesse della cittadinanza. Bene, si abbia la forza e la dignità di rispondere con altrettanta fermezza e coraggio agli obblighi derivanti dalla corretta e piena applicazione di tutte quelle Leggi che sono state adottate dalla stessa politica che ha adottato l’obbligo vaccinale, e che riguardano i diritti dei lavoratori della sanità, non solo per un onesto e giusto senso di giustizia ma anche per la salvaguardia della loro salute, e di quella dei cittadini”. 
   

Il Segretario Nazionale del Comparto Sanità del sindacato ricorda poi le difficili condizioni nelle quali è costrato ad operare il personale sanitario. ”Riteniamo scrive Gubbiotto – di poter tranquillamente affermare, convinti di interpretare il pensiero, se non di tutti gli operatori sanitari, ma sicuramente di molti, che il personale sanitario è stanco di lavorare sotto organico da decenni e di operare in ambienti in precarie condizioni anche di sicurezza con turni massacranti per compensare la carenza di personale con stipendi tra i più bassi d’Europa ed inadeguati alle funzioni. Un personale stanco di sentirsi denigrato ed offeso da frasi spesso ripetute sia nei contesti di lavoro che istituzionali, come ‘nullafacenti’ e poi considerati solo nel momento del bisogno come questa pandemia ha dimostrato”.

Per il sindacato questa ”è una situazione non più accettabile! E’ ora che il personale sanitario riprenda la dignità di un ruolo e di un lavoro che per troppo tempo sono stati offesi e denigrati, da politiche insensate, opportunistiche, cieche che hanno semplicemente annientato quello che per molti anni (ma solo grazie agli stessi operatori sanitari) è stato considerato un servizio sanitario degno di grande rilievo in Italia, in Europa e nel Mondo’.