Biblioteche, musei, archivi storici: le strutture ammesse a finanziamento

Stefano Stefanini

NewTuscia – ROMA – Sono stati ammessi a finanziamento i servizi culturali del Lazio per un totale di 1.670.743,02 euro. In particolare sono  state finanziate recentemente le istanze presentate dai servizi culturali del Lazio e di Roma in seguito all’Avviso pubblico, previsto dal Piano annuale degli interventi 2021, per l’assegnazione di contributi a Biblioteche, Musei e istituti similari, e Archivi storici iscritti alle organizzazioni regionali O.B.R., O.M.R. e O.A.R. per l’anno2021 e quota parte destinata ai servizi ricadenti sul territorio di Roma Capitale.

Complessivamente sono stati ammessi a finanziamento 36 Archivi storici, 102 Biblioteche e 122 Musei e Istituti similari, che includono anche i servizi culturali di Roma Capitale.
Un ulteriore passo per poter riprendere a vivere i luoghi della cultura del Lazio, visitare una mostra, partecipare ad un’attività didattica, tornare a studiare nelle sale biblioteche e negli archivi storici delle reti regionali.

Tra i servizi culturali ammessi a finanziamento, tra quelli della provincia di Viterbo,  sono stati ricompresi i musei:

-Museo d’arte sacra Diocesi di Civita Castellana Orte € 6.984,00

-Museo diffuso delle Confraternite Confraternite Riunite di Orte  € 7.000,00

Gli studi condotti  dal Museo d’Arte Sacra di Orte, in particolare del direttore Abbondio Zuppante,  offrono l’opportunità di ammirare  la Madonna bizantina di Orte ricongiunta con il san Giuseppe custodito presso il Museo Puskin di Mosca e il Bambino delle Grotte Vaticane, frammenti di un rarissimo mosaico del secolo VIII, proveniente dall’Oratorio di Giovanni VII (705-707) incastonato nell’antica Basilica di San Pietro in Vaticano.

La Madonna Bizantina è lopera più prestigiosa del  Museo dArte Sacra di Orte, collocato nella Chiesa di San Silvestro e nel Palazzo Vescovile, propone unofferta espositiva di oltre cinquanta dipinti collocandosi, per quantità e qualità delle opere esposte, ai vertici tra le pinacoteche dellAlto Lazio e dellUmbria meridionale.

 “Il Museo d’arte sacra di Orte” il primo museo diocesano del Lazio, inaugurato nel 1967.

Il muso d’Arte Sacra costituisce, con il Museo Civico e il Museo delle Confraternite, il trittico museale di Orte.

Nel Museo d’Arte Sacra  convergono i tesori accumulati per secoli nelle chiese e tra le mura della città e opere generosamente offerte al museo da altre località diocesane.

La Soprintendenza del Lazio ha seguito all’epoca i lavori di restauro del Museo e il progetto di valorizzazione. L’iniziativa di dotarlo di un nuovo catalogo rappresenta uno strumento didattico di insostituibile validità.

Ripercorriamo in sintesi l’origine e lo sviluppo del Museo d’Arte Sacra di Orte d’importanza diocesana, già Museo Diocesano: è stato inaugurato nel 1967 per iniziativa del vescovo Roberto Massimiliani che intese raccogliere, preservare ed esporre nella ex chiesa di San Silvestro le più preziose opere d’arte sacra esistenti in Orte e nella sua diocesi.

Quello ortano, oltre ad essere il primo museo diocesano sorto nel Lazio, ha il pregio di essere ospitato nell’edificio più antico della cittadina: la chiesa di San Silvestro, della metà dell’XI secolo, chiusa al culto dai primi del Novecento e restaurata nelle sue primitive forme romaniche negli anni Sessanta per ospitare la raccolta d’arte diocesana. La chiesa a navata unica, costruita quasi interamente in blocchi di tufo, presenta nella parete sud due grandi archi murati che in origine la collegavano a una navata laterale nella quale insisteva la base del pregevole campanile oggi isolato di fianco all’edificio religioso.

Le sedi della chiesa di San Silvestro e del Palazzo Vescovile.

Agli spazi espositivi della sede originaria, suggestivi per ambientazione ma non sufficientemente ampi, si è aggiunta di recente una sezione allestita nel vicino Palazzo Vescovile, residenza la cui origine è precedente al sec. XIII e che nel tempo ha subito varie ristrutturazioni e ampliamenti – tra i quali l’inglobamento nel sec. XVI dell’antica chiesa di San Lorenzo – fino a giungere alle attuali forme tardo-seicentesche.

Le due sezioni del museo si differenziano per la cronologia delle opere esposte: in San Silvestro prevalgono quelle relative ai secoli VIII-XVI, nel Palazzo Vescovile sono esposte invece tele dal secolo XVI al sec. XX, già conservate in quella sede e oggetto negli ultimi anni di un’azione di recupero e di restauro.

Con l’apertura alle visite della seconda sezione, il Museo d’arte sacra di Orte presenta un’offerta espositiva di oltre cinquanta dipinti – ai quali si aggiungono sculture lapidee e lignee, oreficerie, paramenti e arredi – collocandosi, per quantità e qualità delle opere esposte, ai vertici tra le pinacoteche dell’Alto Lazio e dell’Umbria meridionale, area nella quale Orte è collocata non soltanto dalla geografia ma anche dalle vie dell’arte.

D’eccezionale importanza il prezioso frammento di mosaico della “Madonna bizantina” (VIII sec.), proveniente dall’Oratorio di Giovanni VII (705-707) nella Basilica di San Pietro in Vaticano.