La trasmissione “Luce nuova sui fatti” dedicata alla “Manipolazione psico- fisica: sette e satanismo”

Stefano Stefanini

NewTuscia – VITERBO – “Manipolazione psico fisica: sette e satanismo” e’ il tema delicato e spinoso della trasmissione che abbiamo presentato ai nostri telespettatori nella serata di giovedì 14 ottobre su Luce Nuova sui Fatti di Newtuscia.it-TLN – Telelazionord  (canali 94, 629 e 848 Dtt) e sui canali social della trasmissione.

Gaetano Alaimo e Arianna Cigni hanno approfondito in trasmissione con gli esperti del CSC Criminologi Puntocom – Centro per gli Studi Criminologici: Rita Giorgi (direttore scientifico Centro per gli Studi Criminologici); Claudio Mariani (Direttore Area Criminologia CSC Viterbo); i collaboratori e docenti del CSC  Sergio Caruso  (psicologo e criminologo ), Virginia Ciaravolo  (psicoterapeuta e criminologa), Vincenzo Dionisi (avvocato), Giancarlo Piccolo (archeologo e scrittore).

Ringraziando i telespettatori per l’attenzione prestata per il tema di non facile trattazione, ho avuto modo di  esprimere le mie riflessioni sul fenomeno della manipolazione psico fisica, insistendo sull’individuazione tempestiva dei casi di plagio da parte di presunti “maestri o santoni” nei confronti di persone che versano molto spesso in stato di fragilità psicologica, relazionale, socio-economica, per prendere i dovuti provvedimenti anche di carattere penale nei confronti degli imbonitori ed assicurare una adeguata protezione alle vittime della violenza psicologica e fisica. A questo proposito ho citato  l’esempio del “maestro Lino”  che ha plagiato una ragazza di 24 anni di Acquapendente alcuni anni fa.

Nella lotta contro questi odiosi fenomeni gli studi di criminologia sono di particolare supporto agli inquirenti ed agli operatori di medicina sociale per alleviare le sofferenze delle persone coinvolte nelle psico sette. In particolare lo studio di Maria Rosaria Razzano pubblicato sulla rivista Ius in itinere offre interessanti indicazioni operative.

La manipolazione psicologica nelle sette religiose è da molti anni oggetto di interesse nel campo scientifico per  studiarne le caratteristiche, cercando di comprendere e, soprattutto, prevenire tale fenomeno.

Nell’era moderna che stiamo vivendo, quella del progresso scientifico e tecnologico in cui sembra che non ci siano spazio e tempo per gli aspetti irrazionali dell’esperienza umana, si assiste paradossalmente alla creazione di gruppi o congregazioni che si dedicano alla pratica di culti esoterici o di tipo magico. Molte di queste congregazioni vengono definite psicosette.

Le psicosette (in inglese mind control cults) si presentano spesso come centri spirituali o del miglioramento del sé, ma nascondono dinamiche di soggiogamento psicologico.

Questo clima culturale, favorito da concezioni filosofiche andate di moda negli scorsi decenni, ha influenzato molti dei nuovi culti religiosi e la maggior parte delle terapie alternative di stampo olistico. Le persone che entrano in una setta, generalmente, fanno una scelta volontaria, perché avvertono la necessità di far riferimento ad un modello religioso diverso da quello proposto dalla “religione ufficiale”. Gli adepti, infatti, si sottomettono ad un rigoroso cammino di iniziazione che culmina in un vero e proprio atto di conversione.

Prosegue lo studio di Maria Rosaria Razzano sulla rivista Ius in itinere in merito alla Manipolazione mentale delle sette religiose.

La strategia più frequentemente utilizzata dalle sette religiose per arruolare nuovi affiliati si basa su un serrato proselitismo che mira a sedurre e ad affascinare il futuro adepto. Questa strategia usa come piattaforma di lancio il profondo bisogno di trovare delle risposte a domande esistenziali, a dubbi di tipo religioso o spirituale delle persone.

In questa prima fase del periodo di crisi esistenziale che, in linea generale, tutti attraversano almeno una volta nella vita e che, se non si protrae per un periodo superiore a qualche mese, rientra entro i canoni della normalità, la setta si presenta come una realtà veramente accogliente, aperta,religiosa e capace di offrire serenità, sicurezza e protezione: in una parola, si presenta, al futuro adepto come un’organizzazione in grado di fornire tutte le risposte che si vanno cercando.

Nello specifico, gli adepti, quando vengono adescati, in genere stanno attraversando fasi particolari della propria esistenza (lutti, difficoltà economiche, problemi di salute, cambiamento dell’attività lavorativa, ecc.) o condizioni di particolare disagio. Questo stato psichico può essere fattore facilitante nello spingere la persona a lasciarsi abbindolare dalle promesse di potere e ricchezza da parte della setta. In poche parole, si tratta spesso di persone particolarmente fragili e di personalità influenzabili.

Tornando alla violazione delle norme penali, si può dire che spesso sette di diverso tipo sono coinvolte in differenti crimini, come ad esempio:

  • nell’esercizio abusivo di professioni mediche e psicologiche (ex 348 c.p.);
  • nelle truffe e nelle frodi (ex640 c.p.);
  • nella violenza sessuale (ex609 c.p.);
  • nei comportamenti di violenza e di minaccia (ex581 c.p.);
  • nell’istigazione al suicidio (ex580 c.p.), negli omicidi (ex 575 c.p.);
  • nelle truffe (ex640 c.p.): le sette possono provare ad acquisire capitali attraverso le quote di adesione degli adepti o, in alcuni casi, attraverso l’appropriazione dell’intero patrimonio dell’adepto;
  • nella profanazione di cimiteri (ex408 c.p.);
  • nei delitti contro il sentimento religioso e la pietà dei defunti (ex402 – 413 c.p.);
  • nel maltrattamento degli animali (ex544-ter p.).
  • Come dimostrato dal Centro Studi Criminologico di Viterbo, perun criminologo è molto complicato analizzare questo tipo di scenari, soprattutto da un punto di vista giuridico. Riuscire a rilevare condotte illegali e comportamenti delittuosi nel contesto delle sette è un’impresa lunga e complessa, poiché molto spesso ci si imbatte in personalità sagaci e subdole di leader e guru capaci di  camuffare i loro tratti patologici e, soprattutto, i reati che vengono compiuti nelle loro congregazioni, mascherandoli come atti di aiuto, di realizzazione di un mondo più giusto, persino come atti di misericordia nei confronti di coloro che si trovano in difficoltà
  • Oltre ad avere una preparazione completa e una conoscenza dei meccanismi di persuasione, delle tecniche di influenza e suggestione, il criminologo, quando si trova ad affrontare questi tipi di scenari, dovrebbe adottare un approccio sistemico insieme ad una prospettiva multidisciplinare. Conoscere il fenomeno dell’Occulto, lo aiuterebbe a individuare più facilmente le connessioni con eventuali crimini.
  • In conclusione, se tutti questi elementi venissero inseriti in una visione olistica, integrale dell’esperienza umana, gli stessi consentirebbero sia di condurre un’analisi che tenga conto di ogni contesto e circostanza sia di aiutare la società ad attuare una giusta azione preventiva, diffondendo informazioni e una politica educativa negli ambienti scolastici che, per esempio, aiuti a sviluppare un senso critico nei confronti delle sette religiose-criminali e del loro mondo oscuro e diabolico.
  • Quindi cultura, formazione e informazione costituiscono  i migliori antidoti per prevenire l’odioso fenomeno della manipolazione psichica .