“Dialogo tra arte e natura – il dendronaturalismo”

NewTuscia – VITERBO – Il Polo Monumentale Colle del Duomo apre la stagione autunnale con una mostra personale di Giuseppe Rossi.

L’affermato artista, originario di Manziana e residente da anni a Soriano nel Cimino, concentra la sua ricerca sulla rappresentazione di tronchi centenari di castagni e olivi, da cui il nome del suo stile artistico, il Dendronaturalismo, fondato nel 2010.

La mostra riunisce numerosi oli e alcuni recenti acquarelli. Avvicinandosi alla pittura informale, il pittore disegna forme che traggono ispirazione dalla natura ma riescono a portarci nella dimensione profonda dell’io e della coscienza, dove nascono le emozioni. L’albero, con le sue stratificazioni, diventa monumento della vita e della storia.

“La vicinanza con le opere della collezione permanente del museo” – spiega la dott.ssa Francesca Menna, responsabile del settore mostre per Archeoares – “crea un dialogo inedito in cui la riflessione dell’artista sulle grandiosità della natura si accompagna al confronto con l’opera dell’uomo, il quale è sempre stato dominato dal desiderio di riprodurre le forme del reale attraverso le arti della scultura, della pittura e dell’oreficeria”.

Rossi ha studiato con noti pittori come Pedro Cano, Mario Coppola e Pietro del Greco. Nel corso della sua carriera ha realizzato numerose mostre personali e partecipato a varie ed importanti collettive come la Biennale internazionale di Firenze e la Triennale di Roma, ottenendo anche riconoscimenti da parte della critica. È presente in tre edizioni del Catalogo d’Arte Moderna edito Mondadori.

La mostra, organizzata con il patrocinio del Comune di Viterbo, del Comune di Soriano, della società Aglea Salus e dell’Associazione Premio Centro, verrà ospitata all’interno del Museo Colle del Duomo fino al 16 ottobre 2021 e sarà possibile visitarla tutti i giorni dalle ore 10.00 alle ore 19.00. L’inaugurazione avrà luogo il 2 ottobre 2021 alle ore 17.00 nella sala conferenze del museo e vedrà la partecipazione della professoressa Francesca Cencetti e del professore Gaetano Vari.