Codici: 10 domande per i candidati Sindaco di Roma  

NewTuscia – ROMA – Dieci domande per i candidati in corsa per il Campidoglio. A porle è l’associazione Codici, impegnata da oltre 30 anni nella tutela dei diritti dei cittadini, membro del CNCU (Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti presso il Ministero dello Sviluppo Economico) e del BEUC (Bureau Européen des Unions de Consommateurs presso il Parlamento Europeo), che vanta un rapporto importante con la capitale in virtù della presenza della sede nazionale a Roma.

“A pochi giorni dalle elezioni – spiega Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – abbiamo deciso di sottoporre una serie di domande ai candidati Sindaco per conoscere i loro programmi e le loro idee per il futuro della città dal punto di vista del cittadino-consumatore. Sono 10 domande che nascono dalle nostre esperienze e dalle nostre attività. Una serie di quesiti che riteniamo importanti per i cittadini e che vanno dai grandi temi ai problemi di tutti i giorni, che non per questo sono meno significativi. Riteniamo che una risposta nello specifico aiuterebbe i romani a orientarsi meglio in vista del voto, considerando l’alto numero di candidati e che spesso i programmi, quando ci sono, vengono messi in secondo piano dalle polemiche”.

“Sono domande che si basano anche sulle segnalazioni e sulle istanze dei cittadini – aggiunge Carmine Laurenzano, avvocato di Codici – e che vanno dalla legalità ai rifiuti, dai trasporti alle municipalizzate, passando per alcuni casi che hanno toccato da vicino migliaia di romani, come la vicenda delle multe di Portonaccio. E poi ci sono questioni che incidono sulla quotidianità dei cittadini, come la vivibilità, il decoro, senza dimenticare l’annoso tema delle barriere architettoniche”.

Di seguito le 10 domande, pubblicate sul sito dell’associazione www.codici.org, dove saranno riportate anche le risposte dei candidati.

1.     Legalità e usura

L’Associazione Codici, già associazione Antiracket e Antiusura, è parte civile nei più importanti processi con la presenza di organizzazioni di tipo mafioso sul territorio capitolino (Gramigna, Gramigna bis, clan Gambacurta). Nei processi, però, non si sono costituite parti civili le vittime dei reati, che non hanno presentato nemmeno denuncia, confermando una tendenza che ha preso l’avvio ormai più di una decina di anni fa e che, secondo Codici, trova fondamento nello smantellamento del sistema associativo di sostegno alle vittime del racket e dell’usura, e nella sfiducia nelle istituzioni e nei meccanismi di solidarietà. Il ruolo di Roma Capitale diventa determinante. Come intende, se effettivamente intende rilanciare, il sistema associativo e le misure preventive di contrasto al fenomeno dell’usura e del racket?

2.     Rifiuti e Decoro

Lo scontro in atto tra Roma Capitale e Regione Lazio, e la mancata “leale collaborazione tra gli enti” (principio di derivazione di giurisprudenza costituzionale), sta innegabilmente incidendo in maniera significativa nella questione rifiuti. La raccolta differenziata stenta a decollare, la frazione umida non viene correttamente recuperata (colpa anche dei cittadini?). È un problema politico, di dover effettuare scelte che i cittadini avrebbero difficoltà ad accettare, o è una questione tecnica? Quale la via da intraprendere per risolvere un problema che “macchia” la reputazione della Capitale, che secondo alcuni tabloid internazionali è la città più sporca al mondo?

3.     Verde Pubblico

A proposito di decoro, un riferimento all’ambiente ed al verde della capitale. Come pensa di rispondere alle denunce di degrado e di abbandono degli spazi verdi della città? Ed è possibile pensare a nuovi parchi e giardini, invece di nuovi palazzi e costruzioni?

4.     Vivibilità

L’Associazione Codici sta dando sostegno a numerosi comitati e associazioni di quartiere. Numerosi e popolosi quartieri (Quadraro, Pigneto, Prenestino-Villini Santa Maria, Mandrione) denunciano l’assenza di un sistema di raccolta delle acque nere (fogne) con la conseguenza che qualche centinaio di migliaia di cittadini sono costretti a sversare liquami direttamente nelle cavità (le cosiddette fungaie). Una città decorosa è una città dove ci sono almeno i servizi base. Anche in termini ambientali, il costo di tali disservizi è enorme, ma non immediatamente percepito, mentre i costi per mettere in sicurezza le cavità e realizzare il sistema fognario sono immediatamente percepibili e non sempre considerati come un investimento. Come intende affrontare la problematica?

5.     Municipalizzate

Torniamo alla questione rifiuti. Parlare di rifiuti significa parlare anche di Ama ed Ama richiama il tema delle municipalizzate. È possibile rilanciare queste società, facendole funzionare bene in modo da poter fornire ai cittadini un servizio efficiente e soddisfacente?

6.     Mobilità e Trasporti

Abbiamo parlato di municipalizzate e allora da Ama passiamo ad Atac. Autobus, metro, tram: in che modo pensa di rendere il trasporto con i mezzi pubblici un’alternativa valida e reale? Un’altra alternativa di cui negli ultimi tempi si discute molto è quella delle piste ciclabili. In diverse zone della città le carreggiate sono state ristrette per fare spazio a bici e monopattini, il cui uso, però non sembra decollare e, comunque, ci risulta limitato agli spostamenti quartierali, non andando ad incidere sul noto traffico pendolare. Senza contare che in tempi di Covid il trasporto pubblico non gode di buona reputazione per evitare il rischio contagi, costringendo i cittadini ad utilizzare il mezzo privato. La mobilità alternativa è una strada da percorrere, ma come pensa di trasformarla in una scelta vincente?

7.     Viabilità

Ai disagi di un servizio trasporti non impeccabile si aggiunge una viabilità non sempre ottimale a causa delle condizioni delle strade. Tra buche e voragini come pensa di migliorare la situazione?

8.      Multopoli Portonaccio

L’Associazione Codici è stata in prima linea nei contenziosi avviati contro le cosiddette multe di Via di Portonaccio (violazione della preferenziale), dando assistenza a circa 3mila utenti contestando oltre 9mila sanzioni. Il fenomeno è stato molto più ampio coinvolgendo più di 30mila cittadini con un numero esorbitante di sanzioni sollevate in poco più di 6 mesi (circa 400mila sanzioni). I ricorsi al Giudice di Pace e al Prefetto (circa 23mila), che sono stati sommersi, hanno visto accogliere le ragioni dei cittadini (circa 80% di accoglimento), anche se nei pochi appelli, il Tribunale di Roma sembra aver corretto in parte il tiro. Le entrate per Roma Capitale sono state enormi (81 euro a sanzione più oneri e accessori), ma gli esiti dei giudizi avrebbero dovuto suggerire una diversa soluzione, politica prima ancora che giudiziaria. Si può tornare indietro? Intervenire sui ricorsi ancora pendenti alla luce degli esiti dei precedenti giudiziari? Come evitare nuovamente situazioni del genere? A Viale Regina Margherita si è sviluppata una situazione analoga, seppur in forma più ridotta.

9.     Disabilità e Sociale

In che modo può essere realizzata quella che a parole suona come un’utopia? Pensiamo alle barriere architettoniche, che rendono impossibile la vita ai diversamente abili, ma anche agli spazi per promuovere la vita sociale e culturale, soprattutto delle periferie.

10.  Comune-consumatori

La casa dei cittadini, un palazzo di vetro: sono tanti gli slogan usati per assicurare la vicinanza del Campidoglio ai romani. Non sempre, però, questo si tramuta in fatti. Come pensa di impostare il rapporto del Comune con i cittadini? E per i consumatori, ha in programma un’iniziativa o un servizio particolare?