“Tributo a Leonardo di Maurizio Galimberti”

NewTuscia – VITERBO – “Tributo a Leonardo di Maurizio Galimberti” è la mostra fotografica promossa da Donna Olimpia APS e visibile fino al 3 ottobre 2021 a Viterbo presso l’Auditorium di Unindustria (Via Faul 17), con il patrocinio e il sostegno di Unindustria Viterbo, Ance Viterbo, Regione Lazio, Comune di Viterbo e Fondazione Carivit. L’esposizione, a cura di Maria Elena Piferi ed Elisabetta Bernardinetti, con progettazione e allestimento di Stefano Di Maulo e un’intervista inedita di Barbara Martusciello, ha la valenza di un doppio omaggio: all’arte universale e senza tempo di Leonardo Da Vinci e all’arte contemporanea dell’instant artist Maurizio Galimberti.

Nato a Como nel 1956 e da oltre trent’anni sulla scena internazionale grazie all’utilizzo artistico della Polaroid e del “mosaico” fotografico con cui ha ritratto volti noti del cinema, dell’arte e della cultura, Maurizio Galimberti scompone paesaggi, persone, oggetti d’uso ed istantanee di vita in una miriade di scatti che rendono le immagini frazionate come in un collage, in cui i più piccoli particolari concorrono ad individuarne le peculiarità. Il risultato sono opere d’arte “altre” rispetto ai soggetti inquadrati dall’obiettivo. Ritratti dove al lucido rigore matematico del frazionamento delle linee e delle trame si accompagnano armonie d’insieme profondamente musicali che rimandano al dinamismo di Boccioni e Duchamp. Sono istanti che la pellicola fotografica cattura nel loro fluire repentino e perciò quasi sfocato nel fermo immagine.

Galimberti si è cimentato in un incontro-confronto solenne con l’Ultima Cena di Leonardo, dipinta da Leonardo tra il 1494 e il 1498 nel refettorio dell’antico convento domenicano annesso alla chiesa di Santa Maria delle Grazie a Milano. Commissionato da Ludovico Sforza detto il Moro, il Cenacolo vinciano è tra le opere più famose e conosciute al mondo ma anche tra quelle più vulnerabili per la tecnica “a secco” scelta da Leonardo e per le non ottimali condizioni ambientali di conservazione. Motivo per cui, dopo l’ultimo importante restauro del 1999, tanti sono stati i provvedimenti messi in atto per la sua conservazione, dal monitoraggio continuo dei parametri ambientali alla visione consentita soltanto su prenotazione, in modo contingentato e con tempi di permanenza prestabiliti.

Agendo con il suo originale stile su una riproduzione dell’opera a grandezza naturale ottenuta dall’Archivio Scala di Firenze e stampata con il plotter, Galimberti ha reso fruibile al grande pubblico il sommo e fragile capolavoro ricreando il suo personale racconto del Cenacolo, riuscendo a renderne la maestosità, decostruendolo e ricostruendolo, e sottolineandone lo splendore attraverso una serie di istantanee scattate a più riprese nell’ambito di un progetto che ha comportato diversi mesi di lavoro. Il risultato è una rigorosa mappatura del dipinto murale che la sua poetica fotografica e la sua sensibilità artistica hanno ricomposto in un mosaico moderno dinamico e vibrante, destinato a rimanere per sempre nella memoria collettiva.

Le Gallerie d’Italia di Piazza Scala a Milano hanno già ospitato la mostra di Galimberti sul Cenacolo vinciano (novembre 2019-gennaio 2020) e oggi una selezione della mostra viene riproposta a Viterbo per essere ammirata nell’Auditorium della sede di Unindustria, a due passi dalla Porta Faul disegnata dal Vignola. Uno spazio nato da una delle più importanti opere di riqualificazione realizzate a Viterbo in questi ultimi anni: l’area del vecchio gasometro, che dopo anni di abbandono nel 2020 è stata restituita alla città e ha ripreso vita grazie all’attenta progettazione di Unindustria, che in costante dialogo con la Soprintendenza è riuscita a concretizzare un intervento di recupero in perfetta armonia col paesaggio circostante.

La mostra è aperta il 2 e 3 ottobre dalle ore 10.30 alle 20.30. Ingresso gratuito con green pass obbligatorio. Per ulteriori informazioni: donna_olimpia@virgilio.it.