L’affresco di Cecco a Villa Lante torna alla ribalta con l’opera teatrale a Quartieri dell’Arte

Simone Stefanini Conti

NewTuscia – VITERBO – L’affresco di Cecco del Caravaggio a Villa Lante, presso la Palazzina Montalto, torna alla ribalta per iniziativa di Gian Maria Cervo  con l’opera teatrale Ceneri/ Francesco Boneri ovvero l’anno drammatico del 1613 a Bagnaia/ Amor vicit” in  scena a Quartieri dell’Arte.

Si trova presso la Palazzina Montalto di Villa Lante in Bagnaia a Viterbo e si chiama “La famiglia di Dario presentata ad Alessandro”, databile 1613. A Villa Lante c’è un affresco di Cecco del Caravaggio, una perla, ma quasi nessuno lo sa, precisa Simone Carletti in un articolo apparso su “La Fune” il 12 novembre 2017.

Un’opera di cui molti viterbesi ignorano la presenza e poco conosciuta in quanto nel passato è stata poco pubblicizzata, nonostante il proprio valore storico ed artistico. Si tratta infatti di una delle poche certezze nella vita di Francesco Boneri, in arte Cecco del Caravaggio, garzone di bottega di Michelangelo Merisi,  il Caravaggio.

Il valore di Boneri nella storia dell’arte e nella storia viterbese, ricordato  da Gian Maria Cervo, è tornato alla ribalta delle cronache già da qualche anno dopo anni di non troppe attenzioni, diciamo così, grazie alla vendita milionaria del Sacrificio di Isacco. Caravaggio e i cosiddetti caravaggeschi, di cui Cecco fa evidentemente parte insieme a Bartolomeo Cavarozzi, sono una parte importante della storia viterbese.

La famiglia di Dario presentata ad Alessandro è un’opera unica nel repertorio di Cecco del Caravaggio, la cui vita e i cui spostamenti sono per lo più ignoti. Le poche conoscenze sono state recentemente inverdite dalla scoperta di Gian Maria Cervo di una iscrizione presumibilmente attribuibile a Francesco Boneri nella grotta del Santuario di Monte Sant’Angelo in provincia di Foggia, che ha addirittura messo in dubbio la provenienza bergamasca di Cecco.

Cecco del Caravaggio, come scrive Cecilia Bertolazzi su Stilearte.it non era “niente più che un soprannome per anni […]. Ricostruire il tracciato della sua vita è come seguire un oggetto nella corrente: a tratti è lì, sotto gli occhi, lucido e distinguibile. Poi d’improvviso sparisce, deglutito dall’acqua”. Ogni tanto però qualcosa riemerge come in Puglia.

E qualcosa dovrà pur riemergere anche a Viterbo e a Villa Lante dove in pochi sanno del tesoro che si possiede

Le visite  a Villa Lante di Bagnaia costituiscono da sempre  una  raffinata occasione per gli amanti della Bellezza e dell’Arte, viterbesi e turisti, per  appezzare, anche se parzialmente,  i  giardini disposti su terrazze, considerati tra i più importanti al mondo.

Villa Lante di Bagnaia, visione notturna in occasione di Art City 2019.

E’ quanto mai importante diffondere in questo periodo di Ripartenza  presso i cittadini ed i turisti la conoscenza dei Luoghi della Bellezza, dei musei, dei luoghi d’arte e di cultura del Lazio.

Ai visitatori,  sorpresi dai tanti giochi e trabocchetti scenici, saranno nuovamente  svelati alcuni segreti di simboli e significati che impreziosiscono la Villa .

Come mai Villa Lante e i suoi giardini hanno la forma di una graticola? E perché nel Cinquecento la fontana principale della Villa era a forma di piramide a gradoni e simboleggiava la Montagna del Purgatorio? Dove si trova all’interno della Villa la Fontana del Corallo?

Tanta storia e raffinatezza saranno a disposizione di cittadini e turisti… e questo non e’ poco in questa fase di Ripresa.