Marino. Barbuta, case popolari: Pci: “Virginia Raggi né tu né Carlo Colizza siete dalla parte del popolo”

Riceviamo e pubblichiamo

NewTuscia – MARINO – Succede che l’attualità e drammi della vita quotidiana si sommino, mettendo insieme comportamenti che qualificano chi li compie (in negativo e in positivo) e, come in questa fase, la campagna elettorale che a Marino e Roma vede lo stesso scenario. Così, “mentre Virginia Raggi troneggia dalla tv per annunciare la fine dei campi rom – spiega Stefano Enderle, candidato sindaco del PCI a Marino – non si cura se davvero, come lei dice, le famiglie hanno trovato casa. Ovvero, non sappiamo neppure se della cosa abbia interessato, e in che misura questo se ne sia interessato davvero, il suo amico di partito Carlo Colizza”. Dichiarazione rilasciata dopo una parte di pomeriggio passato tra gli abitanti delle case popolari a Cava dei Selci e una famiglia che è stata qui destinata per alloggio. “E’ inaudito, – continua Enderle – che senza alcuna preparazione e contatto, si giunga, con tanto di schieramento a dare casa, ad una famiglia che, fin da subito ha fatto presente che era troppo piccola (52mq) per tre adulti e due minori. E’ inaudito che di fronte al diniego, dopo 24 ore viene forzosamente detto alla famiglia stessa che la soluzione è questa o la strada! Certo che poi la famiglia ha firmato il verbale, ma che libera scelta è? Inoltre, siccome tutto deve avvenire in tempi rapidissimi, è chiaro che la famiglia chiedesse aiuto per il trasloco. Di qui, incomprensioni su incomprensioni, e tutto sempre con assenza totale del Comune di Roma e del Comune di Marino a spiegare, la decina di persone coinvolte nell’aiuto, sono state interpretate da qualche male informato come nucleo totale che sarebbe venuto a Cava dei Selci. Al contrario – continua nella spiegazione il candidato sindaco comunista – le persone che hanno aiutato sono poi andate alle loro residenze. La famiglia ha cominciato ad organizzarsi, trovando cosa? Perdite di acqua, assenza di energia elettrica e di gas, addirittura infiltrazione da soffitto che crea grandi chiazze di umidità. In tutto questo, una cosa sana, normale, da fare era preparare tutto questo per tempo, e non come esigenza di campagna elettorale per dire “ ho chiuso i campi rom”.

I campi rom non sono un cancello! Sono famiglie che vivono! Persone che hanno diritti e dignità! Ma, nonostante l’assenza di Colizza e della Raggi, ed invero anche in assenza di chi è impegnato in passerelle elettorali comode come gli altri candidati, siamo stati noi comunisti a fare quel che abbiamo potuto. Cosa abbiamo fatto? Abbiamo parlato con la famiglia che ci ha cordialmente ospitato, abbiamo avuto un confronto, anche duro con chi ci diceva “beh io so razzista”, e alla fine crediamo di aver contribuito a spiegare che, a parte le sparate alla Raggi e le assenze nei momenti importanti (oltre i pezzi di carta) sia di Roma che di Marino, la famiglia che era giunta, va accolta con grande solidarietà perché è una bella famiglia giovane, c’è chi conoscendola da anni per motivi professionali nel campo della Barbuta, l’ha definita una delle migliori famiglie del campo, e perché è disponibile a convivere con tutti. Così anche il malinteso (dell’invasione) che poteva sottotraccia diventare veicolo di razzismo è venuto a cadere. Inoltre, conclude Stefano Enderle, dopo i suggerimenti pratici circa gli allacci e la presa in carico per risolvere qualche problema importante (a cui per dovere toccherebbe al Comune di Roma di intervenire), abbiamo dato una mano a risolvere la perdita d’acqua. Naturalmente ci siamo messi a disposizione della famiglia, così come restiamo a disposizione su tutti gli altri problemi, piccoli e grandi di Cava dei Selci e di Marino con tutti i cittadini. Nonostante non sia facile, nonostante siamo i soli ad esserci fatti vivi. I comunisti sono così: presenti dove ci sono i bisogni, sia da soli che con altri, sia fuori campagna elettorale che durante, non fa differenza!”. NB notiamo che con questa vicenda sono già tre i grandi temi sulla Sanità, sull’Antifascismo, ed ora sulle emergenze sociali, che il PCI è in prima linea, senza grancassa, mentre gli altri? Passerella.