Clima. La lettera dei giovani di oggi ai giovani di ieri

I Giovani di fridaysforfuture  promuovono una mobilitazione generale per venerdì 24 settembre per lo Sciopero Globale sul Clima

Stefano Stefanini

NewTuscia – VITERBO – Non c’è più tempo!  Questo il testo della lettera inviata dai giovani di fridaysforfuture  agli adulti in occasione dello sciopero globale indetto venerdì 24 settembre:    Lettera aperta a voi adulti, giovani di ieri,

Ogni generazione ha vissuto un periodo storico denso di sfide. In tanti tra voi, adulti di oggi, avete intrapreso battaglie per un mondo migliore e in tanti tra voi le portate avanti tutt’ora. Altri di voi, invece, si sono persi per strada, forse stanchi o rassegnati. Siete intorno a noi, nostri coetanei di qualche tempo fa. Siete i nostri professori, le nostre forze dell’ordine, i nostri politici.

 I nostri nonni, zii, genitori.

Vi diciamo la verità: vi capiamo. Quando si diventa grandi e si vedono tante cose sbagliate, il mondo può iniziare a sembrare un posto più noioso e prevedibile, e si iniziano a guardare quasi con tenerezza i giovani che ancora credono di poter cambiare le cose.

Oggi, al centro delle preoccupazioni di noi giovani, troneggia lemergenza climatica. La nostra rabbia, paura e insofferenza di fronte alla crisi che avanza, ma anche la passione con la quale ci impegniamo, potrebbero forse apparire a molti di voi come un chiaro segno di gioventù, un indice di non ancora piena maturità, un non essersi ancora confrontati con la vita reale.

Ecco, vogliamo parlarvi di questa specie di gioco delle parti: noi giovani non stiamo giocando a fare gli idealisti, e non possiamo permetterci che la battaglia per il clima diventi l’ennesima battaglia persa di un’altra generazione di giovani di belle speranze.

Questa volta, cari nonni, cari zii e cari genitori, abbiamo bisogno di essere uniti. Noi giovani e voi adulti di questo paese, nostri ex coetanei. In questo momento storico, lunità è fondamentale. Voi avete la saggezza di chi ne ha viste tante, noi lentusiasmo di chi ne ha viste poche. Voi avete in mano il nostro paese, la politica, leconomia. Fate le leggi, votate, decidete per molti di noi, lavorate. Noi siamo in minoranza, voi siete in maggioranza.

Nessuno si salva da solo, e il tempo è molto poco.

Non sono tanti i momenti nella storia in cui ad ognuno è richiesto di scegliere da che parte stare. Con la catastrofe climatica in corso e le condizioni del pianeta in rapido peggioramento, con i prossimi anni che si prospettano decisivi per vincere o perdere questa battaglia epocale, questo è uno di quei momenti, e non è facile.

Ma gli ideali e le speranze con cui vi scriviamo, ne siamo sicuri, hanno mosso tutti voi, adulti di oggi su cui poggia l’Italia intera.

E speriamo possano tornare presto a farsi sentire, più forti che mai, nelle nostre città, a partire dal prossimo Sciopero Globale per il Clima del 24 settembre.

Venite in piazza, lasciate il lavoro e gli impegni per una mattinata di gioia, di lotta e di speranza. Senza la pretesa di cambiare il mondo in un giorno, ma con la consapevolezza che quel giorno saremo dalla parte giusta, insieme.

Il resto, poi, sarà Storia.

Firmato:  Le ragazze e i ragazzi di Fridays For Future Italia. 

Nell’ambito del Summit virtuale sul clima, Draghi ha dichiarato : “Venuti meno all’accordo di Parigi, conseguenze catastrofiche” Draghi al vertice EUMed rilancia l’allarme sul clima: non c’è più tempo, dice, gli incendi sono una lezione per tutti. E anche la crisi afghana dimostra che sulla difesa comune europea non si può più aspettare. Biden: “Il rapporto Onu è un codice rosso per l’umanità”. Il segretario generale dell’Onu Guterres: “Alto rischio fallimento della Cop26”. 

LTweet 18 settembre 2021 “Voglio esprimere solidarietà al premier  per i terribili incendi di questa estate. Le esperienza che abbiamo  vissuto, con incendi dalla Turchia al Portogallo, è forse la lezione  migliore per procedere con rapidità e determinazione nella lotta ai  cambiamenti climatici. Questa esperienza ci dice che non c’è tempo,  non c’è possibilità di dilazionare o ritardare, perché i costi che i  nostri paesi e i nostri cittadini sarebbero immensi”. Così il  premier Mario Draghi, nelle dichiarazioni congiunte al termine del vertice EuMed9 ad Atene.

I leader dei nove Paesi europei del  Mediterraneo invocano un’azione urgente per affrontare il  peggioramento della crisi climatica e per costruire un futuro  sostenibile nella regione mediterranea. Nella dichiarazione conclusiva del vertice di Atene, i leader di Croazia, Cipro, Francia, Grecia,  Italia, Slovenia, Malta, Portogallo e Spagna, oltre alla presidente  della Commissione europea, Ursula von der Leyen, affermano che il  Mediterraneo sta soffrendo “danni ambientali senza precedenti le  capacità di risposta sono arrivare al limite”. Per questo, la loro  “forte convinzione è che sia necessaria un’azione globale urgente e  ambiziosa a livello nazionale, regionale e locale”. Si è discusso anche di difesa europea “Al vertice abbiamo discusso anche la questione della difesa europea.

Gli eventi degli ultimi mesi stanno portando a un profondo riesame delle nostre relazioni internazionali, un riesame la cui conclusione non può essere che il rafforzamento della sovranità e della difesa europea. Si è iniziata un riflessione sugli aspetti organizzativi: è solo l’inizio ma sono certo che questa riflessione ci accompagnerà negli anni a venire. Ma anche qui non c’e’ molto tempo da aspettare. Abbiamo inoltre discusso anche della sicurezza del Mediterraneo, della parte più vicina, come Libia e Tunisia. La situazione è instabile ma tutti i paesi hanno detto che vogliono contribuire al mantenimento della stabilità”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Mario Draghi, ad Atene al termine del vertice Il video messaggio di Draghi per il Summit sul Clima alla Casa Bianca.

E Mario Draghi è intervenuto, con un video messaggio  al Forum delle Maggiori Economie sull’Energia e il Clima (Mef), promosso dal Presidente Usa Biden.  “Con l’accordo di Parigi ci siamo impegnati a contenere il riscaldamento globale entro 1,5 gradi rispetto ai livelli preindustriali. La maggior parte dei nostri paesi ha rinnovato questo impegno nelle recenti riunioni del G20. Tuttavia, dobbiamo essere onesti nei confronti di noi stessi: stiamo venendo meno a questa promessa.  Se continuiamo con le politiche attuali, raggiungeremo quasi 3 gradi di riscaldamento globale entro la fine del secolo” con “conseguenze catastrofiche”. Tra gli obiettivi attesi un impegno da Usa, Ue e altri Paesi a ridurre il loro uso del metano, un potente gas serra.

Il vertice arriva a meno di due mesi prima della Cop26, la conferenza Onu a Glasgow dove ci si aspetta che quasi 200 nazioni annuncino tagli delle emissioni più ambiziosi di quelli fissati precedentemente per evitare il surriscaldamento del pianeta. “Dobbiamo agire e dobbiamo agire ora contro il cambiamento climatico”: lo ha detto il presidente Usa Joe Biden aprendo i lavori del Mef, Major Economies Forum on Energy and Climate, al quale partecipano almeno sette leader mondiali, tra cui il premier britannico Boris Johnson. Biden ha citato il recente rapporto Onu sul clima, sottolineando che esso “rappresenta un codice rosso per l’umanità”.

Nelle ultime due settimane, ha ricordato, “ho girato per gli Stati Uniti e ho visto i disastri creati dagli uragani, dalle inondazioni e dagli incendi, tutti fenomeni che si sono verificati in molte altre aree del mondo”. Biden ha poi rivendicato il nuovo ruolo degli Usa nella battaglia per il clima: “Gli Stati Uniti sono tornati protagonisti per affrontare la crisi climatica. Il tempo per agire è poco e siamo vicini a un punto di non ritorno”. Il presidente Usa ha inoltre spiegato che “la crisi climatica rappresenta anche una grande opportunità per creare lavoro”. Guterres: “Alto rischio fallimento della Cop26” “Il mondo è su un percorso catastrofico verso 2,7 gradi di riscaldamento globale. C’è un alto rischio di fallimento della Cop26. È chiaro che ognuno deve assumersi le proprie responsabilità, abbiamo bisogno di più ambizione in materia finanziaria, di adattamento e mitigazione”,  ha detto il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres.

“I Paesi sviluppati devono mantenere l’impegno di mobilitare 100 miliardi di dollari l’anno per sostenere l’azione per il clima nelle nazioni in via di sviluppo”, ha aggiunto, sottolineando che il rapporto annuale dell’Ocse rivela un gap di almeno 20 miliardi di dollari. “La lotta al cambiamento climatico avrà successo solo se tutti in questa stanza si uniranno per promuovere più ambizione,più cooperazione e più credibilità – ha affermato ancora Guterres -.

Il mondo richiede che tutti noi, ma essenzialmente voi, in quanto principali economie del mondo, agiate immediatamente per condurci verso un futuro sostenibile”. Von der Leyen: “Stabilita tabella marcia Ue per Cop26” “Positiva discussione al Major Economies Forum convocato dal presidente Joe Biden in vista della conferenza CopP26.

L’Unione europea ha stabilito una tabella di marcia e invita gli altri a fare altrettanto. Rafforzeremo l’Alleanza per la riduzione del metano. I nostri partner devono intensificare i finanziamenti per il clima“. Così su Twitter la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, che ha partecipato al Forum in video conferenza. –