Rotary Viterbo: ottimo il bilancio della mostra “Fellini, Viterbo e il sogno”

NewTuscia – VITERBO – Bilancio estremamente positivo per la mostra “Fellini, Viterbo e il sogno”, organizzata dal Rotary Club Viterbo con il supporto dell’amministrazione comunale, che ha visto nel finissage di mercoledì una chiusura all’altezza delle opere esposte.

Ad accogliere i presenti il presidente Bianchini che ha ringraziato i presenti, le autorità e il vescovo, definito “nostra guida spirituale”.

Il Vescovo Fumagalli ha svelato così la sua presenza: “Mi lega alla famiglia Catozzo e al dottor Leo un’amicizia di oltre 45 anni, da quando ero giovane parroco nel ’77 a Santa Severa. Ricordo un uomo dalla cultura enorme, come la moglie, valente pittrice. Notai da subito un grande genio e una grande inventiva in lui, ad ogni incontro veniva sempre presentato uno strumento nuovo. Una vivace intelligenza trasmessa anche ai figli. Sono stato spesso ospite insieme a Fellini e ricordo le visite al Castello. Questa mostra sintetizza la grande qualità delle caricature di Fellini e la fondamentale invenzione della pressa, che superò l’acetone e permise la realizzazione veloce dei montaggi, un apparecchio che finì anche in Cina. Bello che Viterbo celebri Fellini e mostri come sia giusto educare alla fatica del pensiero, perché nella vita non è tutto immediato”.

Simona Tartaglia, socia rotariana responsabile del progetto, nato sotto la sua presidenza, ha confessato la grande soddisfazione per la mostra: “Una settimana faticosa che ha portato frutti. Ho visto tanti visitatori entrare e conoscere ricordi, esperienze, che se non raccontate rischiano di perdersi, un sapere che non possiamo abbandonare. Ringrazio tutti quelli che ci hanno aiutato e chi ha permesso questa mostra, il Comune, gli archivi Catozzo, Burchiellaro e Baglivo, il liceo Orioli e l’artista Mascagna. Molta curiosità anche per il documentario che il Rotary ha realizzato con questo materiale a dicembre, che sarà diffuso in Costa Rica e sta partecipando alla seleziona di un festival in Cina, attraverso Piero Pacchiarotti, dell’International Tour Film Festival di Civitavecchia”.

Fellini e il sogno, e non poteva che raccontarlo il dottor Innocenti, che ha brevemente illustrato i disegni realizzati dal maestro al risveglio, abituato a tracciare subito i sogni appena avuti. “Ha cercato di capire quanto vissuto nei sogni, cercando di proiettarli nella sua arte. Dai disegni si nota quanto fosse interessato alla parte affettiva e l’onirico gli è spesso servito per alcune trovate geniali, perchè è dimostrato che proprio nel sonno la mente sia più libera e spesso svegliandoci riusciamo a risolvere problemi che ci sembravano insormontabili”.

Tra i protagonisti Alberto Catozzo, figlio di Leo, pronto a ricordare il padre e il maestro, collaboratori e soprattutto amici: “Nel mondo del cinema non esiste la bugia, che si trasforma in creatività e questo è il segno distintivo della vita di Fellini, che ha frequentato la mia famiglia dai tempi de ‘Le notti di Cabiria’, ‘La strada’, e soprattutto ‘La Dolce Vita’ e ‘8 e 1/2’. Mio padre, dopo aver creato la pressa, si concentrò sulla fabbrica e per lavorare con lui Fellini comprò una moviola, che mise nel suo studio a Ponte Milvio, raggiungendolo con le ‘pizze’ da montare. In questi incontri è nato lo scambio di bozzetti, mio padre raffigurava Federico, lui si divertiva a ritrarre Leo, hanno sempre giocato così”.

Antonello Ricci, che con i suoi racconti appassionati sul cinema di Fellini è diventato il filo conduttore del documentario, ha svelato altri lati del regista riminese: “Nella sua famosa intervista confessò la confusione tra i suoi sogni e i ricordi che gli furono raccontati da altri, perché un artista prende le immagini di tutti e le fa rinascere in un’opera d’arte, dove non esistono lati proibiti, perché nessuna immagine è fine a sè stessa. Il cinema è il momento in cui la luce raggiunge la tela, nessuno come Fallini ha saputo trasformare in narrazione di poesia assoluta anche i gesti più sempici”. Ricci ha poi letto il racconto che Fellini darà delle campagne laziali che tanto lo hanno colpito nei suoi “vagabondaggi in automobile”, in un vagare senza meta: “Io non ho mai voluto conoscere i paesaggi – sottolineò Fellini – ho sempre cercato di ri-conoscere. Viterbo, così alle porte di Roma, è stata per me la città che traduceva questa dolcezza di provincia sincera, abbandonata alla grandezza del Lazio. Viterbo restituiva ad un sapore d’infanzia la forza di Roma”.

In conclusione Cinzia Pace, del liceo Orioli: “Questa è stata una bellissima esperienza, nata dal concorso che i ragazzi hanno fatto lo scorso anno scolastico in piena didattica a distanza, un lavoro molto complesso che ha dato soddisfazione maggiore, vedendo i risultati. I ragazzi sono passati a visitare la mostra e hanno ammirato le opere, con una grande crescita culturale, per prendere spunto e avviarsi verso altri percorsi”.

L’esposizione ha accolto l’arte di Fiorenzo Mascagna: “Le mie opere su Fellini nascono dalla sua frase sul visionario, è stato questo lo spunto che ho avvertito come similitudine, una forza che mi ha spinto ad inventare queste opere, dodici in tutto, collocate su cavalletti illuminati, come se fosse cinema, uno spazio che si estende attraverso il racconto”.

Piero Pacchiarotti ha infine confermato che il documentario “100 volte Fellini” è in tour verso la Cina, dove a breve sarà confermata l’ammissione in concorso, nella versione sottotitolata in inglese, realizzata sempre a Viterbo da Fonotuscia di Giulia Oliva, che ha anche realizzato la versione audiodescritta per non vedenti. “Stiamo aspettando la risposta e siamo fiduciosi, per la grandezza del nome di Fellini, speriamo di ufficializzarlo presto” ha concluso il presidente dell’Itff Civitavecchia.

Tra le numerose visite alla mostra, si sottolinea quella di Giuditta Saltarini, moglie di Renato Rascel, insieme a Luciana Vasile, figlia di Turi, storico produttore di “Roma”; l’attrice Alessandra Izzo; l’Art Director & Stylist Gianni Graziano e, nel giorno della chiusura, il capo della Digos viterbese Carlo Maria Basile, che incuriosito dalla mostra notata durante il servizio per una manifestazione, è tornato per il finissage.

Un successo degno del nome di Fellini e di tutti gli artisti che hanno contribuito a rendere speciale questa mostra, il Rotary Club Viterbo ringrazia tutti i protagonisti e il Comune di Viterbo per il patrocinio e il supporto.

Rotary Club Viterbo – Distretto 2080