Nostra intervista ad Abbondio Zuppante sulla storia delle Cinquanta Ottave di Sant’Egidio

Stefano Stefanini

NewTuscia – ORTE – Nella trasmissione Fatti e Commenti condotta da scrive e da Gaetano Alaimo sugli schermi di Teleorte e visibile su www.teleorte.it e www.newtuscia.it avremo come ospite Abbondio Zuppante, uno dei fondatori dell’Ente Ottava Medievale, incaricato per la sezione di Orte dell’Archivio Storico Diocesano di Civita Castellana,  direttore del Museo d’Arte Sacra di Orte e direttore della Biblioteca dell’Ente Ottava Medievale di Orte.

Con Abbondio Zuppante ripercorreremo la storia dei cinquanta anni delle rievocazioni  dell’Ottava di Sant’Egidio da quel settembre del 1971, in cui Risvaldo Giubileo, insieme ad alcuni giovani tra cui lo stesso Abbondio, su incarico del Comune  dettero vita alla prima edizione della rassegna, che anno dopo anno ha segnato u sempre maggiore successo di qualità e di pubblico.

Ricorderemo,il ruolo propulsivo del prof. Amleto Di Marcantonio e di donnDelfo Gioacchini nella ricerca storica sulle caratteristiche dell’Ottava oltre che nel perfezionamento degli aspetti organizzativi degli Sbandieratori, degli Arcieri, del Corteo Storico, delle Contrade e dell’Accademia dei Disuniti, sino alla 50a Edizione presieduta da Giovanni Primavera.

nel corso dell’intervista approfondiremo i contenuti  del testo storico di Abbondio Zuppante “Entrate, uscite e memorie. Il registro di Bartolomeo da Orte, 1369-1403”, recentemente presentato al pubblico.

Non sorprende  il prof. Franco Cardini, nella sua introduzione al testo, il fatto che Abbondio Zuppante abbia “scovato” nelle “Varie” nell’Archivio Storico Comunale  il registro contabile manoscritto, inedito, di Bartolomeo “ magistri Petri Joannis Francisci” che visse  ed opero’ ad Orte tra il 1327 ed il 1405. Bartolomeo da Orte era un notaio, come il padre Pietro, il fratello Angelo, caratteristica ed inconfondibile la sua elegante grafia, attribuibile di certo ad un notaio.

Dal registro analizzato da Abbondio Zuppante si deduce che Bartolomeo, oltre a possedere una quantità di beni immobili, esercitasse l’attività di imprenditore, di banchiere, o comunque di un “gestore di denaro”, molto abile nelle operazioni finanziarie, amministratore ed economo.

Dal 1370 al 1372 esercitò il ministero di economo della Confraternita dei Raccomandati di Santa Maria, incarico che lo caratterizzo’  anche nel suo ruolo sociale, nel suo impegno civico e nella vita religiosa comunitaria.

Ebbe un ruolo nelle magistrature cittadine nel 1367, anno  nel quale il papa Urbano V tento’ di rientrare da Avignone a Roma e, riporta il prof. Franco Cardini nella sua introduzione al Testo, il suo passaggio per Viterbo causo’ nel mese di settembre dei tumulti popolari, noti come “ la rivolta di Piano Scarano” .

Questi tumulti popolari coinvolsero anche circa cinquecento “armati ortani”,  nota Cardini, un numero molto consistente per la popolazione urbana di Orte in quel periodo.

Questi ed altri interessanti particolari emergono dalla ricerca e dalla analisi dell’autore del testo, interessante e coinvolgente anche per i “non addetti ai lavori”.

Ricordiamo che Abbondio Zuppante è uno dei fondatori dell’Ente Ottava Medievale e  che dopo aver esercitato a lungo l’attività bancaria, si e’ dedicato alla promozione di diverse iniziative culturali. Ha  pubblicato articoli, monografie e curato pubblicazioni di ricerca storica.

Attualmente è incaricato per la sezione di Orte dell’Archivio Storico Diocesano di Civita Castellana, è direttore del Museo d’Arte Sacra di Orte e direttore della Biblioteca dell’Ente Ottava Medievale di Orte.