Bilancio super per l’edizione 2021 dell’Ottava di Sant’Egidio a Orte

Stefano Stefanini

NewTuscia – ORTE – Si sono conclusi ieri le celebrazioni dell’Ottava di Sant’Egidio a Orte. Domenica c’è stato il  Corteo storico in costume ed il Palio degli Arcieri – da seguire in streaming e non con la presenza di pubblico – i festeggiamenti in onore del santo patrono di Orte, Sant’Egidio, con le rievocazioni dell’Ottava che celebra la storica cinquantesima edizione.

Questa cinquantesima edizione coincide anche con la campagna elettorale per l’elezione del sindaco e del consiglio comunale e secondo noi, valutando l’intensità, la qualità e la partecipazione del pubblico alle manifestazioni dell’Ottava, tutti i candidati a sindaco e a consigliere comunale, oltre che i programmi elettorali sottoposto agli elettori dovranno curare con particolare attenzione la cultura, la rievocazione storica, le radici so io culturali della comunità e le opportunità aggregative e socializzanti che solo la cultura, la promozione turistica e lo spettacolo sanno dare alla città.

Il polittico, ovvero le tavole che rappresentano alcuni episodi della vita di S. Egidio, conservato attualmente nel Museo Diocesano, rappresenta la più antica testimonianza del culto che la comunità ortana ha riservato al monaco ateniese.Le origini del culto di Sant’Egidio: nel 1324 i primi documenti e nel 1501 patrono della riconciliazione tra le fazioni cittadine.

Questa esclusiva opera d’arte apparteneva all’altare precedentemente dedicato nella chiesa di Santa Croce e serviva come sportello della cripta che custodiva la statua.

Il culto di S. Egidio risale almeno al 1324, anno in cui il principe Giovanni d’Angiò, fratello di Roberto Re di Napoli, si rifugiò ad Orte per sfuggire ai ghibellini “Colonnesi”. Allo stesso principe Giovanni si fa risalire la dedicazione dell’altare a S. Egidio.

Altre fonti storiche attribuiscono la devozione al Santo al transito per Orte delle truppe francesi di Carlo d’Angiò.

Gli statuti comunali citano S. Egidio a partire dal XVI secolo. Documenti ufficiali attestano che la festa fu solennizzata da papa Bonifacio IX nel 1396, che concesse per la festività ortana le stesse indulgenze della Porziuncola di Assisi.

Per il periodo dell’Ottava nel pieno rispetto delle, norme anticovid varati dalle competenti autorità sono stati programmati, oltre ai convegni, ai momenti di rievocazione storica in costume, la Rassegna sulle “Cinquant’Ottave” ed  il Teatro Medievale, numerosi  appuntamenti di presentazione di libri di storia, archeologia, religiosità, le visite programmate con prenotazione obbligatoria di Orte Sotterranea e al centro storico di Orte.

 

Per permettere la fruizione del patrimonio culturale della Città in piena sicurezza, i tre musei cittadini: il Civico, il Museo D’Arte Sacra e il Museo delle Confraternite sono stati aperti al pubblico per tutto lo svolgimento dell’Ottava.

Gli organizzatori, i cittadini e gli ospiti hanno vissuto due settimane all’insegna della socializzazione, della promozione dell’arte, della cultura e delle rievocazioni storiche che hanno caratterizzato questa cinquantesima edizione    storica che, per rettore dell’Ente  organizzatore  dell’Ottava, Giovanni Primavera, e per la parte spirituale il parroco don Maurizio Medici ha  costituito un valido strumento di Ripartenza sotto il segno dell’aggregazione sociale e   culturale, dopo tanti mesi di forzato isolamento !

 

 

Gaetano Alaimo

Giornalista iscritto all'Albo dal 2002. Ha collaborato al Messaggero di Viterbo per 4 anni. Ha diretto prima Ontuscia.it e dal 2008 dirige NewTuscia.it. A Tele Lazio Nord conduce "Luce Nuova sui fatti", trasmissione settimanale di approfondimento tematico in onda il giovedì alle 21