Il runner viterbese Bruno Buzzi e le sue scarpe bianche (ancora per poco) alla Maratona di Roma

NewTuscia – VITERBO – Riceviamo e pubblichiamo.

Scarpe bianche, che resteranno (si spera) immacolate ancora per poco. Sono le scarpe da corsa con le quali l’atleta viterbese Bruno Buzzi, “il runner col cilindro”, correrà la Maratona di Roma domenica 19 settembre.

Perché saranno bianche ancora per poco? Perché ci penseranno i viterbesi a “sporcarle”: dalle ore 20 di questa sera e fino a venerdì 17 settembre le scarpe del “runner col cilindro” saranno esposte – grazie alla disponibilità di Andrea Ciancolini – al Caffe Grandori di piazza della Rocca a Viterbo, e saranno a portata di mano dei cittadini che, accompagnando virtualmente Bruno Buzzi nei 42 km della Maratona, vorranno scriverci sopra il loro nome, un pensiero, un augurio, una battuta… Qualsiasi cosa, insomma, per riempire la tela bianca delle scarpe del runner. 

Come ogni iniziativa ideata da Buzzi, anche questa ha una finalità solidale. “Accanto alle mie scarpe da corsa, al Grandori ci sarà anche un contenitore per le donazioni di chi vorrà contribuire a una raccolta fondi (offerta libera), il cui ricavato sarà interamente devoluto all’associazione per la quale correrò questa Maratona – spiega il runner viterbese -, ovvero ‘La Stella di Lorenzo’, inserita tra le charity della Run Rome The Marathon. Si tratta di una associazione di promozione sociale nata alla fine del 2012 per volontà dei genitori di Lorenzo Fabbri, un ragazzo mancato improvvisamente a 19 anni a seguito di un malore dalla causa ancora ignota”. 

“Lo spirito che alimenta questa Aps è lo stesso che ha caratterizzato la breve vita di Lorenzo – aggiunge Bruno Buzzi -, uno spirito di solidarietà umana unito al desiderio di aiutare persone meno fortunate o in difficoltà. Non so se per questa gara indosserò ancora una volta frac e cilindro, ma so che sarà un grande piacere per me correre i 42 km e 195 metri della Maratona di Roma con ai piedi scarpe piene delle vostre firme e dei vostri pensieri. Perciò – conclude – andate a scriverci sopra e non dimenticate la raccolta fondi!”.