Presentazione del libro per l’Ottava di Sant’Egidio, domani 5 settembre a Palazzo Vescovile

Il Club Passport Italia Distretto 2080 organizza una riunione Interclub

Stefano Stefanini 

NewTuscia – ORTE – “Viaggiando…. nell’Avvenire del Centro Italia, storia e cronaca di un nuovo Rinascimento”, e’ il titolo del libro che presenteremo al pubblico domani domenica 5 settembre alle ore 18, nella splendida cornice del Palazzo Vescovile, nel centro storico di Orte.

Sarà un pomeriggio di intensa partecipazione culturale, in quanto la  presentazione del mio libro sara’ preceduta alle ore 17 dal testo di Vincenzo Cherubini “Ggiro ggiro tondo cavallo ‘mberatondo. Repertorio del folklore infantile ortano”, che aggiunge un’ulteriore preziosa tessera al mosaico delle tradizioni popolari  delle nostra Città di Orte  e del Centro Italia, già ampiamente delineato con le precedenti ricerche.

Il Club Passport Italia Distretto 2080, di cui faccio parte,  organizza per l’occasione con il R.C. Viterbo  una riunione Interclub.

Con soddisfazione e trepidazione sottoporremo  al lettore (avrò con me Gaetano Alaimo e Luigi Ceppari. On i rappresentanti del Rotary  Stefano Bianchini e Massimo Bordignon)  l’edizione  rinnovata del libro “Viaggiando…. nell’Avvenire del Centro Italia, storia e cronaca di un nuovo Rinascimento”,  che intende ripercorrere, insieme ai lettori, oltre quarant’anni di esperienza e di servizio giornalistico, riproponendo  alcuni tra i più significativi articoli scritti negli anni per  l’edizione domenicale  di “Avvenire” Lazio7, dal 1977, per il periodico “L’Alto Lazio” e  “Il Centro Italia” dell’amico prof. Luigi Ceppari, per le riviste nazionali “Voyager, ai confini della conoscenza“  con Roberto Giacobbo,  “Viaggiando, il mondo nelle mani”, e, più recentemente per i quotidiani on line www.newtuscia.it  dell’amico Gaetano Alaimo e www.futuroeuropa.com, per il periodico “Rotarianamente” del Distretto “Rotary Italia 2080 Roma Lazio e Sardegna”  e  per le Riviste Aziendali “Viaggiando in Autostrada”, “Autostrade Cronache” e “Autostrade Informa”.

Il testo ripercorre, nei nuovi capitoli anche l’esperienza televisiva della collaborazione con l’emittente televisiva più longeva della Tuscia, Teleorte, prima con la direzione responsabile della redazione e poi con la trasmissione di approfondimento “Fatti e Commenti” condotta con Gaetano Alaimo, a cui recentemente si e’ aggiunta la trasmissione ideata e curata da Gaetano Alaimo “Luce Nuova sui Fatti” su Tele Lazio Nord, a cui collaboro come opinionista fisso.

L’esperienza  televisiva, condivisa in gran parte con Gianni Di Felice, Marco Nicoletti, Francesca Maccaglia, con Teleorte prima ed in particolare, con Tele Lazio Nord con Gaetano Alaimo, mi ha fatto conoscere e valorizzare le intraprendenti realtà politiche, economiche, sindacali, sociali, sanitarie, culturali e del volontariato di Orte, della Tuscia e della regione Lazio.

Vorrei sottolineare il rapporto di collaborazione, stima e amicizia instauratosi con alcuni protagonisti della politica, dell’economia e della cultura provinciale e regionale, come Giulio Marini, Enrico Panunzi, Giovanni Maria Arena, Pietro Nocchi, Francesco Battistoni, Alessandro Romoli, Francesco Monzillo, Sergio Del Gelsomino, Massimo Bordignon, Roberto ed Emanuele Joppolo.

Ho dedicato uno specifico capitolo del libro alla avvincente esperienza  di collaborazione e di direzione del periodico “Rotarianamente” del Distretto Rotary Italia 2080 Roma, Lazio e Sardegna, che mi ha visto coinvolto nel triennio 2018 –  2020.  Ho potuto conoscere e descrivere quante iniziative benefiche e di valorizzazione umana e sociale vengono allestite dai vari Club del Rotary, così ramificato in tanti paesi del mondo.

Dagli articoli selezionati e ripubblicati, con il prezioso apporto dell’editore S.ED. di Viterbo, Luigi Ceppari, si possono chiaramente dedurre i valori e l’impegno di servizio che hanno animato nei quarant’anni di professione una passione per descrivere e interpretare insieme ai lettori e ai telespettatori fatti, personaggi, vicende felici e tristi delle nostre comunità.

In particolare il mio impegno  si è concretizzato nel raccontare gli eventi delle nostre comunità, scandagliando anche le situazioni spesso dimenticate dalla stampa nazionale, in particolare in questi anni di grave crisi epidemica.

In questi quaranta anni mi sono sentito fortunatamente sempre un giornalista libero.

Libero dai condizionamenti. Libero dai pregiudizi e per questo per certi aspetti coraggioso di conoscere e descrivere persone, fatti, luoghi, motivazioni, nel rispetto dei lettori e dei telespettatori.

In quanto, come suggerisce Papa Francesco a giornalisti e lettori “la comunicazione deve essere principalmente  uno  strumento per costruire, non per distruggere; per incontrarsi, non per scontrarsi; per dialogare, non per monologare; per orientare, non per disorientare; per capirsi, non per fraintendersi; per camminare in pace, non per seminare odio; per dare voce a chi non ha voce, non per fare da megafono a chi urla più forte”.

Il valore insostituibile della libertà deve associarsi per un giornalista  con l’atteggiamento di umiltà, come una delle caratteristiche fondamentali del lavoro giornalistico, precisando nel contempo che “giornalisti umili non vuol dire mediocri, ma piuttosto consapevoli che attraverso un articolo, un tweet, una diretta televisiva o radiofonica si può fare del bene ma anche, se non si è attenti e scrupolosi, del male al prossimo e a volte a intere comunità”.

“L’umiltà del non sapere tutto prima è ciò che muove la ricerca. La presunzione di sapere già tutto è ciò che la blocca”.

L’umiltà ci fa accostare alla realtà e agli altri con l’atteggiamento della comprensione.

Il giornalista umile cerca di conoscere correttamente i fatti nella loro completezza prima di raccontarli e commentarli.

Non alimenta “l’eccesso di slogan che, invece di mettere in moto il pensiero, lo annullano”. Non costruisce stereotipi. Non si accontenta delle rappresentazioni di comodo che ritraggono “singole persone come se fossero in grado di risolvere tutti i problemi, o al contrario come capri espiatori, su cui scaricare ogni responsabilità”.

Come suggerito sempre da papa Francesco, libertà e umiltà devono poi associarsi ad un linguaggio appropriato. 

“In un tempo in cui, specialmente nei social media ma non solo, molti usano un linguaggio violento e spregiativo, con parole che feriscono e a volte distruggono le persone, si tratta invece di calibrare il linguaggio e, come diceva il vostro Santo protettore Francesco di Sales nella Filotea, usare la parola come il chirurgo usa il bisturi”. E anche in questo caso l’umiltà salva. Perché in un “tempo di parole ostili”, aiuta a “ricordarsi che ogni persona ha la sua intangibile dignità, che mai le può essere tolta. In un tempo in cui molti diffondono fake news, l’umiltà ti impedisce di smerciare il cibo avariato della disinformazione e ti invita ad offrire il pane buono della verità”.

L impegno più significativo a cui ispirare il nostro delicatissimo  lavoro di giornalisti e’ quello relativo alla diffusione delle buone notizie.

C’è un oceano sommerso di bene che merita di essere conosciuto e raccontato da noi giornalisti e che dà forza e fascino al nostro lavoro di servizio alla collettività, che ci auguriamo prosegua per tanti anni ancora.

Per questo dedico questo libro che vi accingete a leggere al ricordo di chi ha dovuto soccombere al male e a tutti coloro che, combattendo il virus, nella ricerca e in particolare nelle trincee ospedaliere e della medicina territoriale di base, nel volontariato e nei servizi sociali  si sono dimostrati “eroi straordinari nel quotidiano”.

Ma soprattutto mi rivolgo a tutte le nostre comunità, in particolare si giovani, perché sappiano risollevarsi con ferma volontà e sincero orgoglio dalle difficoltà vissute in questi anni per da vita ad un nuovo Rinascimento, fondato sulle radici solide e prestigiose delle tradizioni di cultura, ricerca, sacrificio, genialità, bellezza e qualità della vita che l’Italia ha saputo esprimere nei secoli.

Mi auguro sinceramente che questo libro, attraverso il racconto di fatti e persone tra cronaca e storia,  possa contribuire a ispirare un nuovo inizio,  una ripresa verso uno sviluppo integrale, ad un Rinascimento che ci veda di nuovo tutti attivi protagonisti.