Mare inquinato, Ladispoli Attiva: “Grando irresponsabile e superficiale. Vieta la balneazione a stagione conclusa”

NewTuscia – LADISPOLI – Si è dovuto attendere la fine di agosto, decine di casi di gastroenterite, qualche ricoverato in ospedale ed un rimbalzo sulla stampa nazionale per vedere finalmente emanata un’ordinanza di (temporaneo) divieto di balneazione.

L’Arpa ha infatti finalmente sancito quello che da settimane tantissimi cittadini e semplici turisti denunciavano, colpiti da febbre e dolori all’apparato intestinale dopo aver fatto il bagno nel mare cittadino.

Nel tratto che va tra il fosso Sanguinara e il Castello Odescalchi è stata infatti rilevata una concentrazione del batterio Escherichia Coli pari a 1298 MPN/100ml: ben oltre il doppio del limite di legge che si attesta su 500 MPN/100ml.

Sappiamo benissimo che il sindaco Grando non ha responsabilità dirette sulla proliferazione del batterio, così come che la competenza in materia sanitaria sul nostro territorio è dell’ASL RM 4. Ma riteniamo tuttavia che ci siano invece enormi responsabilità nella gestione di questa emergenza, a partire dalla comunicazione “social” di Piazza Falcone che ha evidentemente espresso considerevoli lacune in termini di presa in analisi di quanto stava accadendo, talvolta cercando di sviare eventuali responsabilità e addirittura rispondendo con arroganza verso le forze di opposizione e i giornali che giustamente iniziavano a sollevare dubbi e critiche.

Si è parlato addirittura di “volere il male di Ladispoli” mettendo in giro certe voci. Per non parlare infine della mappa di riferimento inclusa nell’ultimo post pubblicato sulla pagina Facebook del sindaco, che rappresenta in rosso un’area completamente diversa da quella indicata dalle analisi (riportando una zona già interdetta per legge alla balneazione, ovvero quella tra il fosso Vaccina e il Sanguinara).

Riteniamo pertanto assolutamente inadeguata la risposta tardiva del Comune e siamo sensibilmente costernati nell’apprendere con quanta leggerezza è stata presa in esame questa emergenza.

Tenendo conto inoltre di alcuni elementi significativi, come le date di inizio delle prime segnalazioni, avvenute intorno al 14 e 15 agosto, e la totale ignoranza del rapporto di Goletta Verde del 12 agosto che vede proprio la nostra costa tra le più inquinate del Lazio, definita addirittura “malata cronica”.

Auspichiamo che tutta l’amministrazione comunale prenda atto della gravità della situazione e si impegni concretamente nell’individuare in tempi rapidi l’origine di tale emergenza affinché, anche a stagione balneare quasi conclusa, il nostro mare torni di nuovo sano e fruibile da tutta la cittadinanza.

 

Gaetano Alaimo

Giornalista iscritto all'Albo dal 2002. Ha collaborato al Messaggero di Viterbo per 4 anni. Ha diretto prima Ontuscia.it e dal 2008 dirige NewTuscia.it. A Tele Lazio Nord conduce "Luce Nuova sui fatti", trasmissione settimanale di approfondimento tematico in onda il giovedì alle 21