Va avanti lo scontro tra regione Lazio e i comuni che non vogliono Talete

NewTuscia – ROMA – Annullato dal Tar del Lazio il decreto di commissariamento firmato da Zingaretti e fissato al 2022 l’appello che vede opposti la Regione e i comuni del viterbese che non hanno trasferito il servizio idrico a Talete.

Sono otto comuni in particolare a chiedere l’annullamento della delibera della giunta regionale datata 28 maggio del 2019 e del conseguente decreto del governatore Zingaretti nel 2019.

Bagnoregio, Fabrica di Roma, Farnese, Grotte di Castro, Monte Romano, Proceno, Ronciglione e Villa San Giovanni. Gli atti prevedevano nei loro confronti l’applicazione dei poteri sostitutivi e la nomina di un commissario che avrebbe dovuto realizzare la transizione a breve termine. Il ricorso accolto nel 2020 dal Tar, che aveva giudicato illegittimo il commissariamento dato che il loro passaggio a Talete era già previsto in un apposito cronoprogramma, è stato successivamente impugnato dalla regione e ora la quinta sezione del Consiglio di Stato ha fissato l’appello al primo trimestre del 2022.

Il caso che verrà trattato riguarderà il comune di Proceno, ma l’esito che varrà per uno sarà valido anche per gli altri. La vicenda è seguita anche da Palazzo Chigi visto che alcuni di questi comuni (Bagnoregio, Civitella d’Agliano, Fabrica di Roma, Farnese, Ronciglione e Tuscania) sono quelli nei cui acquedotti si registrano livelli di arsenico oltre i limiti di legge.