“Vivere nel sole”, domani la tappa di Ostia antica del progetto artistico di Sandrino Aquilani

NewTuscia – OSTIA ANTICA  – Tutto pronto al teatro romano di Ostia antica per la serata “Vivere nel sole”, evento di poesia itinerante ideato da Sandrino Aquilani, che andrà in scena dalle 21. Una serata di poesia, musica e teatro in cuo partecipano 22 poeti contemporanei con una raccolta di poesie.

All’evento partecipano noti personaggi del mondo dello spettacolo, musica, cinema e teatro. La direzione artistica è di Sandrino Aquilani, casting di Isabella Gullo e Sandrino Aquilani, la conduzione è invece affidata a Tiziana Bagatella e Nicola Masotti.

Evento realizzato con il contributo della Fondazione Cultura e Arte, ente strumentale della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale presieduta dal Prof. Avv. Emmanuele F.M. Emanuele. L’ingresso è gratuito ed è obbligatorio mostrare il green pass.

“Vivere nel sole” è un progetto itinerante che prevede di percorrere una strada ideale in nome della Poesia, una via immaginaria che unisce l’Italia, attraverso la partecipazione di poeti contemporanei, scrittori, musicisti, attori, personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo.    

Questa prima edizione partendo dalla Regione Lazio per arrivare nella terra di Sicilia. Il Sud è ricco di storia, di arte e di Poesia, una storia che è stata in grado di arrivare fino ai nostri giorni, capace di riscoprire le impronte più significative di una cultura che ha scritto dell’uomo e del suo tempo.

Nel corso dei secoli, mentre l’Italia era ancora divisa politicamente, i poeti, soprattutto, contribuirono ad unificare culturalmente il nostro Paese, attraverso le loro opere in lingua italiana e in dialetto, esaltandone il patrimonio culturale e le bellezze naturali.

Il Sud nonostante le difficoltà, è sempre riemerso grazie alla forza morale e spirituale di personaggi che l’hanno reso famoso nel mondo. Le difficoltà dell’ultimo biennio hanno consigliato di ripartire proprio da una terra scossa più di altre da tragedie epocali. Proprio qui, l’evento “Vivere nel sole”, ispirato al libro e alla poesia del Prof. Emmanuele F.M. Emanuele, sarà in grado di lanciare segnali e imprimere un nuovo corso, all’arte poetica che più di altre è sempre stata capace di coagulare intorno a sé la musica, il teatro, la letteratura, la scienza, la filosofia, per citarne alcune. Questa prima edizione toccherà con le sue tappe, Il Castello Vinci di Vetralla, il Teatro Romano di Ostia Antica, la Scuola Militare della Nunziatella di Napoli, Il Politeama Greco di Lecce, il Teatro Greco di Taormina. L’adesione al progetto di poeti, attori, musicisti, personaggi della cultura e dello spettacolo, fanno sì che l’evento verrà ripetuto ogni anno, con itinerari diversi, e perché no con qualche puntatina al di fuori dei confini dell’Italia.

Sandrino Aquilani

Avv. Prof. Emmanuele F.M. Emanuele

 

Nella nostra epoca virtuale, caratterizzata dal culto dell’immagine, dall’immediatezza della riproducibilità tecnica, dalla globalizzazione delle informazioni, ricorre spesso la domanda se sia ancora possibile ritagliare un angolo da offrire alla riflessione, all’introspezione, al ricordo, al rovello esistenziale, ovvero a quelle operazioni concettuali che definiscono la poesia.

La poesia ha da sempre offerto agli uomini la possibilità di celebrare l’esistente attraverso moduli ritmici e memorabili: gli affanni d’amore, il male di vivere, i luoghi natali, il susseguirsi delle stagioni, i ricordi d’infanzia, la perdita di un affetto.

Oggi, però, il poeta ha perduto completamente la sua funzione di vate, e sembra non trovare alcuno spazio nella società moderna e nell’odierna cultura di massa: i grandi temi che un tempo venivano affidati all’eternità dei versi, infatti, si consumano nello spazio effimero di un articolo, di un servizio giornalistico o di un post sui social network, e scorrono uno dopo l’altro lasciando dietro di essi solo sbiaditi ricordi.

Ciò, tuttavia, non è affatto sufficiente a decretare la morte del verso poetico. La poesia, al contrario, dimostra di possedere ancora gli strumenti per continuare a testimoniare la condizione umana: è il luogo della ricchezza linguistica, della diversità, dell’armonia; è l’ultimo baluardo contro il rischio dell’impoverimento progressivo e dell’omologazione; è un invito alla speranza e un allenamento ad esprimere le proprie più intime emozioni. Tra l’altro, è una forma d’arte assolutamente democratica e alla portata di chiunque: sono sufficienti un foglio di carta, una penna e un sentimento da esprimere, per praticare la poesia. Sulla base di  queste riflessioni, da appassionato poeta quale sono, nel lontano 2006 ho dato vita a Roma alla manifestazione “Ritratti di poesia”. Le mie convinzioni sulla vitalità dell’espressione poetica è stata confermata da altro importante evento; la “Biennale della Poesia Lettera d’argento” nata nell’anno 2005 e giunta alla sesta edizione.

Concludo affermando che forse, l’unica possibilità per la poesia di ritagliarsi un futuro è proprio quella di superare le barriere tradizionali, di irrompere nella scrittura in prosa, di andare a braccetto con le immagini, di fondersi con la musica, di recepire e filtrare i grandi temi internazionali e le esigenze più impellenti della nostra complessa società: in breve, di attualizzarsi diventando un evento raro e prodigioso e, un effetto di cosciente assimilazione delle novità e delle istanze di un’epoca.

 

Prof. Avv. Emmanuele F.M. Emanuele

                                                     Presidente della Fondazione Terzo Pilastro Internazionale

                                                                             Presidente della Fondazione Cultura e Arte

 

Biografy

 

Discendente da una delle più antiche e illustri famiglie nobili cristiano-cattoliche dell’Alto Medioevo della Spagna (1199) e dell’Italia meridionale, EMMANUELE FRANCESCO MARIA EMANUELE è professore universitario, avvocato cassazionista, economista, banchiere, esperto in materia finanziaria, tributaria e assicurativa, saggista, autore di libri di economia, mecenate, filantropo e poeta.

Laureato in Giurisprudenza all’Università di Palermo, ha frequentato successivamente un corso di economia monetaria e finanziaria presso l’Università di Harvard.

È stato insignito del Dottorato Honoris Causa in Belle Arti dalla St. John’s University di Roma, della Laurea Honoris Causa in Diritto Canonico dalla Pontificia Università Lateranense di Roma e della Laurea Honoris Causa in Humane Letters dall’American University of Rome.

Professore di Scienza delle Finanze all’Università Luiss Guido Carli, Docente straordinario di Scienza delle finanze, Politica economica ed Economia pubblica presso l’Università Europea di Roma, è Professore ordinario emerito in Scienza delle Finanze e dello Sviluppo Economico presso l’Universidad Francisco de Vitoria di Madrid.

Vice Presidente della LUISS –Guido Carli, Presidente del Comitato promotore del Master in “Esperti in politica” realizzato in collaborazione con la LUMSA, Presidente del Comitato promotore del Master in “Governo e gestione del non-profit” realizzato in collaborazione con la LUISS, già Vice Rettore dell’Università Europea di Roma è oggi Presidente del Comitato d’Onore della stessa.

Presidente della “Fondazione Mediterraneo-Diritto allo Studio Luiss Guido Carli”, il cui corso di laurea si tiene, oltre che a Roma, anche in Giordania presso l’Università di Petra.

La sua produzione scientifica è vastissima.

Nel corso della sua vita ha prestato assistenza legale, consulenza e contenzioso in campo tributario e finanziario ad aziende private e pubbliche e organi ministeriali.

Ha ricoperto incarichi come Presidente, membro del Consiglio di amministrazione e consulente di primarie istituzioni, aziende ed industrie pubbliche e private di livello internazionale, in campo finanziario e assicurativo, chimico, metalmeccanico, dei trasporti e delle costruzioni.

Presidente Onorario della Fondazione Roma e Presidente della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale, si è dedicato all’assistenza nel campo medico e sanitario, alla ricerca scientifica e, a tali attività collegate, ha ideato e sostenuto nel 1999 la realizzazione di un centro di accoglienza per i malati terminali con breve aspettativa di vita. Ha inoltre promosso il sostegno a 69 aziende ospedaliere statali, ASL e istituti di cura e recupero privati non profit, con finanziamenti finalizzati all’acquisto di macchinari per la diagnostica di ultima e innovativa tecnologia. Una particolare menzione merita la creazione a Roma di un villaggio residenziale, struttura pioneristica per il nostro Paese, per le persone affette da Alzheimer, il Villaggio Emmanuele F.M. Emanuele che, come riconoscimento del suo contributo ideativo, è stato a lui intitolato nel 2017.

Inoltre si è dedicato all’assistenza dei meno fortunati e, tra i numerosi progetti, ricordiamo quello di miglioramento delle opportunità di occupazione nei settori dell’energia e dell’ambiente in Giordania, quelli in favore dello sviluppo dell’occupazione femminile nelle aree rurali del Libano, il progetto che prevede attività di musicoterapia e fisioterapia presso le abitazioni di pazienti in età infantile che necessitano di cure palliative a Madrid, Saragozza e in Italia, il progetto di promozione della scherma per l’integrazione sociale dei diversamente abili e quello di Riabilitazione psichiatrica attraverso l’educazione culinaria nonché un contributo in favore dei meno fortunati, che si sono trovati in grave difficoltà economica a causa della recente emergenza sanitaria, mettendo a disposizione delle famiglie del territorio di Roma, attraverso la rete della Caritas, la somma di Un milione di Euro in buoni spesa da circa 30 Euro ciascuno e, altri 800.000 euro, alle città di Agrigento, Cosenza, Enna, Napoli, Reggio Calabria, Palermo, Trapani, Malta.

Nel campo dell’istruzione invece egli ha promosso la creazione di Master universitari, dottorati e corsi di formazione professionale in collaborazione con i principali istituti e università italiane ed estere, oltre alla realizzazione di convegni e conferenze interazionali. Amante delle arti, promotore di qualificate iniziative culturali e mecenate, è da sempre particolarmente presente nel campo artistico-museale ed espositivo. Tra i suoi primi obiettivi si collocano il recupero del patrimonio immobiliare storico esistente presso il Monte di Pietà, sorto nel 1539, e della Cassa di Risparmio di Roma, sorta nel 1836 che lo assorbiva nel 1937. Ciò è avvenuto con il rientro in possesso integrale di Palazzo Sciarra nel 2008, con l’acquisto di Palazzo Cipolla nel 2010 e il restauro completo dei due palazzi, con conseguente ripristino di affreschi e arredi. Nel 1999 ha creato il Museo del Corso ed avviato la realizzazione della Collezione Permanente, che oggi si compone di 336 opere che vanno dal 1400 fino ai contemporanei, oltre a circa 2600 medaglie e monete papali. Quanto all’attività espositiva, le sedi museali di Palazzo Cipolla e di Palazzo Sciarra hanno ospitato, a partire dal 1999, ben 54 mostre. Inoltre, 34 sono le mostre organizzate sia in Italia sia all’estero, nel corso del suo mandato, per un totale a oggi di 88 mostre.

Come poeta ha pubblicato Un Lungo Cammino nel 2008 (Premio Margutta nel 2009), Le Molte Terre nel 2009 (Premio Letterario Internazionale Mondello – Premio Speciale del Presidente della Giuria e Premio Laurentum nel 2010), La Goccia e lo Stelo nel 2013 e Pietre e Vento nel 2016.

Nel 2011 ha ricevuto il diploma d’Onore dall’Accademia Mondiale della Poesia, nel 2015 il Premio Speciale della Biennale di Poesia – Lettera d’Argento, nel 2016 il Premio Pianeta Azzurro – I Protagonisti per l’attività poetica e la promozione culturale e, il Premio Montale fuori di casa – sezione Mediterraneo per la poesia nel 2019. Sempre nel 2019 ha inoltre ricevuto il premio Internazionale Susanna Agnelli, conferito dalla Fondazione Il Faro per “la sua instancabile opera meritoria svolta nei delicati settori del sociale, anche attraverso le molteplici fondazioni da lui presiedute; e ancora per quanto realizzato a favore della cultura e della poesia nel mondo”.

La Biennale della Poesia Lettera d’argento, con il Direttore Artistico Sandrino Aquilani, nell’anno 2020 gli ha conferito il premio l’Albero dell’Umanità per la sua attività poetica e umanitaria.

 

Le tappe del tour poetico Vivere nel sole, la poesia in viaggio al Sud.

 

Tappa n. 0 – Presentazione presso il Castello Vinci di Vetralla – 30 luglio

Tappa n. 1 – Teatro Romano di Ostia Antica – Lazio – 27 agosto

Tappa n. 2 – Scuola Militare della Nunziatella  di Napoli – Campania – 24 settembre

Tappa n. 3 – Teatro Greco di Taormina – Sicilia – 16 ottobre

Tappa n. 4 – Teatro Greco di Lecce – Puglie – 30 ottobre

 

Questi i libri dei poeti che hanno aderito al tour

“Vivere nel sole”, la poesia in viaggio al Sud.

 

Sangue amaro di Valerio Magrelli

O caro pensiero di Renato Minore

Se ero più alto facevo il poeta di Ennio Cavalli

La linea del cielo di Franco Buffoni

Le ultime poesie di Angelo Sagnelli

E poi sia di Sandrino Aquilani

Le cose del mondo di Paolo Ruffilli

Tu Io e Montale di Gabriella Sica

Morfina ultima dea di Stefania Lubrani

La meccanica del pane di Michele Caccamo

Quinta dimensione di Corrado Calabrò

Versi di Maria Griffo

Giocatore di sogni di Pippo Mannino

Il mio cuore viaggia tra rime di Elisa Aquilani

La luce di Nicoletta Benedetti

Mille e mille gnomi di Cesare Imbriani

Filo spinato di Alessandro Fo

Poesie mie di Maurizio Bernini

Piano piano di Mimmo Locasciulli

Nei dintorni dell’anima di Giuseppe del Ninno

Le mie canzoni di Roberto Fia

Mentre i libri saranno gli stessi per tutte le tappe, i lettori e i musicisti si alterneranno, e hanno dato la loro adesione, in presenza o in video:

 

Franco Nero

Remo Girone

Edoardo Siravo

Alessandro Quasimodo

Enrica Bonaccorti

Silvia Siravo

Ottavio Buonomo

Patrizia Tapparelli

Gabriella Casali

Maurizio Bernini

Massimo Reale

Rosmunda D’Amico

Clive Riche

Caterina Vertova

Mariano Rigillo

Riccardo Cimino

Enzo Decaro

Roberto Fia

Natale Massara

Renato Serio

Mimmo Locasciulli

Primiano Di Biase

Luigi Mastracci

Giorgio Onorato Aquilani

Roberto Procaccini

Anna Teresa Rossini

Luigi Sbriccoli Fontana

Franz Albanese

 

Presentano: Tiziana Bagatella  – Nicola Masotti

Casting by: Isabella Gullo – Sandrino Aquilani

Direzione artistica e organizzazione Sandrino Aquilani

Con la speciale collaborazione di Armando Fusco

 

Da “O caro pensiero”

di Renato Minore

 

 

NON C’E’ PIOGGIA CHE VALGA

 

Non c’è pioggia che valga

quella pioggia. Non c’è ricordo

che valga quel ricordo.

Siamo prodigiosamente vuoti

di pioggia  e di ricordi

e la vita è ricordarci

della pioggia e dei ricordi

senza alba

se non quella estenuata del bambino

che cerca l’oro sull’atlante.

Ma in quell’alba chi pensava

che tutto sarebbe finito

così senza gloria neppure quella

che non si nega a nessuno

come il peccato blando

di via delle Caserme

e a noi resta soltanto

l’inconfondibile sagoma

di ciò che simula

esperienza  e verità?

 

 

Da Sangue amaro

di Valerio Magrelli

 

PREMESSA

 

Dodici mesi – le dodici note di un piano.

E proprio come quelle, divisi in bianco e nero

secondo la durata: sette di trentun giorni,

gli altri cinque più brevi.

Per conservare identica questa disposizione,

gennaio va a coincidere col fa, invece che col do,

così che il fa diesis diventi il mese-nota

più corto dell‘annata musicale

(per non parlare poi del fa diesis bisestile…)

Ma è inutile cercare di orientarsi

nel labirinto armonico dei giorni,

 

a meno di non prendere come prova probante

il campanello da parete Duton prodotto dalla ditta Bticino,

  1. 145 per 82 (54 di spessore) in vendita

sul sito MUSEO ELETTRICO VIRTUALE:

“La sua particolarità più simpatica

è che il suono emesso è un fa diesis.

I progettisti, chissà perché, scelsero proprio

quella nota”.

 

 

Da Le cose del mondo

di Paolo Ruffilli

 

Pag. 26 e 27

 

26

Sarà che l’ho sentita ogni volta uguale

e non è stata mai una cosa astratta

ma proprio netta, segnata sulla pelle,

e fatta azione materiale che assale e

che cancella, un’incisione dolorosa,

una particella tolta e consumata tutta:

una limatura in puncti loco, un taglio

secco, un accorciamento minimale.

Dipenderà, sia pure, dalla mia natura…

però lo sperimento nell’atto di partire

che tanto o poco è già un morire.

 

27

Se si potesse fare come si guarda

giù dal finestrino andando in treno

la successione di cose e di persone

sul nastro scivolando risucchiata via lontano.

L’illusione di essere sfiorati appena

sia pur coinvolti ma senza mai trovarsene

turbati per il tanto di presa che il distacco

non tolga mai affatto alla curiosità.

L’acqua che scorre, la sabbia tra le mani.

Come si scruta arresi con tranquillità

nella trafila di secoli e di morti della storia,

nei meandri profani della vita ormai passata

degli antichi, dei greci o dei romani.

Da La linea del cielo

di Franco Buffoni

 

COME L’ERBA CHE RICRESCE

 

Come l’erba che ricresce

Abbattendo le pareti,

La gramigna delle siepi

Sullo schermo e dei roseti

Qualche spina in prima fila,

Le faccine di quelli che alle medie

Finita l’ultima ora,

Passati tutti gli altri, aspettano

Qualcuno in macchina in ritardo

Che li venga a prendere.

Quando gli oggetti di poesia ti sopravvivono

E correggi le bozze mentre eviti

Lo sguardo d’assistente sociale del nipote,

Nulla e vagamente tutto è pertinente

Con l’arte quale arte. Sei cosciente

Che a giocare al massacro

Coi ricordi viventi sei imbiancato

Un sepolcro da niente.

Finché ti accorgi non sei più a disagio

Nelle situazioni rituali,

Che ti rilassa la ripetizione

La conoscenza delle successioni,

Uscendo solo quando il giorno è già un po’ vecchio

Con la faccia da nonno su una parallela della scuola.

L’odore quello emanato dall’asfalto

Ai bordi dopo la pioggia.

 

 

Da Se ero più alto facevo il poeta

di Ennio Cavalli

 

CHI

 

Chi ha detto ai fiori di aprire le acque

ridare la vista ai ciechi

e spingere i reclusi

in prati di adrenalina, al sole?

 

Chi ha detto ai ciechi di ammirare collo

e trasparenze della ragazza

appena uscita di casa

appena scesa dal treno,

rondine e disciplina?

 

Chi ha spinto gambe accavallate dall’inverno

sulle tracce dell’inseguimento

e gomme normali sul ciglio dell’off-road?

 

Fuliggine e porporina

riferiranno ai gatti alla fortuna ai vagabondi

agli astri alle petunie ai delinquenti

che tutto torna e non è un vizio

il circolo mai uscito dallo stampo

l’imbroglio che si sbroglia un po’ per volta

l’enormità distante di ogni istante.

 

 

ALLA RADICE

 

Pendono nidi sul capo

cervi volanti

piume loquaci

liquore celeste dai rami.

Non viene dall’alto l’invasione.

Alla radice

sotto le canne e i salici

vibrano distillerie clandestine

impianti di raffreddamento

camere di scoppio

tubi dell’acqua e del gas

trappole lapidi asce

arredi funebri

nervature resistenze

da quando la terra si aprì

al passaggio dei vandali.

 

 

LA NEVE

 

E la neve, la neve

nostalgia lieve.

Al mattino i grandi raschiavano il silenzio

spalando,

annuncio rivolto a chi ancora era a letto.

Ai bambini, soprattutto,

i più svelti a correre alla finestra.

 

Da Il mio cuore viaggia tra le rime

di Elisa Aquilani

 

CI PENSI MAI

 

Ci pensi mai a quando eri bambino?

Io ogni sera, e al nuovo mattino

Ricordo di un sogno fatto di amore,

La legna sul fuoco, ne sento il calore

Una sedia un po’ rotta,

un gatto che dorme,

Cammino pian piano

lasciando le orme

del mio presente

fatto di impegni,

ma ogni mio tratto

è dato dai segni

del tempo che scorre,

lento o veloce,

sono ancora il bambino

che dice a gran voce

di amare la vita,

in ogni suo aspetto

E quel tenero viso

lo stringo al mio petto,

Per dirgli in futuro

di ricordare

Che son sempre quel bimbo

che ha voglia di amare.

 

SONO ONDE I PENSIERI

 

Navigo dentro

Sono onde i pensieri,

Cerco il mio centro

nelle albe di oggi,

Nei tramonti di ieri..

 

Ondeggio,

Volteggio,

Mi fermo un istante,

Abbraccio lo spazio,

Accolgo il presente.

 

Culla per l’anima,

Visione estatica,

Evolve la vita

Che luce assapora,

Si cresce, si impara nel qui ed ora..

 

 

Da Una Luce

di Nicoletta Benedetti

 

NON SMETTERE MAI

 

Non smettere mai d’innamorarti di te stessa

se hai voglia truccati

ma se non ne hai voglia non mascherare le tue rughe

loro raccontano di te.

Non smettere mai di ridere dei tuoi difetti

insieme a loro ci sei cresciuta

se non hai voglia di cambiare non lo fare

sono loro a renderti vera.

Non smettere mai di ballare scalza

se ne hai voglia balla, balla

fin quando i piedi si stancheranno.

Non smettere mai di passeggiare

senza ombrello sotto la pioggia

se hai voglia lasciala danzare sul tuo viso

illuminato dalla luna.

Non smettere mai di cercare il mare

se hai voglia di vederlo d’inverno

quando il vento punge

e l’acqua ti sferza sul viso

fallo, non rimandare.

Non smettere mai di correre a perdifiato

e se ne hai voglia rotolati nell’erba

come quando eri bambina.

Non smettere mai d’essere te stessa

e se ne hai voglia siediti

e non raccontarti a nessuno.

Non smettere mai di sognare

e quando ne hai voglia

esci dalla gabbia del tempo …

e afferrali tutti i tuoi sogni

trattienili  e non lasciarli andar via … mai!

 

Da Quinta dimensione

di Corrado Calabrò

L’ANGELO INCREDULO

 

Ho paura di quest’amore

-se ci penso-

come si ha paura dell’angelo
che agli amanti che varcano la soglia
oltre la quale si smarrisce l’anima
sostituisce la chiave criptata
con la copia smagnetizzata
dall’invidia segreta degli dei.

 

Amore,
ho paura di quest’amore
non voluto e onnivolente

-se ci penso-
come ho paura dell’angelo incredulo
che viene a tentarmi nottetempo:
se ci penso

e se non ci penso.

 

 

A LUNA SPENTA

 

Ah,  Michelle, come strappa la randa!

Come  un arco fiondato nel vento

Certo che non siamo senza freni,

Michelle, siamo in volo frenato!

Pettineremo come in aliscafo

le onde in fuga sotto i nostri pattini

 

finché ci porta, come adesso, il vento.

Hanno la velatura – è questo il bello! –

sovradimensionata, i trimarani.

L’arte per l’arte, il mare per il mare …

Pattineremo oltre le onde in fuga

come su un fiume presso la cascata …

ah, reggiti, Michelle, reggiti forte!

Certo, possiamo ammainare lo spinnaker;

ma non vuoi più volare?

Le onde scorrenti come un tapis roulant

in mare aperto … andare per andare …

ah, Michelle, se oggi fosse domani!

Le onde scorrenti come un tapis roulant

proni sul bordo l’acqua che ci sfiora

il cuore che batte contro il legno …

a luna spenta amare per amare

ah, reggiti, Michelle, reggiti ancora

la luna è spenta

presto sarà domani.

 

Da Vivere nel sole

di Emmanuele F.M. Emanuele

 

VIVERE NEL SOLE

 

Sin da bambino guardavo

con gli occhi aperti,

incurante dei consigli di non farlo,

il sole,

convinto che la sua luce mi fosse necessaria.

Il sole ha irradiato la mia vita

e ha trasmesso con il suo calore

la positività per affrontarla.

Ne ho sempre sentito la presenza,

anche nei giorni più scuri e tristi,

e ha illuminato, con il suo fulgore,

il mio vivere.

Come una corazza e uno scudo

ha protetto il mio essere

e il divenire di ciò che è stato

è dipeso dallo stare dentro di me

dando vigore al mio pensiero

e ai miei passi.

E oggi ancora lo guardo,

sebbene con gli occhi socchiusi,

al mattino e sera,

all’alba e al tramonto,

considerandolo

il protettore del mio esistere.

 

POETA

Se dovessi rinascere

vorrei, di tutte le cose da me fatte prima

poter essere solo poeta.

Vorrei viaggiare, vedere, ascoltare, capire

e narrare, senza mai finire, le cose viste,

le albe, i tramonti e poi le valli e i monti,

i fiumi e il mare e le città e i luoghi.

E ancora le emozioni provate, le illusioni e le suggestioni

dei mondi percorsi

e le speranze del mondo che mi circonda,

comprese attraverso le parole di chi ho incontrato.

Vorrei non avere nulla,

a cui attaccarmi ma solo sensazioni e sentimenti

e stare sempre con loro e per loro vivere.

Credo che questo e solo questo dà motivo all’esistenza

e vorrei farlo per tutto il tempo del mio rivivere.

 

LACRIME

 

A volte mi commuovo e lacrime mi scendono sul viso

come accade quando ascolto canti di religiose

separate dalla vita dalla scelta di clausura.

A volte piango e mi commuovo quando

vedo vecchi sdraiati, indifesi, sui gradini

delle chiese dove passano, abbandonati, le notti

e i giorni e tento, invano, di aiutarli senza riuscirvi.

A volte piango e mi commuovo quando

vedo vagare bimbi, senza nessuno che

li accompagni, in luoghi affollati e

pieni di pericoli chiedendo aiuto a

gente che non li ascolta

e tento invano di consigliarli

o quando sento le parole alte che ancora

danno speranza ai meno fortunati.

Tutto ciò che contrasta con l’immagine che

il mondo ha di me, ma  io sono anche

questo, e ringrazio di avere questa attitudine

di sentire il dolore  degli altri,

di farlo parte di me e

di manifestarlo con le lacrime.

 

 

 

 

I LUOGHI RIMASTI IN ME

 

Oggi le lunghe attese negli

aeroporti mi portano indietro

nel tempo. Quel tempo, in cui viaggiare era per pochi,

e in cui i luoghi lontani, lontanissimi, si raggiungevano con

interminabili ore di volo.

Li ricordo quei tempi. Guardavo i volti di chi mi interessava,

cercando di capire cosa li spingesse a farlo, diversamente da

me che ero spinto dalla curiosità di vedere il mondo e

confrontarlo con quello in cui vivevo. Guardavo i cartelli che

dicevano dei luoghi che lasciavamo e a volte di quelli

che ci aspettavano con ansia e desiderio crescente.

Il volo serviva a preparare l’incontro

con il mondo di cui tutto avevo studiato

e nient’altro sembrava avesse valore.

Oggi quando penso a quei viaggi incredibili,

a continenti traversati e luoghi magnifici

scoperti mi riappaiono, come d’incanto,

anche i luoghi da cui mi mossi e che

mi spinsero a muovermi e partire,

convinto che li avrei dimenticati

e sostituiti con altri e che invece alla fine

sono rimasti dentro di me

e hanno prevalso

su tutti.

 

Da Morfina ultima dea

di Stefania Lubrani

COSA ANCORA…?

Cosa ancora…?

Cos’altro fuori dallo sguardo…?

Fuori?…

Fuori da cosa

se tutto si chiude di colpo.

Negli occhi che si chiudono.

Dentro è pieno di colori

dal rosso Magenta del broccato

al rosso pompeiano

all’atramento

e al bianco avorio.

Rosso fuxia.

Rosso Cardinale.

Giallo ocra.

Giallo oro.

QUANTO CORAGGIO….

Quanto coraggio mi chiedi.

Pensa ai colori,,,Coraggio…

Rosso bordeaux.

Abbiamo paura tutto fa così male.

…l?avorio delle perle.

Anche Mahler ormai ci mette ansia.

Pensa con me…

Rosso fragola.

Biondo fragola.

Ora possiamo pensare solo Vivaldi

perché non tende agguati.

…Abbi fede

Rosso geranio.

Pensali così

Rosso arancio intenso.

Rosso sangue addio.

E quante rose rosse…

Ich will….

 

Da Mille e mille Gnomi

di Cesare Imbriani

 

VIZIO DI SOPRAVVIVERCI, MIO GOZZANO

 

osservo stormo di uccelli

che vira

perfetta formazione di natura

da imparare

nei banali giorni che amministrano

il tempo

residuo scorre mentre è difficile

vivere l’allegria parlerò

all’aria ferma delle pareti

al dio

che è nelle cose mentre le uso

lutti da raccontare

solitudine

quando cadono i contorni della luce

qua e là le prime stelle

collezione di dettagli tregua

alla leggenda dell’assoluto dove

è meglio il poco che niente

 

perché minimi luoghi e ricordi

hanno il vizio di sopravviverci.

 

Da La meccanica del pane

di Michele Caccamo

 

…a cosa ti è servito guardarmi

lo so già ti affretti

agli occhi e al naso

ai compiti delle labbra

alle mani opposte come lance

o alle ignoranze dell’amore

al potere geniale dell’inganno

agli uomini che devi strapparti

ma non alle mie parole

quasi sempre stupite

incapaci di capire la tua vagliatura

e dimmi dov’è il pensiero

punto per punto la tua origine

che come alcuni dicono

non ha un giorno di perdono

ed è una luce che uccide gli uccelli

e da oltre le bande del cielo

pianta fulmini nel cuore

e noi allora nei lampi

o in qualcos’altro senza scudi

andiamo donna e uomo caldi

per come è bene fingendo

verso un incantesimo piegabile

 

Da Tu Io e Montale a cena

di Gabriella Sica

 

DIALOGO IN SOGNO

 

– Mi pare come un sogno la poesia.

Stesso modo di predire il futuro.

Scrivere una poesia sulla tua figura

amica scomparsa agli occhi

e nella mia mente animata e viva

non è così diverso

dal sognare una figura d’aria.

– Il sogno è tuo anche se appaio io.

E’ un sosia onirico non sono io

e dico solo quello che tu ricordi

ma l’idea della cena con Montale

e pure con Pagliarani non è male!

E’ ora l’ora di un calmo arrivederci

pensami e guarda c’è là un intreccio

di spogli rami c’è in cima un bel nido.

 

Provo ad abbracciarvi uno per uno

nella grigia sotterranea nube

tre volte mi avvicino a voi

miei amati miei cari amici

larghe apro le braccia

nella fitta gravosa coltre di nebbia

stringo fumo e vento

fino a che mi sveglio

ricordando il sogno e il vento

con le mani vuote al petto.

Non altri che me abbraccio

non altro rimane di quanto è stato

se non il radioso ordito di un sogno

affollato di volti fatti d’aria.

Da E poi sia

“Affidarsi al tempo”.

di Sandrino Aquilani

Da  E poi sia

di Sandrino Aquilani

 

AFFIDARSI AL TEMPO

 

Il destino combatte

perché è un vero guerriero

ci insegna che si vince

e si perde ogni giorno

che una bella storia

non può avere un lieto fine

Anche il gigante

cadrà pezzo per pezzo

come cadono i rami

e le foglie in autunno

poi verrà l’inverno

e salverà i giorni più freddi

Solo quando è passata

comincia la vita

Il ricordo dei vent’anni

brucia sogni e sentimenti

Solo gli elefanti hanno capito

e vanno a morire da soli

quando il sacrificio di uno

serve a proteggere tutti

Poi nuovi personaggi

a piccoli passi entrano in scena

all’apparenza

senza aver studiato un copione

Lo specchio…senza interrogarlo

ti dirà quello che ora sei

I fiori nascono e appassiscono

senza chiedere perdono

La notte non è così buia

se i ricordi portano il tuo nome

Un saluto non vuole dire sempre

che è un addio

e quando non c’è soluzione

è giunto il momento di …

affidarsi al tempo.

 

 

Da Giocatori di sogni

di Pippo Mannino

 

DALLA CASA DEL VENTO

… AL VULCANO  ETNA

 

Ti ho rivisto, Amico mio.

Dalla Casa del Vento, a Motta Camastra,

sopra le Gole dell’Alcàntara.

Ti ho trovato cupo e pensieroso.

Il tuo stomaco dei pensieri sta rimuginando.

E’ come il mio: pieno di dubbi.

Hai ragione tu, il momento è confuso.

Non c’è più religione.

I politici fanno i comici

e i comici fanno i politici: non si ride più.

C’è chi vorrebbe vicino a se

la moglie del suo nemico e trascura la propria,

silenziosa e triste

come una vedova di guerra.

Lo so, anche per i non credenti,

è peccato desiderare la donna d’altri.

Qui è la festa delle noci e nessuno

ha trovato foglie al loro posto.

Magari i figli mantengono le promesse.

E’ festa anche per me, per la sicilianità.

Sono nato e cresciuto da queste parti

con asini, vacche e capre.

Aspettavo la nascita di un vitello

per avere un paio di scarpe.

E’ un ritorno breve,

come il tempo di una promessa.

Ho trovato una Sicilia che ha voglia di futuro.

Un giorno tornerò, per finire.

Dalla Rupe di San Giorgio,

dalla Pietra del Corvo

o dalla Casa del Vento,

ti renderò il conto

delle mie sette vite vissute in una.

Sulla tua cima ci sarà

un gran pavese di lava vermiglia.

Sarà un giorno di felicità.

Come quello della nascita di un vitello.

 

 

Da Le ultime poesie

di Angelo Sagnelli

 

NEL VUOTO

Nel vuoto non c’è limite allo spazio;

in esso si sprofonda senza fine

non c’è una caduta e non c’è una alzata

ma un vuoto che racchiude tutto ciò che è stato.

E noi a cercare immagini sbiadite

al di là del nostro occhio che non vede

per contrapporre un sogno forse ardito

a ciò che spesse volte non compare.

Quel sogno rappresenta il nostro pieno,

svelando a lungo andare ciò che siamo

per dar valore forse al nostro io

così randagio e senza mai una presa.

Per questo noi annodiamo al nostro ordito

la trama dei ricordi e delle attese

rappresentando come fosse vera

l’immagine virtuale ormai sbiadita.

Ed ecco che ritorna ancora il vuoto

da dove un giorno uscimmo per la vita,

ed ora stare fuori ci tormenta

così legati al pieno che ci uccide.

No non c’è una guerra tra il pieno e il vuoto

ma è il vuoto che contiene in sé il suo pieno

e lo dirige sempre dove vuole

perché lui è vita, l’energia, l’amore.

A noi è dato solo quel pensiero

che percepisce tutto quel che abbiamo

per quella libertà che ci feconda

e che ci aiuta a ricercar dell’altro.

E sia quell’altro a prenderci per mano

là dove il buio oscura ogn’altra luce,

là dove forse solo una preghiera

potrà innalzarci a riveder le stelle.

 

Da Versi

di Maria Griffo

 

Il Paradiso

 

Sai tu dov’è il Paradiso?

Forse è una grande bugia.

Sarai tornata alla tua terra,

angolo di cielo,

che velano le sottili trame della memoria.

L’anima tua leggera

nuoterà tra le acque del Nilo

e ai tuoi si schiuderà

un mondo nuovo e arcano,

sconosciuto e familiare a un tempo.

Non ci sarà più la tua voce

e niente più favole,

niente più demoni sorgenti dalle acque.

Li lascio dormire, come adesso dormi tu,

nel silenzio dell’ombra.

Sai tu dov’è il Paradiso?

Non mi arriva la risposta,

nell’assordante frastuono della luce.

 

Viva

Viva:

per questo raggio di

sole

che mi infiamma di

luce.

 

Da “Filo spinato” di Alessandro Fo

Interpreta Massimo Reale

Musica di Giorgio Onorato Aquilani

 

FILO SPINATO

di Alessandro Fo

 

Dopo un assalto, rientrava di fretta,

ma al momento del salto, sotto i colpi

restò impigliato in un reticolato.

Bestemmiando contro i numi avversi

disimpegnava in affanno la ghetta,

quando una bomba gli sorvolò la testa,

finì in trincea al suo posto, e uccise tutti.

 

Senza quel filo, a cui noi siamo appesi

niente Bianca, né Dario, né Fulvio

né noi nipoti, né il premio Nobèl,

 

(né questa nebbia di ricordi in versi).

 

 

Da  “Nei dintorni dell’anima”

di Giuseppe Del Ninno

 

RISVEGLIO A ISCHIA

 

Calano dal letargo nei cantieri

verso il Mediterraneo

le barche dalle tinte

azzurre e bianche

che rivestono a nuovo

i loro legni antichi.

Sorge dall’isola il Titano

e subito e solenne si ritrae

sotto il vello boschivo

maculato di case.

Dà la schiena agli umani

e volge gli occhi cisposi agli dei

già nemici e perduti.

 

 

FINE ESTATE A ISCHIA

 

La pioggia che scroscia sulle foglie

ci sveglia per avvisarci:

niente spiaggia stamattina!

E mentre ci rigiriamo insonnoliti,

si stringe il filo della malinconia

che ci imbozzola da ieri sera,

quando si è intrufolato

dalla porta socchiusa dei nostri sogni

il presagio occhieggiato dalle stelle

rannuvolate e dal vento a sbuffi.

Ci trova un poco tristi il primo inciampo

dell’estate in affanno repentino,

nei passi che sempre portano

all’autunno.

 

Da  Poesie mie

di Maurizio Bernini

 

LIBERO ARBITRIO

 

Una domenica mattina,

fuori dalla Chiesa,

c’era un uomo che farfugliava

ad alta voce.

Nel suo dare per certo,

rinnegava l’esistenza del

Creatore,

e tra le tante teorie che

sosteneva,

affermava che la religione,

fosse un mezzo,

per addomesticare l’uomo

e il suo dolore.

Ad azzittire l’oratore,

fu l’affermazione di uno

dei presenti,

che suggellò così

il momento, dicendo:

“E’ libero arbitrio

credere ciò che ognuno vuole,

ma decida lei,

se nascere da un cavolo

o se provenire dalle scimmie

le sia titolo d’onore …

 

 

Da Non è tardi per sognare

L’Album in uscita di Bernardo Lafonte

 

CONCHIGLIA DI MARE

Testo di Sandrino Aquilani

Musica di Bernardo Lafonte

Interpreta Sandrino Aquilani

con Bernardo Lafonte

 

Passo le notti a guardare

stelle brillare nel cielo e sognare …

Penso a un giardino di rose

troppe le bombe già esplose

credo in un mondo sicuro

che verrà … che io voglio …

vuoi anche tu …

c’è qualcosa che non sai

e che un giorno capirai

chi alza i muri

a dividere uomini veri

e chi fabbrica veleni finirà

il nuovo giorno presto rinascerà

e le ali ai tuoi sogni metterà

Una conchiglia di mare

eco del vento e del sole

parla di un mondo migliore

e una via … tutta tua … e tutta mia

la tua vita cambierà

quando la gente si unirà

è nell’amore il segreto di un’anima pura

e chi crede nelle stelle si amerà

se la violenza non si placa così

Capitano la tua vela si alzerà

“sei La Fonte della nuova libertà”

“fai di un sogno la più grande realtà”

 

 

Verde è l’erba sui prati

i fiori son tutti sbocciati

fresia viole e narcisi

ed è già … Primavera … la grande festa

ora ch’è più azzurro il mare

non sei più solo a remare

potrai cambiare questo mondo

e trovare la strada che sognavi per la vita

troverai la tua colomba

volerà e si poserà

sui destini dell’intera umanità

“sei La Fonte della nuova libertà”

“fai di un sogno la più grande realtà”

“sei La Fonte della nuova libertà”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

NEVICA

Testo di Sandrino Aquilani

Musica di Roberto Fia

 

NEVICA …l’Universo abbraccia tutti gli uomini

l’Africa è lontana dall’America

lo stesso cielo è… di tutti i popoli

NEVICA…guarda quante mani che si stringono

come un gioco fa più bella l’anima

batte forte il cuore sa proteggerti

SEGUIMI…una strada che s’apre  nel cielo

è qualcosa in cui credere

per seguire una stella

volare più in alto e non cedere

ascoltami

NEVICA…basta chiudere gli occhi un istante

tornare bambini

per scoprire che Babbo Natale

è dei grandi e piccini … è una magia

SEGUIMI…sai che anch’io ho affidato i sogni

ad una lettera

e capito che ci devi credere

per inseguirli poi ma senza perderti

NEVICA…l’arcobaleno appare come un albatro

e c’insegna che si può rinascere

per tornare ancora tra le favole

NEVICA…mille luci si accendono insieme

in un mondo che è magico

risvegliarsi nel sogno che hai sempre cercato

è fantastico … fantastico

CREDIMI…la bufera più grande del mondo

è l’aurora dei secoli

che rispunta in un giorno

e albeggia nel cuore degli umili

questo è l’amore

SEGUIMI  …. NEVICA ….

 

 

ORA NO

Testo e musica di Roberto Fia

 

Quante illusioni sono andate via

si sono perse e ritrovate mai

io non riesco a dimenticare

delle cose belle delle cose amate

poi in un sogno ho incontrato dio

mi ha detto che fai …sei ancora qui…

dovresti essere già con me (al fianco mio)

non dire niente ci vediamo su

Ma proprio adesso che so cosa fare

lasciami stare

sto scrivendo cose nuove

non è uno scherzo per me è capire

ti prego dammi un po’ di tempo in più

sto cercando questa volta

di non cadere giù

sto lavorando per la bellezza

che non c’è più

io voglio ancora vivere

se il cuore ce la fa

il peccato sta nella vita che se ne va…

degli ostacoli poco resta

ti prego dammi un po’ di tempo in più

In me il coraggio non manca mai

perché ho la fede che tu mi dai

ho tante storie di cui parlare

non vanno perse ma raccontate

mi sono impegnato comunque tanto

ho superato le avversità

io delle offese non tengo conto

chi ha sbagliato pagherà…

Ma proprio adesso che so cosa fare

lasciami stare

sto scrivendo cose nuove

non è uno scherzo per me è capire

 

ti prego dammi un po’ di tempo in più

sto cercando questa volta

di non cadere giù

sto lavorando per la bellezza

che non c’è più

io voglio ancora vivere

se il cuore ce la fa

il peccato sta nella vita che se ne va…

del passato mio malgrado poco resta

ti prego dammi un po’ di tempo in più

ti prego dammi un po’ di tempo in più

ora nooo!

Il progetto di un tour poetico denominato Vivere nel sole nasce da un’idea di Sandrino Aquilani.

La tappa di Napoli che si svolgerà presso la Chiesa della Scuola Militare della Nunziatella è realizzata con la collaborazione di Armando Fusco.