Rave del lago di Mezzano – lettera aperta di Paolo d’Arpini

NewTuscia – “Migliaia di ragazzi per alcuni giorni si sono radunati sulle sponde del lago di Mezzano nei pressi di Viterbo per un rave party illegale. In barba alle restrizioni sanitarie sono arrivati da tutta Europa in auto, in moto, in camper, in autostop e anche a piedi, per un appuntamento di cui solo i nostri servizi di sicurezza erano ignari. Hanno invaso un vasto territorio dove si sono impiantate anche attività abusive, bancarelle, mescite di bevande e spacci alimentari. Fra gli escrementi e le cataste di immondizia è nata una bambina. Droga e alcol scorrevano a fiumi, senza controlli. Nel lago poco distante è emerso il corpo di un giovane di 25 anni.” (Roberto Tumbarello)

Ora la festa è finita ma la polemica no!

“Mi farebbe piacere che i giovani trovassero dei modi di radunarsi, anche in molti, per conoscersi, parlare e ascoltare buona musica, senza danneggiare l’ambiente che li ospita, senza droghe e senza schiamazzi. Ovviamente in più oggi c’è la faccenda covid per cui tutti si lamentano della mancanza delle precauzioni, ma bisogna anche considerare che sono quasi 2 anni che stanno in reclusione…” (C.R.)     

 Forse a qualcuno piacciono questi rave party, ma in queste ammucchiate non c’è nulla di buono solo confusione e disperazione mascherata da divertimento. Le conseguenze dei megaconcerti, a partire dall’isola di White in poi, sono state disastrose… Infatti si è passati dalla rivolta allo sballo ed alla fine della lotta politica… I numeri eccessivi creano confusione ed impediscono la condivisione, per questo i rave party sono da considerare come negativi, poiché la crescita e la presa di coscienza viene obnubilata nel perseguire metodi di distrazione di massa… 

E la cosa piace al sistema.

Tant’è che una amica mi ha scritto:  “Ma che razza di governo abbiamo che non riesce a tenere a bada questi esaltati?”.  E le ho risposto: “Forse non ti rendi conto della difficoltà di tenere a bado 5000  scalmanati, che fai, gli butti le bombe? Ti rendi conto di quanti poliziotti servirebbero per mantenere il controllo? Non basterebbe l’esercito… E poi t’immagini le polemiche che ne verrebbero fuori nel caso di un intervento repressivo? Una mezza rivoluzione europea, poiché i “ravisti” sono in gran parte provenienti da vari paesi esteri… 

La cosa assurda è che gli spioni dei servizi segreti vedono i post scomodi su FB o le email o i messaggini telefonici delle singole persone e li censurano ma tutti quei milioni di messaggi scambiati per organizzare umma a umma il rave party nessuno della polizia postale li ha visti… strano neh?

Paolo D’Arpini