La Cinquantesima edizione dell’Ottava di Sant’Egidio di Orte

Per divulgazione programma attese le misure di prevenzione come Palio senza pubblico e controlli e limitazioni per Taverne e manifestazioni all’aperto

Stefano Stefanini

NewTuscia – ORTE – Il Palio delle Sette Contrade da svolgere senza la presenza del pubblico ed in collegamento streaming, gli ingressi alle Taverne di Contrada per le cene medievali saranno disponili solo previo  controllo all’ingresso e a numero limitato, gli spettacoli dal vivo all’aperto, come gli incontri culturali e le presentazioni di libri si svolgeranno su prenotazione e per un numero  programmato di presenze.

Questi sono  i provvedimenti “di prevenzione”  che l’Ente Ottava Medievale di Orte, presieduto dal rettore  Giovanni Primavera,  sta attendendo dal prefetto di Viterbo, dott. Giovanni Bruno e dalle autorità competenti per dare il via alla promozione della Cinquantesima edizione dell’Ottava di Sant’Egidio, che tradizionalmente si svolge nel Centro Storico di Orte dal 31 agosto alla seconda domenica di settembre.

Intanto dalla regione Lazio sono stati assegnati i contributi richiesti dall’Ente Ottava per l’organizzazione dell Cinquantesima Edizione dell’Ottava di Sant’Egidio.

“È stata recentemente pubblicata la graduatoria relativa all’Avviso pubblico per il sostegno a iniziative culturali di interesse regionale in programma tra il 15 giugno e il 15 novembre 2021. Con 1 milione di euro, è stato possibile ammettere a finanziamento 71 progetti su tutto il territorio laziale.

La  regione si sta impegnando  inoltre per finanziare gli ulteriori 11 progetti risultati ammissibili, ma non finanziabili con le risorse attualmente a disposizione”- tra cui le Confraternite di Orte con un progetto di valorizzazione delle origini del culto di Sant’Egidio Abate n.d.r. –  così ha annunciato in una nota recente  il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.

Nei 71 progetti finanziati dalla regione figura significativamente l’OTTAVA MEDIEVALE DI ORTE – “OTTAVA MEDIEVALE DI SANTEGIDIO 2021, che festeggia quest’anno la Cinquantesima edizione.

La 50^ edizione 2021 dell’Ottava di S. Egidio di Orte, si conferma come la rievocazione medievale di maggior prestigio della Tuscia viterbese, coeva  del Festival Barocco – sviluppando la felice intuizione che alcuni giovani contradaioli ebbero nel 1971, dando vita ad un fenomeno socio-culturale che si è arricchito di anno in anno di sempre più coinvolgenti iniziative,  che quest’anno, pur con le limitazioni legate alla pandemia, culmineranno con i festeggiamenti per la Cinquantesima edizione della Rievocazione, per cui a breve sarà pubblicato il programma.

Invitiamo alla consultazione del programma completo dell’Ottava di Sant’Egidio disponibile a giorni, dopo il vaglio del Prefetto e delle autorità competenti, sul sito www.ottavamedievale.it

Le origini del culto di Sant’Egidio: nel 1324 i primi documenti e nel 1501 patrono della riconciliazione tra le fazioni cittadine.

Il polittico, ovvero le tavole che rappresentano alcuni episodi della vita di S. Egidio, conservato attualmente nel Museo Diocesano, rappresenta la più antica testimonianza del culto che la comunità ortana ha riservato al monaco ateniese.

Questa esclusiva opera d’arte apparteneva all’altare precedentemente dedicato nella chiesa di Santa Croce e serviva come sportello della cripta che custodiva la statua.

Il culto di S. Egidio risale almeno al 1324, anno in cui il principe Giovanni d’Angiò, fratello di Roberto Re di Napoli, si rifugiò ad Orte per sfuggire ai ghibellini “Colonnesi”. Allo stesso principe Giovanni si fa risalire la dedicazione dell’altare a S. Egidio.

Altre fonti storiche attribuiscono la devozione al Santo al transito per Orte delle truppe francesi di Carlo d’Angiò.

Gli statuti comunali citano S. Egidio a partire dal XVI secolo. Documenti ufficiali attestano che la festa fu solennizzata da papa Bonifacio IX nel 1396, che concesse per la festività ortana le stesse indulgenze della Porziuncola di Assisi.

Dal Libro delle Riformanze del 1449-1457, atti ufficiali del comune medievale studiati da mons. Delfo Gioacchini, si deduce  che dal 1501 Sant’Egidio fu invocato quale patrono  della Città di Orte, a conclusione di un periodo oscuro di violenze e devastazioni con i comuni vicini rivali, Amelia, Viterbo, Vitorchiano e Vignanello, anche in coincidenza con l’Anno Santo del 1500, occasione di purificazione e pacificazione, fortemente voluta dalla comunità cittadina ortana.

Fino al 1952 la statua lignea del Santo, opera dello scultore Veramici,  fu custodita nella chiesa di Santa Croce. In quell’anno il Vescovo Massimiliani dispose il suo trasferimento nell’attuale collocazione nella Basilica Cattedrale.  La presenza del vescovo mons. Romano Rossi il primo settembre consolida dal lato religioso la partecipazione della popolazione alla Festività dedicata al monaco ateniese.

Per il periodo dell’Ottava nel pieno rispetto delle,norme anticovid varati dalle competenti autorità sono stati programmati numerosi  appuntamenti di presentazione di libri di storia, archeologia, religiosità, le visite al centro storico di Orte.

Per permettere la fruizione del patrimonio culturale della Città in piena sicurezza, segnaliamo che i tre musei cittadini: il Civico, il Museo D’Arte Sacra e il Museo delle Confraternite saranno visitabili per tutto lo svolgimento dell’Ottava.

Nel  novembre del 2019 Piena  soddisfazione era stata manifestata dall’Ente Ottava Medievale di Orte, da parte del rettore Giovanni Primavera e  dell’intero organismo dell’Ente Ottava Medievale per l’inserimento delle due manifestazioni dell’Ottava di Sant’Egidio e della Processione del Cristo Morto, curata dalle Confraternite Riunite rappresentate dal rettore Roberto Rondelli, nell’Albo regionale del Lazio delle Rievocazioni Storiche.  Doppiamente soddisfatti ad Orte per l’impegno profuso da Rosvaldo Giubileo, per anni promotore e responsabile dell’Associazione delle Rievocazioni storiche del Lazio che ha sede in Palazzo Roberteschi ad Orte.

Ricapitoliamo. Soriano nel Cimino con la Sagra delle Castagne, Orte con l’Ottava di Sant’Egidio e la Processione del Cristo Morto, Nepi con il Palio dei Borgia, Ronciglione con il Palio delle corse a vuoto, Bomarzo con il corteo storico e il Palio di Sant’Anselmo, Vetralla con lo Sposalizio dell’Albero, Gallese con i festeggiamenti di San Famiano e Vignanello con la rievocazione “Julianellum 1536” sono stati valutati idonei, per la provincia di Viterbo, per essere iscritti all’Albo regionale delle rievocazioni storiche.

Approvato dalla Regione Lazio con la determinazione G13440 dell’8 ottobre 2019, in attuazione della delibera regionale numero 63 del 14 febbraio 2017, tale albo è costituito da 64 rievocazioni storiche che hanno luogo nelle cinque province e che potranno utilizzare, nelle loro attività promozionali, sia la definizione “Manifestazione di interesse locale” sia il logo del portale regionale del turismo “Lazio Eterna Scoperta”.

A suo tempo il Segretario dell’associazione delle Rievocazioni Storiche del Lazio Antonio Tempesta, presidente della Sagra delle Castagne di Soriano nel Cimino aveva dichiarato:  “Ringraziamo il consigliere regionale Enrico Panunzi che ha seguito in prima persona tutto l’iter burocratico relativo alla legge regionale numero 15 del 29 dicembre 2014, articolo 11, ‘Sistema Cultura Lazio: disposizioni in materia di spettacolo dal vivo e di promozione culturale’. Quindi, ringraziamo particolarmente Rosvaldo Giubileo, allora presidente del comitato, che ha sempre creduto e lottato per il riconoscimento dell’albo delle rievocazioni storiche”.

Si punta a estendere il riconoscimento ufficiale anche ad altri centri della Tuscia viterbese, caratterizzati da manifestazioni storiche di elevato interesse culturale e turistico, quali Civita Castellana, Montefiascone, Acquapendente, Bassano in Teverina, Latera, Monte Romano e altri. Il discorso vale poi per tutto il Lazio, pieno di rievocazioni meritevoli della massima attenzione da parte di tutte le istituzioni.

Lo strumento è riconosciuto dalla Regione Lazio, ne fanno parte attualmente 64 manifestazioni in tutto il Lazio.