Il testo di Corrado Tocci: “Memoria e postmodernita’ “

Riprogettare il lavoro dei giovani con la tecnologia  e con la passione delle “botteghe-scuola”

di Stefano Stefanini

NewTuscia – ROMA –  “Memoria e modernità”. Ho dedicato recentemente, insieme a  Gaetano Alaimo, un’intervista televisiva alla presentazione del libro del collega Corrado Tocci, componente della Commissione “Problemi Sociali e Lavoro, Giustizia e Pace, Gestione del Creato” della Conferenza Episcopale del Lazio.

Questo libro nelle intenzioni dell’autore Corrado Tocci vuole stimolare un confronto dialettico con una visione, anticipatrice di anni, di fenomeni politico-sociali che hanno radicalmente mutato il rapporto sociale, nella valutazione dell’etica del lavoro e dell’impresa.

Con Corrado Tocci abbiamo ripercorso Il tragitto socio economico e politici o degli ultimi decenni., ponendo in risalto che solo il ritorno degli investimenti dalla finanza alla economia e la creazione di strutture di sostegno finanziario territoriali potrà riportare al centro l’uomo del lavoro della società postmoderna, utilizzatore delle innovazioni e delle nuove invenzioni, ma forte di una memoria che lo mantiene al centro dell’universo e della storia.

Facendo nostre le indicazioni delle Encicliche Sociali, possiamo promuovere i progetti che valorizzano le risorse dei vari territori per favorire una economia “circolare” o l’economia “rigenerativa”, modalità in grado di essere anche un antidoto al fenomeno della recessione democratica globale, alla grave polarizzazione politica che affligge sempre più le vecchie e le nuove democrazie, producendo l’erosione delle norme democratiche e la crescente rabbia delle persone.

In particolare abbiamo ricordato come nel Convegno Ecclesiale di Palermo del maggio 1996 mons. Fernando Charrier tenne la relazione su “Il discernimento comunitario in politica”, “Approfondimento e sviluppo delle indicazioni pastorali del magistero relativo all’impegno politico dei cattolici”.

Le scuole di formazione al sociale e al politico sono state l’unico baluardo alla desertificazione della politica avvenuta con la chiusura delle sezioni dei partiti, se i risultati non sono stati quelli sperati uno dei motivi è da ricercare nella metodologia didattica che ha seguito le orme della facoltà di scienze politiche e la visione di politica economica imperante. Questa scelta non ha favorito l’avvicinamento di tutto quel mondo autonomo che era stato lo zoccolo duro della militanza dei cristiani in politica.

In conclusione dell’intervista abbiamo convenuto come il cambiamento epocale obblighi tutti gli operatori responsabili di economia, politica, mondo ecclesiale, formativo e giornalistico a riportare al centro della formazione sociale e politica il lavoro coniugato in tutti gli aspetti che la dottrina sociale cristiana ci ha insegnato.

Anche in Italia, negli ultimi trenta anni, grandi e medie imprese industriali o dei servizi hanno trasferito attività o funzioni aziendali all’estero. Questo ha contribuito al declino dei “Distretti Industriali”, fiore all’occhiello del sistema produttivo italiano, con la conseguente perdita di milioni di posti di lavoro.

La memoria della postmodernita’

E’ stato proposto di dar vita dar vita ad una serie di  “bottega-scuola” dove confrontarsi con le nuove generazioni, idea e proposta nata dalla non accettazione della idea ricorrente che le nuove generazioni lasciandosi trasportare dagli avvenimenti, nella società liquida dove sono immersi, si limitano a prendere quello che la famiglia, la società e gli amici gli offrono.

L’uomo post-moderno, l’uomo liquido, non è più in grado di esercitare un controllo sulla propria vita, né tantomeno di esercitare un’influenza sugli avvenimenti che interessano la società nel suo complesso.

Preso atto che la vita di relazione dei nativi digitali passa attraverso i social network e altre tecnologie digitali che ampliano il mondo disponibile nella dimensione virtuale a discapito di quella reale.

L’indebolimento delle relazioni umane rende molto debole la prospettiva esistenziale di queste generazioni.

Questa generazione si dovrà confrontare e risolvere positivamente  il giudizio storico sulle politiche neoliberiste e sulle sue conseguenze, soprattutto nell’ultimo decennio, per la incapacità di sostenere lo sviluppo e per aver provocato un impoverimento complessivo delle popolazioni.

I vari articoli del saggio di Corrado Tocci  trattano aspetti di queste politiche che hanno portato alla situazione attuale e possono essere punto di riferimento certo per coloro della generazione dei nativi digitali che vorranno approfondire quali sono le tematiche che li obbligano a ripensare il sistema socio-economico-politico precedente se vorranno costruirsi un futuro fondato su una pietra d’angolo.

Presentazione Memoria e Postmodernità” di Corrado Tocci intervista sulla rivista  “Caos Management” N.135

Corrado Tocci componente la Commissione Problemi Sociali e Lavoro, Giustizia e Pace, Gestione del Creato” della CEL – Conferenza Episcopale Lazio.

  1. il perché del libro?
  2. Nel decennio precedente molti giornalisti, opinionisti, docenti, operatori sociali, hanno denunciato una deriva assistenzialistica del Paese dove una subcultura si faceva strada ipotizzando che il lavoro perdeva ogni valore umano e si riduceva solamente a necessita economica. Insieme ad un gruppo di amici demmo vita ad un movimento che evidenziava come il Paese Italia fosse ostaggio di cinque emergenze: l’emergenza democratica, l’emergenza rappresentatività, l’emergenza informazione, l’emergenza economica, l’emergenza burocratica.

Il libro riporta gli articoli scritti nel decennio dove vengono trattate tematiche che riguardano le emergenze elencate e altri articoli che riguardano l’insegnamento sociale della Chiesa e aspetti di politica internazionale che interessano il Mediterraneo.

  1. Perché “Memoria e Postmodernità”?
  2. Questo libro vuole stimolare un confronto dialettico con una visione anticipatrice di anni, di fenomeni politico-sociali che hanno radicalmente mutato il rapporto sociale, nella valutazione dell’etica del lavoro e dell’impresa. Una società dove il tempo libero e più importante del lavoro.

La globalizzazione ha favorito la divisione della popolazione in due classi distinte e separate, quasi inconciliabili tra loro: una elitaria abituata ad operare a livello globale, detentrice dei simboli e un sempre crescente numero di persone con poche speranze di trovare una occupazione e obbligate a vivere con il sostegno dell’assistenzialismo e della carità.

I giovani sembrano oggi soffrire della fragilità della loro prospettiva futura e della mancanza di sicurezza sul proprio destino a lungo termine. I cambiamenti in atto sono la conseguenza di una cultura economico-finanziaria che avuto come obiettivo la crescita economica e non lo sviluppo.

La memoria storica è quel “salvagente” che ci ricollega a fatti e avvenimenti che hanno permesso la trasformazione della società.

  1. Emolto critico nei confronti del sistema finanziario?
  2. Le tematiche economiche e finanziarie, mai come oggi non sono in grado di assicurare quella qualità umana delle relazioni necessaria alla convivenza civile. Il mito del benessere a tutti i costi è stata la frontiera ingannevole su cui è caduta la dignità umana, il senso della vita, i rapporti umani. La civiltà non viene misurata dai valori ma dalla quantità, dall’egemonia dei mezzi.

Una delle caratteristiche che connotano la postmodernità è rappresentata dal processo decisionale che si manifesta da luoghi sempre più remoti e talvolta avvolti nel mistero. La democrazia dello Stato Nazione arranca, occorre cominciare ad adeguare gli assetti costituzionali ai cambiamenti avvenuti con la globalizzazione. L’attuale crisi della democrazia è una crisi di controllo e di legittimità di fronte ai nuovi sviluppi economici e politici. Facendo riferimento alla visione liberale della società dobbiamo prendere atto che una cosa è la democrazia e una cosa è lo stato di diritto.

Dobbiamo prendere atto della cultura che sarà a fondamento della società post Covid-19, una cultura basata sulle metodologie del latifondismo agrario applicate al sistema finanziario.

  1. Cosa si intende per latifondismo finanziario?
  2. questo tipo di finanza dispone di proprie reti di influenza e ha creato un proprio Stato sovrannazionale di concerto con Organismi di Governance di riferimento stutale come, FMI, Banca Mondiale, OCSE, OMC.

Con la fine dell’accordo di Bretton Wood, lo sviluppo degli Stati, teso a far crescere l’economia e la qualità della vita attraverso la costituzione di banche di interesse locale, è stato bloccato mediante l’accorpamento del sistema bancario e il controllo dei risparmi dei cittadini invitati a non investire più in economia ma nella finanza. Questo cambiamento è andato a danno delle PMI che sul territorio potevano contare su piccole banche popolari o casse rurali.

Coloro che producono e trasformano, una volta quelli che creavano valore aggiunto, non hanno più voce in capitolo: oggi parlano e agiscono quelli che i soldi li creano, li moltiplicano, li inventano, li concedono o li ritirano: finanzieri, tecnici, banchieri, i maghi del denaro.

Le persone normali si sentono sempre più impotenti, schiacciate da una forma di schiavitù non tanto fisica quanto spirituale. Nel popolo si creano artificiosamente contrapposizioni per la politica, per l’economia, per la religione, per la etnia: mentre le élite vengo rese sterili mediante la corruzione.

  1. Cosa immagina nel futuro prossimo?
  2. penso che la cultura “ci pensa il mercato ad aggiustare le cose” abbia fatto il suo tempo, la carenza di materie prime e i cambiamenti climatici ci obbligano a ripensare i modelli di sviluppo.

Un ulteriore cambiamento culturale epocale potrebbe riguardare le politiche di welfare che si risposteranno dalla beneficienza alla filantropia.

Ricordiamo che Corrado Tocci e’ giornalista  pubblicista. Ha lavorato per Agenzia Montecitorio e il quotidiano Avvenire dal 1970 al 1980.

Docente scuola giornalismo Regione Lazio.

È stato amministratore locale dal 1975 al 1980, Segretario nazionale della Associazione Cristiana Artigiani Italiani dal 1977 al 1986.

Fondatore e ex Presidente dell’Istituto Ricerca Settore Terziario per i partenariati .

Promotore di progetti di sussidiarietà orizzontale per lo sviluppo locale

Fondatore e ex Segretario politico del Movimento Popolari Glocalizzati.

È componente della Commissione “Problemi Sociali e Lavoro, Giustizia e Pace, Gestione del Creato” della Conferenza Episcopale del Lazio.