“Allora ero giovane pure io”, scritto, diretto e interpretato da Pietro Benedetti

“Allora ero giovane pure io. Travagliata e poetica vita di Alfio Pannega”, un esponente della Viterbo popolare

Pietro Benedetti, Alessandro Calabrese, Michela Benedetti e Michelangelo Gregori in una performance che a San Lorenzo Nuovo ha conquistato grandi e bambini.

di Serena Biancherini

NewTuscia – SAN LORENZO NUOVO  – Grande partecipazione, nel rispetto delle norme anti-covid, alla performance teatrale con cui Pietro Benedetti ha portato in scena più che la vita di Alfio Pannega, l’uomo che è stato. In piazza Fontana del Mascherone a San Lorenzo Nuovo, dove la semplicità scenografica,che dando il senso del contesto in cui si è formato ed ha vissuto Alfio ha avuto il vantaggio di rendere assoluta l’esibizione degli artisti, Pietro, Michela, Alessandro e Michelangelo hanno dato il via ad uno spettacolo commovente e divertente.

Meritano di essere chiamati per nome, come del resto la persona la cui figura ha dato inizio al progetto di ricerca e rappresentazione, perché vederli improvvisare ed interagire con gli spettatori è stato come ritrovare vecchi amici la cui assenza si era piano piano trasformata in nostalgia. Non li conoscevano magari, eppure ridando corpo e voce ad un mondo abitato da persone che nel ricordo collettivo sono diventati personaggi, hanno fatto affiorare una sensazione piacevole che somiglia a quella che si prova quando per strada, da turisti, a volte si incontra un anziano contadino in grado di parlare dell’arte della sua terra come un esperto. Una figura simpatica e familiare che nella sua semplicità si fa ricordare con un sorriso involontario.

Con un volo d’uccello che ha abbracciato la Tuscia in un periodo compreso tra il 1925 e il 2010, i paesi della provincia si sono trascolorati, tingendosi di quella sfumatura vivida che dalle campagne delimitate dai vecchi muri sconnessi si inoltrava per le strade dai vicoli petrosi di Viterbo fino a Porta Faul. È qui che nacque Alfio, un uomo che nel corso dei una vita costellata di difficoltà è stato circondato anche da molto affetto; è stato di volta in volta padre, figlio e nipote.

Le generazioni più giovani, pur non conoscendone il nome, avrebbero intuito in lui quel “nonno” che amava raccontare di quando era giovane, dei suoi tempi, con un linguaggio dialettale che nulla toglieva al bagaglio culturale che si portava dietro, ma anzi aggiungeva la spontanea familiarità che ha fatto affezionare anche chi la pensava in termini opposti rispetto alla sua filosofia di vita. Una filosofia  fatta di baracche e case diroccate ma con molti libri.

È stata questa credo la sua più grande qualità; pur mantenendo un pensiero indipendente, dicendo esattamente ciò che pensava, è riuscito a farsi amare anche da chi proveniva da cerchie diverse per politica e pensiero. Lui, che nella vita ha svolto qualsiasi lavoro, considerandolo buono purché onesto, ha unito una grande dignità alle umili origini. Un binomio che andava di pari passo con la fine della seconda guerra mondiale, quando l’immediatezza espressiva tra  persone provenienti dai più disparati ambiti sociali era assicurata dalla della stessa grande tragedia, perché non c’era nessuno che non avesse sofferto della perdita di un caro o che non avesse convissuto con la paura dei bombardamenti.

Autodidatta, la sua curiosità insaziabile si sviluppava dal campo pratico e concreto, contestualizzato dal duro lavoro, fino a raggiungere la poesia nel senso più alto del termine: leggeva poemi, recitava canti della Divina Commedia e improvvisava in ottava di rima su qualsiasi argomento.

E proprio come lui, anche gli artisti di ieri sono andati a braccio, improvvisando in endecasillabi. sei versi in rima alternata e i due di chiusura in quella baciata. Con un botta e risposta che ha conquistato il pubblico presente, hanno innescato dei veri e propri contrasti in rima in cui la parte finale della sequenza veniva ripresa dall’improvvisatore successivo. Un spettacolo nello spettacolo; parlando come Alfio avrebbe parlato, hanno dato il via a nuove rime, divertendosi loro per primi.

Pietro in particolare, ha sputo raccontare il suo protagonista con intelligenza e sensibilità, restituendogli un’umanità così concreta da emozionare. Sotto le luci della scena quel vecchietto tenero, ostinato e infaticabile sembrava tornato, appena sceso dal “postale”, con i suoi capelli bianchi, berretto di lana e cappotto, come se fosse solo partito per un breve viaggio.

Le battute finali sono state un omaggio alla creativa operosità della bibliotecaria di San Lorenzo Nuovo, Tiziana Fiordiponti, che nel ruolo centrale che riveste nella cultura del paese, sta dando spazio, con l’appoggio immancabile del sindaco Massimo Bambini, ad eventi interessanti. Quello di ieri, si colloca nell’ambito del progetto di Estemporaneamente Festival, vincitore del bando Città che Legge 2019 e finanziato dal Centro per il libro e la lettura.

Informazioni sull’evento

Monologo teatrale di e con Pietro Benedetti

Guest Stars

Alessandro Calabrese, Organettista e Poeta a Braccio

Michela Benedetti, Poetessa a Braccio

Michelangelo Gregori, Attore

Si ringrazia la Pro Loco San Lorenzo Nuovo per il supporto logistico

PROGETTO REALIZZATO CON IL FINANZIAMENTO DEL CENTRO PER IL LIBRO E LA LETTURA. BANDO CITTÀ CHE LEGGE 2019