Incentivi alla ricettività turistica e fattorie didattiche

LA regione Lazio promuove il turismo culturale e qualifica l’ospitalità del mondo rurale 

Stefano Stefanini

NewTuscia – “Dai primi di luglio tutti i turisti italiani e stranieri, nonché i residenti della nostra Regione, avranno la possibilità di prenotare le proprie vacanze nel Lazio ricevendo una o due notti in omaggio. Si chiama – Più notti, più sogni – la misura realizzata dall’Assessore al Turismo Valentina Corrado, con cui regaliamo una notte in più, se ne prenoti tre, e due notti in più se ne prenoti cinque.

È un’iniziativa con cui intendiamo rilanciare il turismo del Lazio aumentando la permanenza ed il flusso dei turisti allinterno del territorio regionale, creando nuove occasioni ed opportunità per scoprire e conoscere più a fondo tutte le bellezze della nostra splendida Regione. 

C’è stata un’ampia partecipazione da parte delle strutture ricettive che hanno accolto molto positivamente la nostra proposta e che ringrazio per aver condiviso lo spirito con cui abbiamo lanciato la misura da 10 milioni di euro a fine maggio.

Sono complessivamente 453 le strutture aderenti per un totale di circa 60.000 notti gratis da usufruire entro il 10 settembre 2021, con una distribuzione capillare su tutto il territorio regionale.

In contemporanea la Regione Lazio ha approvato lo standard minimo del percorso formativo per gli operatori di fattoria didattica, necessario per l’attivazione dei corsi da parte di Enti autorizzati e accreditati dalla Regione.

Un lavoro di concerto delle due direzioni, agricoltura e formazione, che ha definito i moduli formativi necessari al rilascio dell’attestato: analisi del contesto di riferimento normativo, assicurativo, fiscale, sicurezza e norme igieniche (almeno 6 ore), elementi di conoscenza su ambiente, territorio, alimentazione e salute (almeno 6 ore), rapporto con il mondo della scuola e il progetto didattico (almeno 6 ore), laboratorio su percorso didattico e comunicazione (almeno 12 ore) per una durata complessiva di almeno 12 ore con verifica finale.

“È un passo importante – dichiara l’Assessore Enrica Onorati – nell’ambito delle molteplici opportunità che la diversificazione e la multifunzionalità dell’agricoltura offrono alle comunità e alle persone.

L’agricoltura non è più, infatti, solo produzione di prodotto ma anche offerta di servizi, che molto spesso compensano l’assenza o la carenza di politiche sociali attive.

Le fattorie didattiche svolgono un ruolo strategico nella diffusione della conoscenza del patrimonio rurale, del contesto agricolo e dei suoi prodotti, e di una educazione volta al consumo responsabile e consapevole – non solo verso la propria salute personale ma anche a tutela dell’ambiente, incentivando così la diffusione e il consumo di alimenti tipici e tradizionali e di buone pratiche ambientali. Oggi questa virtuosa pratica di diversificazione dell’attività agricola vede riconosciuto un percorso chiaro e sistematizzato per la formazione dell’operatore e operatrice di fattoria didattica e ringrazio davvero le due Direzioni, la nostra agricoltura e la formazione del collega Di Berardino, per aver lavorato di concerto su un testo che semplificherà le procedure di riconoscimento formativo”.

“Diamo il giusto riconoscimento – dichiara l’Assessore Claudio Di Berardino – al valore educativo e formativo delle fattorie didattiche. Questi contesti, particolarmente affascinanti per i più piccoli e non solo, sono in grado di esercitare un ruolo importante per l’apprendimento in diversi settori e è giusto che siano condotti da personale adeguatamente preparato”.

Gli imprenditori agricoli, se non già in possesso di altri titoli come laurea o diploma di perito agrario, dovranno sostenere un percorso formativo che attesti la loro preparazione in materia di progettazione, organizzazione e gestione delle varie attività, sulla salute e sicurezza degli ambienti, su conoscenze in campo alimentare e ambientale, nonché su aspetti legati strettamente alla didattica e alla comunicazione.

Turismo ed agricoltura costituiscono un validissimo volano di sviluppo ricettivo per molte incantevoli aree della regione e della Tuscia, in particolare,  poco conosciute al grande pubblico dei flussi turistici.