Operazione “Petrol Station”, arrestati padre e figlio gestori di 8 stazioni di carburante nella Tuscia (Foto e video)

NewTuscia – VITERBO – Turni massacranti per 13 extracomunitari imposti da parte di padre e figlio operanti nel settore del commercio di carburanti: in tutto 8 stazioni, 3 nel capoluogo e il resto nella Tuscia. E’ stato il Procuratore capo del Tribunale di Viterbo, Paolo Auriemma, insieme al Questore Giancarlo Sant’Elia a parlare di un’importante operazione di Polizia giudiziaria svoltasi nell’arco di circa un anno e mezzo e che ha riportato all’attenzione il tema del caporalato nella Tuscia.

“Petrol Station” è il nome dell’operazione che è stato dato proprio per il settore economico in cui si sono svolte le indagini. E’ stato il nuovo dirigente della Squadra mobile di Viterbo Alessandro Tundo a dettagliare le indagini svolte, che hanno preso il via nel novembre del 2019 con il coordinamento del Pm Massimiliano Siddi.

La misura di custodia cautelare per i due soggetti è stata data dal Gip Poli dopo le prove date dalle indagini. Già nei mesi precedenti questa inchiesta era stata posta una misura interdittiva di sospensione dal proprio ruolo imprenditoriale per il padre che, evidentemente, non è servita a dissuadere nella condotta illecita.

Un lavoro instancabile quello della Polizia giudiziaria e della Squadra mobile che interessa la lotta al caporalato in ogni sua forma, dall’agricoltura agli altri ambiti economici.
Nel corso dell’illustrazione dell’0perazione “Petrol Station”, é stato ricordato l’impegno dei predecessori di Tundo e Sant’Elia che hanno basato la loro azione anche nel contrasto al lavoro nero ed illecito. La conferma, questa nuova operazione, che c’è ancora molto da fare per affermare una pratica lavorativa corretta ed impedire sfruttamento e caporalato.