Europa Verde Terracina: “Fallimentare la gestione dei beni storico-archeologici e degli spazi per l’arte e la cultura della città”

NewTuscia – TERRACINA – Ricordiamo che Terracina nel 2016 aveva perfino concorso a diventare la Capitale italiana della Cultura, risultando tra le 24 città italiane candidate ammesse dal Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo.  E non solo! Addirittura era stato presentato all’allora Ministro dei Beni Culturali sempre nel 2016 un dossier che l’associazione “Terracina nell’Unesco” e l’Archeoclub di Terracina avevano predisposto a completamento della proposta di iscrizione di “Via Appia e centro storico di Terracina nella lista del patrimonio mondiale dell’umanità” per essere riconosciuta come ‘Bene dell’umanità’ ed inserito nella prestigiosa lista Unesco.

Dal 2016 ad oggi cosa è successo?

Nonostante gli oltre quattro milioni di euro di finanziamenti del Ministero della Cultura, milioni che hanno permesso il restauro di diversi beni archeologici come il Capitolium, il Teatro Romano, il Tempio delle Tre Celle, la Chiesa dell’Annunziata, la Chiesa del Purgatorio, con un ammirevole progetto curato dalla Soprintendenza con la costante presenza del dott. Francesco Di Mario, che rientra nell’ambito di una più ampia azione di recupero del patrimonio storico-archeologico, nonostante sia stata completata la riqualificazione del Complesso Monastico di San Francesco (restauro molto di facciata che non lascia presagire un immediato riutilizzo del bene e che è servito solo per evitare il crollo definitivo dopo i danni della devastazione dell’uragano), quasi tutto qui è fermo da anni: l’Auditorium di San Domenico, dopo un prezioso restauro è chiuso ormai da anni, la chiesa di San Giovanni (chiusa, mai restaurata e con pericolo di crollo) è sprangata, la Rocca Traversa-Castello Frangipane, dopo un prezioso restauro e una parziale riapertura estiva è chiuso, la Torre degli Acso, anch’essa dopo un imponente restauro è chiusa, il Palazzo della Bonificazione Pontina con il Museo della Città è chiuso e in restauro con lavori iniziati solo tre anni dopo la devastazione dell’uragano mediterraneo dell’ottobre del 2019, chiusa anche l’area archeologica e santuariale del Tempio di Giove, preziosissimo sito archeologico del Lazio, simbolo riconosciuto in Italia e all’estero di questa città.

Ci chiediamo allora quali fondi abbia ottenuto e come li abbia spesi e su quali progetti strategici la Fondazione “Città di Terracina”, pomposamente inaugurata con plauso bipartisan a maggio del 2018, con tanto di Presidente, Comitato Scientifico e Consiglio di Amministrazione, e che davvero non è riuscita ad incidere minimamente sullo stato comatoso in cui versa il settore della Cultura a Terracina…e questo nonostante le vantate pretese di autonomia e di autofinanziamento e la presenza di una banca tra i soci fondatori e ci chiediamo davvero come stia operando il nuovo presidente eletto della Fondazione città di Terracina, stimato giornalista Rai, ex deputato, impegnato da anni nella valorizzazione del patrimonio culturale della città di Roma. L’ex Sindaco Procaccini dichiarava allora: “[La Fondazione] è il soggetto istituzionale dotato dell’agilità necessaria a gestire un patrimonio culturale che il Comune, preso da altre incombenze, non può gestire”.

Ricordiamo intanto ai nostri concittadini, nelle more della definizione dei rapporti tra Comune e Fondazione, che il Comune di Terracina nel Bilancio di Previsione 2021-2023 recentemente approvato individua due programmi di spesa per la Cultura (Valorizzazione dei beni di interesse storico e Attività Culturali ed Interventi diversi nel settore culturale) destinando al primo solo lo 0,6% dell’intero budget delle spese dei tre anni e al secondo solo lo 0,2%, assegnando risorse per 1,3 milioni di euro al primo e 573.422 al secondo. Cifre davvero irrisorie per una città che intende valorizzare appieno un patrimonio culturale di queste dimensioni trasformandolo in opportunità e ricchezza per la città !!!!

Poi chiediamo che fine abbia fatto il Protocollo d’Intesa tra il Comune di Terracina e il Consorzio turistico “Terracina D’Amare” firmato solo un anno fa, un accordo di collaborazione per la progettazione e lo sviluppo della promozione turistica della città che includeva anche la Fondazione Città di Terracina, frutto del lavoro del Tavolo del turismo, che a quanto apprendiamo dalla stampa “ha continuato a riunirsi in videoconferenza durante l’emergenza COVID proprio per non farsi trovare impreparati”. L’annuncio ci aveva fatto ben sperare con la promessa della “predisposizione di una City Card che racchiuderà una serie di servizi integrati destinati sia ai visitatori che ai terracinesi”. Ecco Assessore, ad oggi dove possiamo acquistare la City Card a Terracina ma soprattutto per visitare cosa?

Vogliamo impegnarci come Europa Verde Terracina anche per riportare in vita una vecchia battaglia cittadina per riqualificare Palazzo Braschi, oggi occupato dagli uffici comunali, inserirlo nel circuito laziale dei palazzi di pregio, riconnettendolo al più conosciuto Palazzo Braschi di Roma, per renderlo definitivamente uno spazio espositivo e culturale, magari finalmente dare spazio ad una Pinacoteca cittadina e riqualificare i “giardini” di Palazzo Braschi e tutta la rampa Braschi, ridonando decoro e pulizia anche a chi decide di salire a piedi, e il palazzo Cardinale (delle “Scalette”) e tutto il camminamento fino a Palazzo Braschi, storica via di collegamento tra la città alta e quella bassa, per un accesso pedonale in piena sicurezza con illuminazione e corrimano, in attesa che si faccia luce sulle stranezze e i ritardi dell’appalto dell’ascensore accanto agli uffici postali, opera, a nostro avviso molto discutibile in quanto a funzionalità ed utilità.

Poi è triste notizia di questi ultimi tempi, data alla stampa proprio dall’assessore preposto, che da ben 5 anni occupa la onorevole carica di Assessore alla Cultura e al Turismo, che la nostra preziosa “Biblioteca Olivetti”, centro culturale e di documentazione che ha da sempre alimentato il dibattito culturale della citta’, chiude a tempo indeterminato, per lavori che dovevano iniziare da tempo, che in realta’ non sono mai partiti, e viene sospeso anche il prestito, poiche’ i libri saranno spostati in un luogo tipo magazzino, privando cosi’ la citta’ anche di questo spazio e servizio. E ci chiediamo perche’ l’Amministrazione non abbia partecipato al bando “Bibliocultura”, con il quale si sarebbero potuti sostituire i dipendenti che stanno andando in pensione e si sarebbe potuto continuare a garantire un servizio per gli studenti e per la cittadinanza, considerando che nei paesi limitrofi le biblioteche risultano, anche se con funzioni ridotte, comunque aperte. Certo e’ che dopo aver conseguito il prestigioso riconoscimento di Terracina “citta’ che legge”, assegnato dal “Centro della lettura e del libro” d’intesa con l’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani),  ci auguriamo che l’amministrazione partecipi ai futuri bandi che proprio il Centro pubblica per attribuire contributi economici, premi ed incentivi ai progetti piu’ meritevoli.

E come non riproporre qui la triste vicenda della mancanza di un “Teatro Comunale” (che avrebbe dovuto vedere la luce nel quartiere Calcatore con un corpo di fabbrica “polifunzionale pubblico” previsto dall’ “Accordo di Programma” sottoscritto nel 2008 e ancora mai realizzato) o della “Casa della Cultura” nell’immobile dell’ex-Mercato Arene che per volontà espressa all’unanimità del Consiglio comunale, con deliberazione n. 47 del 2013, era stata destinata a luogo di fruizione culturale “inteso come Centro di una attività polivalente documentazione e biblioteca” e che invece è poi stranamente finito (come la Villa Adrover) nell’elenco dei beni comunali in vendita al prezzo base di 1.600.000 euro per risanare le casse magari realizzando l’ennesimo centro commerciale privato, ma con aste andate sempre deserte lasciando ormai un immobile fatiscente e degradato, dove ultimamente ha trovato tristemente la morte un senza tetto, lasciato per giorni a decomporsi senza che nessuno se ne accorgesse.

“Consideriamo molto carente ed approssimativa la gestione dei beni culturali e storico-archeologici e degli spazi per la cultura a Terracina, beni e spazi che sono chiusi o che non sono stati mai realizzati o aperti, e consideriamo per tutte le ragioni espresse nel comunicato, di predisporre una mozione da presentare al Consiglio Regionale e una interrogazione parlamentare per evidenziare tutte le criticita’ nella gestione di un patrimonio storico-archeologico e culturale di tale rilevanza. In una fase come questa, dove tutte le Città, le Province e le Regioni stanno provando a ripartire e ad attrarre turisti noi assistiamo invece ad una Terracina assente sul piano della gestione dei beni storico-archeologici e degli spazi culturali e sul piano della promozione su Internet visto che il sito del Comune di Terracina dedicato agli eventi https://comune.terracina.lt.it/eventi appare vuoto di ogni programmazione estiva e non aggiornato, il sito della Fondazione Città di terracina http://www.fondazioneterracina.it/ risulta fermo a due anni fa circa con nessuna programmazione per l’estate in corso, il sito del Consorzio Terracina D’Amare non è più attivo mentre la pagina facebook https://www.facebook.com/terracinadamare è ferma a luglio dell’anno scorso. Terracina sembra proprio assente dalla offerta turistica del Lazio in particolar modo con il portale Visit Lazio, che rappresenta invece la migliore vetrina per le città laziali  e scopriamo che tra i 48 musei che fanno parte dell’Organizzazione Museale Regionale (OMR) del Lazio https://www.regione.lazio.it/retemusei/ neanche uno è di Terracina e questo è inaccettabile per la nostra Città. Ci stiamo occupando anche delle criticità degli operatori culturali e a breve annunceremo una nostra proposta” dichiarano Catia Mosa, co-portavoce di Europa Verde Terracina con Giovanna Rossi e Armando Sodano, referenti del Forum Tematico “Cultura” di Europa Verde Terracina.