“La via degli artisti”, riassunto di un’esperienza

NewTuscia – VITERBO –    Anche questa seconda settimana di esposizioni pittoriche presso la ex chiesa degli Almadiani a VT ha chiuso i battenti lasciando così proseguire la manifestazione, voluta dall’Ass. Cultural-Sportiva “la Via degli Artisti” presieduta dal prof. Giulio Della Rocca, al terzo ed ultimo periodo con protagonisti altri cinque cultori dell’arte, che si concluderà domenica 27 giugno.

Per retaggio professionale sono abituato a parlare di ciò che è testimoniato. Essendo stato tra i protagonisti del periodo appena concluso, provo quindi a  commentarlo brevemente.

La mostra, eterogenea in quanto a stili e tecniche, ha avuto notevole successo di pubblico e, personalmente anche di critica. L’affluenza è stata più che buona e le tantissime firme lasciate sul registro, molto approssimative  per difetto, ne sono una testimonianza. Tra i commenti lusinghieri, per lo più di non conterranei, affiorano anche richieste di partecipazioni ad eventuali altre manifestazioni, a significare quanto sia sentita l’importanza di offrirsi al giudizio del pubblico.
Io stesso non ho resistito dal dipingere sul posto ciò che vedevo di fronte, memore delle mie solitarie escursioni in province contermini. Contrariamente però a quanto mi succede quando mi reco in Umbria o nel grossetano dove vengo circondato dalla curiosità dei passanti che chiedono, si informano, commentano, qui a Viterbo nelle due mattine che ho fatto altrettanto, con tristezza debbo denunciare che nessuno, ma proprio nessuno, si è avvicinato!!

Segno più che eloquente di quanto la gente dimostri disinteresse verso certe manifestazioni; un disinteresse dettato da carenza culturale, da una mancata abitudine a vedere l’arte in piazza.

Purtroppo, questa Viterbo gentile e sonnacchiosa, come la descriveva già nel 1893 Adolfo Rossi, inviato speciale al processo contro i favoreggiatori di Tiburzi, tale è rimasta.
Esiste forse a tutt’oggi una galleria comunale per esposizioni di vario genere? Un circolo culturale? No!! La cultura, questa sconosciuta, bistrattata perfino a livello nazionale con stanziamenti sempre inadeguati, ha in questa città un esempio di insufficienza. E allora, si può mai biasimare l’unico che, cittadino qualunque, riesce a portare all’attenzione del pubblico, quanti cercano con piccoli contributi di non far spegnere completamente  la fiamma della cultura sul piano artistico? Certo, Giulio Della Rocca, non è un critico d’arte in grado di effettuare approfondite selezioni qualificative tra coloro che  operano sul territorio per dare quindi un taglio professionale ai meriti artistici, ma c’è qualcun altro che vuole metterci la faccia?

Il suo sentimento nei confronti del luogo in cui è nato, è riassunto in “questa è la mia città la porto stretta nel cuore”, a significare che si tratta di un amore forte, profondo, indiscutibile, verso Viterbo e, più in generale, verso tutta la Tuscia per ciò che questa terra è in grado di offrire in quanto a bellezza e cultura!

Il suo attivismo che a volte sconfina anche in perdite economiche, è sotto gli occhi di tutti. È  una mente vulcanica  e come tutti i suoi simili, non gli è facile concepire una sosta tra idea e azione. Il suo è un “difetto” caratteriale che non si corregge facilmente. Ma se questo può rappresentare un neo, come classificare l’immobilismo imperante?
Forte dei propri convincimenti egli dà comunque voce e spazio a quanti aspirano ad uscir fuori dalle mura domestiche e non è poco.  Ad  altri, se ce ne sono, il compito, attraverso le esposizioni pubbliche da lui organizzate, di vagliare coloro che possano avere conferme e un futuro tutto ancora da scoprire.

Per ora non si possono che riconoscere meriti al prof.  Giulio Della Rocca, organizzatore di eventi culturali, nonostante trascorra buona parte dell’anno al di là dell’Atlantico!
G. Bellucci