Viterbo, il triste epilogo di una città sempre più vittima di episodi di violenza

Edoardo Ciccarelli

NewTuscia – VITERBO – Non accennano a placarsi gli episodi di violenza a Viterbo: questi, infatti, stanno diventando sempre di più un habituè per gli abitanti della città dei papi e la situazione non sembra variare. Stiamo assistendo alla rovina di un centro turistico e trafficato, soprattutto durante la stagione estiva, fulcro dell’economia del centro-italia. La domanda allora sorge spontanea: è davvero questa la pubblicità che Viterbo merita? La risposta è ovviamente no. Sono di pochi giorni fa infatti due episodi che lasciano riflettere e molto a desiderare, ma andiamo per gradi: nella giornata di sabato a via Ascenzi, davanti le poste, ci sarebbe stata una colluttazione tra due ragazzi di nazionalità romena, poichè uno aveva detto all’altro “che cazzo di romeno di merda sei, tutti i romeni fumano, coglione” dopo avergli chiesto d’accendere, ricevendo ovviamente risposta negativa poichè l’altro ragazzo non fumava. Inoltre anche due amici, uno romeno e uno italiano, sono venuti alle mani e non solo (coltello, bottiglia di birra rotta) per futili motivi, dopo essere usciti insieme a divertirsi e bere.

Tutto questo è avvenuto nel centro storico, ormai sempre più vittima di continui episodi di violenza tra ragazzi. I cittadini viterbesi  si sentono davvero al sicuro? Un dispiegamento maggiore delle forze dell’ordine -promesso dal sindaco per questa estate- risolverà questa situazione che, ad oggi, risulta essere sempre più incontrollabile? Sono molti gli interrogativi che gravitano attorno alla questione e poche le risposte. Le certezze sono ormai poche e negative. Valori come l’educazione ed il rispetto sono ad oggi sempre più rari e la situazione attuale preoccupa, anche molto. Viterbo merita davvero questa fine? Essere etichettata come una città non sicura e violenta? E’ possibile evitare il disastro economico, turistico e mediatico? Solo il tempo ci offrirà tutte le risposte. L’invito è solo quello di non rimanere indifferenti e segnalare o, dove possibile, intervenire.