Confesercenti, ponte del 2 giugno. Assoturismo – Cst: “Ripartenza incerta per il turismo”

NeewTuscia – VITERBO – Non è un vero e proprio ponte, e purtroppo non è nemmeno una vera ripartenza. Per il turismo, le previsioni per la Festa della Repubblica di domani, mercoledì 2 giugno rimangono modeste: nonostante una timida ripresa del movimento verso le seconde case, il sistema ricettivo soffre ancora: il tasso di occupazione dell’offerta messa a disposizione sui portali rimane al 54%, lasciando vuota di fatto una stanza su due. E questo nonostante una forte riduzione (-22%) delle strutture ricettive disponibili. Timidi segnali di ripartenza, invece, per i movimenti turistici verso le seconde case.

E’ quanto emerge dall’analisi della disponibilità ricettiva sui vari portali delle OLTA condotta da Cst per Assoturismo Confesercenti- Il monitoraggio del CST ha rilevato la saturazione dell’offerta ricettiva nazionale disponibile online per il ponte del 2 giugno, indagando in particolare il periodo 29 maggio – 2 giugno 2021.

Il tasso di occupazione rilevato è sotto le aspettative degli operatori. Soprattutto se si considera che il numero complessivo di sistemazioni per i turisti è crollato, tra strutture chiuse e che non posso operare in condizioni limitate per la clientela. Un’analisi sul portale di AIRBNB, che restituisce un calo del 22% dell’offerta complessiva in Italia, pari a 92mila strutture in meno. Ancora più marcate le flessioni rilevate per le più importanti città italiane. Per Roma la disponibilità̀ dell’offerta diminuisce del 29%. Più contenuto il calo rilevato per le località montane e alcune località balneari.

A raccogliere i risultati ‘meno peggiori’ sono le località lacuali, con un tasso di occupazione del 56,9%. Seguono le città d’arte  al 56,8%: oltre due punti percentuali sopra la media, ma sul dato influisce la marcata diminuzione dell’offerta. Ancora meno intenso il flusso di prenotazioni verso le località marine, con tassi di occupazione attesi del 51,5% delle strutture disponibili. Stesso trend anche per le località collinari, mentre per quelle termali i tassi di occupazione si fermano al 48%. In generale il livello di saturazione dell’offerta si presenta abbastanza differenziato.. Molte aree superano il 50% della capacità ricettiva presente sui portali, mentre per cinque regioni il dato si attesta al di sotto del 50%.

“Per la ripartenza del turismo non basta sapere la data delle riaperture. È necessario conoscere tutte le strategie e le misure che saranno messe in campo perché la ripartenza sia più efficace possibile“. Così Vittorio Messina, presidente di Assoturismo Confesercenti, commenta i dati. “Un’occasione per costruire il rilancio è stata persa escludendo le strutture ricettive dal superbonus. Una misura che dava la possibilità di ammodernare le strutture, di far trovare pronte le nostre imprese per la sfida della ripartenza. Perché di vera e propria sfida si tratta. E invece ci tagliano le ali, eliminando uno dei provvedimenti che abbiamo chiesto con maggiore forza. La ripresa del turismo passa anche e soprattutto dalla ristrutturazione delle strutture turistiche e ricettive, oggi più che mai necessaria. Ci auguriamo che il governo torni sui suoi passi ed estenda l’utilizzo del bonus anche alle strutture alberghiere”..

“Nelle località lacuali del Lazio e della Tuscia – dichiara Vincenzo Peparello, presidente della Confesercenti di Viterbo, membro della presidenza nazionale e responsabile regionale Area turismo – si riscontra un certo risveglio, anche se non si può parlare di una vera e propria ripartenza. Su tutte la strutture grava ancora il pesante passivo dovuto alla lunga crisi pandemica e soprattutto l’esclusione dal superbonus che avrebbe consentitto agli operatori di adeguare le proprie strutture rendendole ancora più accoglienti e più adeguate alle nuove esigenze. Contiamo in un ripensamento del governo e nello stesso tempo chiediamo che, oltre al superbonus, si intervenga con ulteriori sostegni nei confronti dgli operatori turistici e venga portata a termine in tempi brevissimi la vaccinazione dei lavoratori del settore per offrire tutte le garanzie alle richieste della clientela”.

Confesercenti  – Viterbo