Non ce la beviamo: esposto contro Talete per violazioni norme trasparenza: “Approvato aumento tariffe”

NewTuscia – VITERBO – Non ce la beviamo ha presentato un esposto alle autorità competenti  in quanto si ravvisano violazioni  nell’iter di gestione del servizio idrico della provincia di Viterbo, con particolare riferimento agli obblighi di trasparenza, pubblicità e diffusione  degli atti amministrativi di cui al Decreto Lgs n. 33/2013.

La riunione dell’ATO 1 del 26/4/2021 che doveva tenersi in forma pubblica è stata di fatto svolta a porte chiuse impedendo ai cittadini di poter assistere e dalla medesima riunione non risulta essere scaturita alcuna pubblicazione delle decisioni assunte né tantomeno del verbale con le votazioni dei Sindaci.

Nel frattempo Talete procede con il bando manifestazione del bando per la ricerca di soci a cui cedere o meglio, “regalare?” il 40% delle quote di Talete spa , ed è di ieri la notizia che  i Sindaci, su invito del Presidente della S.p.a.,  hanno approvato il nuovo aumento delle tariffe.

E’ inaccettabile che i Sindaci , in tempo di crisi, si comportino come soci di una qualsiasi S.p.a. calpestando le delibere comunali approvate   e continuando  a  gestire l’acqua come fosse un affare privato.

Il paventato stato di crisi aziendale è il risultato di una gestione improntata a logiche privatistiche , partitocratiche e clientelari piuttosto che alla garanzia di un servizio essenziale.

Il Presidente di Talete S.p.a. ha dichiarato di avviare la ricerca di fondi pubblici ma non ci risulta alcun atto ufficiale in merito, solo chiacchiere. L’unica cosa che  ci risulta sia stata avviata di concreto è il bando di manifestazione di interesse per cedere il 40% del capitale sociale a nuovi operatori economici. Peraltro il recente aumento della tariffa assolverebbe in pieno il piano previsto dal budget 2020 che supporterebbe il prestito di Arera unendosi all’utilizzo di fondi pubblici già finanziati per un iniziale investimento sulla rete e sull’organizzazione fino a raggiungere persino un notevole aumento dell’utile di gestione che ci risulta essere previsto in oltre 210.000 euro. Invece come scelta si procede con un  bando per privatizzare : segno inequivocabile che non c’è bisogno ma  si “DEVE” privatizzare, come unica scelta in quanto volere di partiti e forze ormai definitivamente al servizio della speculazione.   Quali interessi avrebbe altrimenti il socio privato ad entrare in una gestione non redditizia?

L’ingresso di un partner privato non modificherà minimamente l’andamento tenuto finora, anzi tenderà ad esasperarlo, perché i costi che ricadranno per intero sulla tariffa comprenderanno anche i profitti, cioè i dividendi che saranno ripartiti tra i soci.

Nell’esposto presentato si chiede di avviare un’ indagine al fine di accertare se il bando di manifestazione di interesse pubblicato  da parte di Talete S.p.A sia conforme a quanto previsto dallo Statuto.

Sarebbe necessario prendere atto del fallimento di questo modello di gestione privatistico e avviare un radicale processo di ripubblicizzazione della gestione come  previsto dalla legge Regionale 5/2014 che prevede anche fondi pubblici  a sostegno della tariffa.

Da parte nostra faremo opposizione a questo scellerato progetto con tutti i mezzi a nostra disposizione, da quelli legali, istituzionali a quelli di piazza.

Facciamo appello ai cittadini, a tutte le forze politiche, ai Sindaci e ai Consiglieri comunali contrari alla privatizzazione per sostenere la battaglia per la gestione pubblica dell’acqua  in tutte le sedi.

Dopo aver presentato l’esposto,  chiediamo pubblicamente incontro al Prefetto,  e diamo appuntamento   a tutti i cittadini  il 4 giugno alle ore 17,30  a Piazza del Comune a Viterbo per far sentire forte la nostra voce.

Coord.to Prov.le Comitati Acqua Pubblica
NON CE LA BEVIAMO