Speciale “Il 2 giugno 75a Festa della Repubblica 1946 – 2021 e la ripartenza italiana”

Nostra intervista allo storico dell’Università della Tuscia, Sante Cruciani

di Stefano Stefanini

NewTuscia – VITERBO – In occasione della Festa della Repubblica di martedì 2 giugno, chi scrive e il collega Gaetano Alaimo, siamo particolarmente lieti di dedicare lo Speciale della Trasmissione Fatti e commenti, in onda sugli schermi di Teleorte e già visibile su www.teleorte.it e www.newtuscia.it (archivio filmati) al tema “Il 2 giugno 1946 – 2021,  75a Festa della Repubblica e la ripartenza italiana”, che approfondiremo al telefono  con il prof. Sante Cruciani, docente di Storia delle Relazioni Internazionali presso il corso di laurea  di Scienze Politiche e Relazioni Internazionali dell’Università della Tuscia e con il consigliere regionale Enrico Panunzi.

Un primo pensiero è andato agli alunni delle Scuole e in particolare dell’Istituto d’Istruzione Superiore”Fabio Besta” di Orte, con i quali da anni approfondiamo ogni 2 giugno gli aspetti particolari del significato della festa della Repubblica e dei Valori Costituzionali.

Foto MeteoWeb: le Frecce Tricolori sullAltare della Patria Roma.

Con il prof. Sante Cruciani abbiamo approfondito l’origine storica del Referendum Istituzionale del 2 giugno di scelta tra Repubblica e Monarchia, con il voto espresso dalle donne per la prima volta e la grande  voglia di ricostruire lItalia sulle basi della partecipazione democratica, dello sviluppo economico sociale della Ricostruzione, spirito che va riscoperto in questo periodo di Ripartenza dallepidemia.

Un riferimento particolare è andato ai principi  fondamentali della  Carta Costituzionale, come tutela dei diritti e dei doveri dei cittadini, fondata sul lavoro in ogni sua forma imprenditoriale, intellettuale o esecutiva.

Il Corriere della Sera del 6 giugno 1946: e’ nata la Repubblica Italiana

Al consigliere regionale Enrico Panunzi, già’ sindaco di Canepina, vice presidente della Commissione  Consiliare X (10a) Urbanistica, abbiamo chiesto di approfondire  il legame delle Festa  della Repubblica con la vita dei comuni, nel periodo dell’epidemia, ove i cittadini hanno percepito concretamente il contatto con le istituzioni, i servizi di prossimità, l’assistenza sociale e la solidarietà nella solitudine di alcuni cittadini.

Dobbiamo ricordare nei nostri Comuni questi significati della Festa della Repubblica, specie con i nostri giovani, per riprendere un cammino di crescita sociale, economica e solidale, superando le divisioni, come auspicato dal Capo dello Stato Sergio Mattarella, con una costruttiva dialettica diffusa nel governo centrale come nel sistema regionale e comunale, nella  costruttività che caratterizzò la nascita della Repubblica nel 1946, l’elaborazione della Costituzione nel 1948 e la Ricostruzione civile, morale ed economica  del nostro Paese.