Grazie Maria Giovanna Elmi della tua partecipazione a Luce Nuova sui Fatti

Stefano Stefanini

NewTuscia – VITERBO – Gli appunti dell’ultima trasmissione Luce Nuova sui fatti Nelle teorie sui media si e’ constatato  come le Tv Commerciali  tendano a  “manipolare” o influenzare  gli individui fino ad affermare che esse  svolgano il ruolo di “socializzatori”, questa è’ una teoria di alcuni critici televisivi di questi anni.

La televisione è il mezzo che più degli altri riesce a socializzare”. In questo paragrafo analizzeremo il secondo fattore sociologico che ha portato allo sviluppo del fenomeno dell’infotainment: la nascita delle tv commerciali.

Come molti studi dim o ubicazione hanno dimostrato, le  tv commerciali nascono, in Italia, negli anni ’70 e a differenza della televisione pubblica – finanziata dal canone – si “nutrono” del finanziamento privato delle aziende, attraverso le inserzioni pubblicitarie.

Le tv commerciali hanno trovato nei prodotti seriali – esportati soprattutto dagli Stati Uniti – un modo per coprire l’intera fascia di programmazione giornaliera. Ne sono un esempio emblematico le soap opera, create per iniziativa delle case produttrici di detersivi e saponi – dalle quali prendono il nome – che vollero sperimentare una nuova forma di intrattenimento, in grado di attirare i consumatori dei prodotti pubblicizzati. In questo modo il pubblico viene abituato allincontro con lo stesso programma, tutti i giorni.

L’obiettivo delle tv commerciali è quindi quello di cercare di attirare ed intrattenere una fetta di pubblico, la più grande possibile, per venderla” agli inserzionisti pubblicitari e ottenere – di conseguenza – sempre più finanziamenti.

Per  migliorare il raggiungimento di questo obiettivo, la programmazione del palinsesto viene divisa in fasce orarie, ognuna con una programmazione specifica, in modo da segmentare chiaramente il target dei messaggi pubblicitari. Inoltre diventa di cruciale importanza la misurazione degli ascolti perché si presuppone – giustamente – che maggiore è il numero di spettatori che ha seguito un determinato programma, maggiore sarà il numero di utenti che avrà visto la pubblicità inserita all’interno di esso. In Italia nel 1976, dopo più di vent’anni di monopolio statale, vengono autorizzate a trasmettere le prime televisioni locali.

Tuttavia è a partire dalla metà degli anni ’80 che nascono le prime televisioni commerciali che coprono tutto il territorio nazionale, a cominciare dalla Fininvest – oggi Mediaset – di cui è proprietario Silvio Berlusconi.

Il passaggio definitivo alla neotelevisione – termine coniato da Umberto Eco nel 1983 – si ha quando anche la Rai, spinta dalla perdita di una grande porzione di pubblico, riempie la propria programmazione di occasioni di svago e programmi di intrattenimento in tutte le ore del giorno.

In questo modo l’intera programmazione televisiva viene riempita di programmi con un alto contenuto di spettacolarizzazione, a tal punto che anche linformazione dovette confrontarsi, e immediatamente adattarsi al contesto dominante per riconquistare i consensi del pubblico.

Enrico Menduni afferma che: “nella neotelevisione lintrattenimento ingloba tutti gli altri generi, diventando il vero tessuto connettivo della programmazione”.Limperativo, dunque, è trattenere ovvero in-trattenere.

L’intrattenimento è l’innesto che consente a molti generi televisivi di mantenersi ancora in vita all’interno di una programmazione “generalista”, cioè rivolta a un pubblico indifferenziato.

Se lo spettacolo preferito in Tv è quello che mette in piazza il privato per il divertimento del pubblico (emotainment), l’informazione si adegua diventando infotainment, la divulgazione scientifica si trasforma in edutainment e persino lo sport è costretto a riconvertirsi in sportainment .

Ricordiamo che le  annunciatrici della RAI, le “Signorine buonasera” sono andate in pensione il 28 maggio 2016 e il cambio di ruolo delle annunciatrici ha coinciso con la trasformazione della Tv generalista verso il modello commerciale.

Notiamo la grande evoluzione dalla Tv generalista a quella commerciale  on riflessi su:

– Informazione

– Intrattenimento curato in particolare dalle Tv commerciali

– Televisioni commerciali a carattere regionale e cittadino

  • Nel processo di trasformazione dalla Tv generalista a quella commerciale di intrattenimento si assiste alla dispersione  e dilatamento dei contenuti offerti al cliente

La Tv nazionale commerciale con i propri messaggi commerciali e promozionali tende a delineare modelli culturali e sociali unificanti che sono stati bilanciati dallo sviluppo dello sviluppo dell’emittenza locale, di tante televisioni e radio cittadine e regionali che svolgono un prezioso ruolo di mediazione culturale e di valorizzazione della ricchezza culturale, economica e sociale dei singoli territori e città.

La testimonianza che ci ha fornito  Federico Usai, volto storico di TeleViterbo e autore di interviste uniche come quelle a Giulio Andreotti e Giulietta Masina, come quella di Wanda Cherubini a suo tempo collaboratrice di TeleViterbo, l’esperienza ultra trentennale di Teleorte operante ancora oggi con tre canali, e Tele Lazio Nord ci confermano la validità e l’insostituibilità dell’esperienza dell’emittenza locale.

“L’informazione è un fondamentale presidio di democrazia che dobbiamo assolutamente sostenere e aiutare.

Consentite un giusto riconoscimento i suoi programmi, ed in particolare il nostro Fatti e Commenti”  offre sempre ampio spazio alle bellezze artistiche, ai prodotti ed ai produttori della Tuscia, nella sua completezza e varietà.

L’auspicio che ci sentiamo di indirizzare ai nostri te lettori e telespettatori – in particolare chi scrive con l’onore e l’onere della responsabilità di vicedirettore di www.newtuscia.it – è il nostro sempre maggiore impegno per offrire trasmissioni ed un giornale utili, al  servizio il più possibile obbiettivo e per la promozione di chi ci da’ fiducia, leggendoci ogni giorno.

Per noi la comunicazione, in particolare nella forma televisiva come del giornale digitale, rappresenta uno strumento imprescindibile di miglioramento delle relazioni umane e di promozione e conoscenza dei nostri territori: per questo ringrazio della disponibilità il prefetto di Viterbo, dott. Giovanni Bruno, tutti gli amministratori locali, i consiglieri regionali e provinciali, in primis il sindaco di Viterbo Giovanni Arena,  il presidente della provincia Pietro Nocchi, i Vescovi mons. Lino Fumagalli e mons. Romano Rossi ed i parroci delle nostre Diocesi, i sindaci dei nostri splendidi 60 comuni della Tuscia, i responsabili e i titolari delle nostre imprese, degli artigiani, dei sindacati, delle organizzazioni professionali e imprenditoriali, della Pubblica Amministrazione  dellUniversita della Tuscia, delle strutture sanitarie e assistenziali, degli istituti scolastici di ogni ordine e grado, delle Forze dellOrdine e di tutti i cittadini.

Le prospettive e l’impegno del nostro e “ Vostro” quotidiano on line, dei nostri programmi televisivi e  l’informazione TeleLazio Nord Vogliono   rispondere  in modo sinergico alle esigenze  comunicazionali del nostro territorio e del Lazio Umbria e Toscana, dei telespettatori e dei lettori che ci hanno sostenuto in questi anni con un’ attenzione e una considerazione sempre crescenti.