La lezione del 25 Aprile… uniti per ricostruire un’Italia più solidale

Stefano Stefanini

NewTuscia – VITERBO – Ci apprestiamo a vivere la festa della Liberazione a settantasei anni dal quel 25 aprile 1945 che segnò l’insurrezione e la liberazione dalle truppe nazifasciste delle citta’ di Milano e Torino, segnando l’irreversibile avanzata, ma ancora sanguinosa, della lotta di Liberazione che ridette dignità al nostro Paese, come preludio alla ricostruzione democratica, materiale e ideale, della Repubblica Italiana.

La lezione del 25 aprile 1945: i diritti  di libertà  e della partecipazione democratica vanno difesi giorno per giorno.

La riscoperta dei valori e dei  diritti  di libertà,  di eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge e della partecipazione democratica vale tanto più per la nostra Costituzione, che è costata sacrifici personali e collettivi e sofferenze, sino al sacrificio della vita, ai nostri padri e che oggi, spesso,  viene messa in discussione e, nei numerosi casi di corruzione e di malgoverno della cosa pubblica, di fatto svuotata nei suoi cardini fondamentali.

I valori unificanti della Liberazione per cui dobbiamo tutti unitariamente, pur nelle diversità ideologiche collaborare per una nuova Ricostruzione e ripartenza: leguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge, la libertà di pensiero ed espressione, il diritto ad un lavoro dignitoso, il diritto alla salute e ad una istruzione, qualificate, aperte  a tutti  e pubbliche.

Gli investimenti del Recovery Plan dovranno mirare a sconfiggere l’emergenza sanitaria e attuare una una Ricostruzione del Paese, mirale, economica e sociale, basata sulla qualità della vita.

 Non è un luogo comune,  ma verità riconosciuta da studiosi di ogni estrazione ed orientamento che la Costituzione della Repubblica Italiana   è una delle più avanzate del mondo.  Se una critica può esser  mossa è che, in oltre sessanta anni di vigenza alcuni principi fondamentali  sono, talvolta,   rimasti inattuati: l’eguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge, la libertà di pensiero ed espressione, il diritto ad un lavoro dignitoso, il diritto alla salute e ad una istruzione, qualificate, aperte  a tutti  e pubbliche.

La celebrazione del 25 Aprile è la festa” unificante della Costituzione, della Liberazione dellItalia dalla dittatura e dalloccupazione nazista, della conquista dei diritti democratici in unItalia repubblicana finalmente libera ed unita, come lavrebbero voluta – come precoci anticipatori risorgimentali –  pensatori come Giuseppe Mazzini e uomini dazione come Giuseppe Garibaldi.

Dobbiamo, quindi, “tornare alla Costituzione” ai principi base della nostra convivenza civile, per difenderne lo spirito e attuarne compiutamente le parti non realizzate; pretendere da tutte le forze politiche il rispetto per la Carta fondamentale della nostra Repubblica, che ha reso possibile un dopoguerra ricco di conquiste per le classi popolari e di ampliamento degli spazi di solidarietà e di democrazia.

I giovani  interpreti principali della voglia di cambiamento dei Valori  costituzionali della realizzazione della persona, dellambiente, della scuola, del lavoro, dellonestà e della pace.

 In particolare i giovani, dovranno essere sollecitati ad interpretare con la loro intraprendenza  e la voglia di cambiamento i Valori  costituzionali della realizzazione della persona, della scuola, del lavoro e della pace, alla luce dell’attuale situazione economica e politica, per suscitare un vero rinnovamento “generazionale” della società e della classe dirigente del nostro Paese, riappropriandosi del protagonismo di Valori e di riscatto, specie in ambito economico e del lavoro.

Tra le questioni più urgenti si pongono:  l’occupazione giovanile troppo precarizzata e la famiglia, la questione femminile, quella meridionale, quella ambientale, quella della garanzia della legalità e del contrasto alla criminalità organizzata, della qualità della pubblica amministrazione e delle risorse che la finanziano il nodo urgentissimo della sanità pubblica.  Occorre in questo periodo “critico” della vita socio politica della nazione che la classe politica ed i cittadini specie più giovani,  rileggano  gli avvenimenti del 25 aprile 1945 alla luce della Costituzione repubblicana del 1948 per trarre  nutrimento ideale,  per attuare un’azione concreta di applicazione “innovativa” nel quotidiano dei valori costituzionali della realizzazione della persona, della scuola, del lavoro, della partecipazione e della pace e dello sviluppo.

Limpegno per una cittadinanza attiva” per  investimenti veri sul lavoro giovanile, per un impegno vero per lambiente e le energie pulite, per Piani Regolatori e provvedimenti urbanistici rispettosi dellambiente.

 Dai giovani  viene indirizzato un segnale chiaro al resto del paese: di impegno di una “cittadinanza attiva”, di partecipazione dei ragazzi nel mondo della scuola, con i loro insegnanti come parte attiva del rinnovamento della società civile, che si esprime e si impegna sui temi di rilevanza costituzionale, in una forma di apprendimento ed educazione alle “Virtù pubbliche” di impegno per il Bene Comune.    Questo costituisce un segnale inequivocabile  per la  classe politica attuale a privilegiare investimenti veri sul lavoro di oggi e di domani, su un impegno vero per l’ambiente e le energie pulite, per Piani Regolatori e provvedimenti urbanistici che non portino surrettiziamente  a “colate di cemento nel – forse  ancora per poco – “Bel Paese” a discapito di verde pubblico, di spazi per l’attività sportiva e di abitazioni vivibili o peggio dell’equilibrio geologico del territorio.

Un particolare riferimento sarà dedicato alle iniziative deI presidente Sergio Mattarella.

 In un messaggio sul significato del 25 aprile in Capo dello Stato ha dichiarato: “La ricerca storica deve continuamente svilupparsi” ma “senza pericolose equiparazioni” fra i due campi in conflitto nella lotta di Liberazione nazionale dal nazifascismo. La Resistenza, prima che fatto politico, fu soprattutto rivolta morale”, spiega Mattarella, che ha aggiunto: “Questo sentimento, tramandato da padre in figlio, costituisce un patrimonio che deve permanere nella memoria collettiva del Paese. Poi il presidente della Repubblica ha voluto sottolineare i due mali che hanno colpito l’Italia nel ventennio fascista, “dittatura” e “conformismo”. Per superare questi due mali “la Costituzione, nata dalla Resistenza, ha rappresentato il capovolgimento della concezione autoritaria, illiberale, esaltatrice della guerra, imperialista e razzista che il fascismo aveva affermato in Italia, trovando, inizialmente, l’opposizione – spesso repressa nel sangue – di non molti spiriti liberi”.

Il Capo dello Stato il giorno del suo giuramento di fronte alle Camere ha pronunciato una forma di decalogo” del suo impegno di custode  della costituzione repubblicana, citando prioritariamente il diritto allo studio dei ragazzi con una scuola rinnovata che conferisca un reale diritto al futuro dei giovani, limpegno  delle istituzioni ad ogni livello per un  diritto effettivo al lavoro, una cultura diffusa, con il superamento del divario digitale.

L’ispirazione ad un amore e una sempre più approfondita conoscenza dei tesori ambientali e culturali dell’Italia, il ripudio della guerra e la promozione della pace e del dialogo tra le Nazioni. Il riconoscimento dei diritti del malato, il dovere della contribuzione alle spese dello Stato e della correttezza nel pagamento dei tributi, con una  giustizia amministrata  in tempi rapidi e certi, la tutela della pluralità e della libertà dell’informazione.  Mattarella ha espresso un forte auspicio  affinché la donna non soffra la paura di violenze e discriminazioni e sia dato il giusto sostegno alla famiglia come fondamento della società civile. I valori della Resistenza e la lotta alle mafie ed alla corruzione. L’impegno per la crescita economica in Europa e nel mondo.

Al ricordo del sacrificio di tanti eroi della Resistenza  e dei suoi Valori il presidente Mattarella ha associato l’impegno per la diffusione di un forte senso della Legalità e, citando l’impegno forte di denuncia e testimonianza di papa Francesco,  la lotta alle mafie ed alla corruzione, definita “cancro pervasivo” della democrazia.   Ha inoltre elogiato e incoraggiato l’impegno delle Forze dell’Ordine nella lotta alla criminalità organizzata ed il terrorismo,  per un Paese più libero, sicuro e solidale.

E’ importante valorizzare e portare ad esempio tutte le pratiche di solidarietà e di impegno civile, perché sempre di più con esse si identifichi l’Italia, perché sempre di più l’Italia migliore prevalga su tutto quello che ci frena e ci fa trovare oggi in così gravi difficoltà ad affrontare la crisi che stiamo vivendo “.

Gli eventi salienti della Liberazione culminata nel 25 aprile 1945 

La Resistenza contro il fascismo e il nazifascismo iniziò dopo l’8 settembre 1943 e finì all’inizio del mese di maggio del 1945.

Il 10 luglio 1943 gli Alleati sbarcavano in Sicilia al comando del generale George Patton.

Era l’inizio della liberazione d’Italia, come disse il generale Eisenhower, per “ristorare l’Italia come nazione libera”.

Tutto cominciò con la presa di Pantelleria, poi, nell’arco di un mese, le forze anglo-americane liberarono l’intera isola, giungendo a Messina il 17 agosto.

Il 3 settembre l’ottava armata inglese di Montgomery sbarcava in Calabria, sei giorni dopo gli americani al comando del generale Clark prendevano terra a Salerno.

Il 1° ottobre Napoli viene liberata, ma la linea Gustav, all’altezza di Montecassino, blocca l’avanzata alleata fino alla primavera del ‘44.

A giugno l’avanzata alleata libera Roma, ma è ancora arrestata dal secondo poderoso baluardo difensivo tedesco, la linea Gotica.   Solo nella primavera del ‘45 la linea cade, la Toscana è libera e le truppe alleate irrompono nel Nord Italia.

Il 21 aprile 1945 le truppe del generale Alexander entrano a Bologna, nei giorni successivi gli Alleati raggiungono Milano, Genova, Venezia. Il 25 aprile troveranno molte città già liberate dalle truppe partigiane del Comitato di Liberazione Nazionale.

Nelle città la popolazione insorge contro le truppe d’occupazione nazista e contro i fiancheggiatori fascisti. I tedeschi sono in rotta verso i valichi alpini e a Dongo, sul lago di Como, Mussolini viene catturato dai partigiani. La cronaca breve della “Campagna d’Italia”  non rende certamente conto delle sofferenze e dei dolori patiti in quegli anni dalla popolazione civile.

 25 aprile 1945 – 2021  la 76^ Ricorrenza  della Liberazione: ricorda gli uomini e le donne di tutte le età e le condizioni sociali che si sono battuti e sono morti per garantire i diritti democratici dei quali tutti, indistintamente, oggi godiamo.