Mafia viterbese, ultime battute del processo

Tribunale di Viterbo

NewTuscia – VITERBO – Giorni intensi per i tredici arrestati il 25 gennaio 2019 nel corso dell’operazione Erostrato della Dda di Roma.

Mentre a Roma si procede con l’appello di secondo grado, per i tre imputati a cui viene contestata l’aggravante del metodo mafioso e hanno scelto di essere giudicati con il rito ordinario, questo pomeriggio si apprestano a testimoniare gli ultimi 5 teste davanti al collegio del tribunale di Viterbo presieduto dal giudice Gaetano Mautone. Emanuele Erasmi, Manuel Pecci e Ionel Pavel  attendono vanno verso la sentenza, prevista il 30 aprile.

Tra i cinque testimoni anche anche un avvocato del tribunale di Viterbo, che il boss Trovato avrebbe cercato di scoraggiare dall’intraprendere l’azione legale di un cliente contro Pecci. Tre persone saranno ascoltate  favore di Erasmi che secondo l’accusa si sarebbe rivolto al sodalizio criminale per recuperare un credito di 10mila euro da un imprenditore. L’uomo, in una precedente udienza, aveva negato di essersi rivolto alla banda affermando di aver solo chiesto ad un amico se conoscesse una “guardia del corpo” che lo accompagnasse dalla persona che gli doveva dei soldi e che si rifiutava di ascoltarlo. Nessun teste invece per Pavel.

Per i dieci giudicati lo scorso 11 giugno col rito abbreviato, di cui nove condannati per associazione a delinquere di stampo mafioso, il procuratore ha richiesto la conferma delle condanne sancite in primo grado, lasciando comunque spazio alla possibilità di abbassare le pene; la sentenza è attesa il 5 maggio.