Ad Orte arriva il Commissario: Giuliani va a casa sfiduciato 7 a 6. Tutti i fatti ed i retroscena

Stefano Stefanini

NewTuscia – ORTE – Il dato é tratto. Con il voto favorevole di 7 consiglieri alla Mozione di sfiducia al sindaco Angelo Giuliani e con 6 voti dei consiglieri fedeli alla maggioranza scaturita dalle elezioni del 2016, il sindaco e la giunta comunale  di Orte, sostenuta dalla lista Orizzonte Comune cade come nelle intenzioni delle opposizioni.

I sette consiglieri che hanno votato la sfiducia:

– Gruppo “Anima Orte” con Ciocchetti e Claudiani (PD), Gruppo“Idee chiare” con Savoia e  Primieri;

– a cui, nel voto di sfiducia al  sindaco, si sono aggiunti la ex vice sindaco e assessore ambiente e pubblica istruzione, Fuselli (questi ultimi 5 consiglieri erano i promotori della mozione di sfiducia a Giuliani), Tofone (Lega) presidente del consiglio comunale e, in bilico fino all’ultimo sulla votazione, l’ ex assessore ai Lavori Pubblici e Sport,  Bacchiocchi (Fratelli d’Italia).

Hanno votato contro la mozione di sfiducia, i 6 consiglieri di maggioranza che ancora sostenevano Giuliani: gli assessori Proietti all’urbanistica, viabilità e trasporti (vice sindaco), gli assessori: Paolessi al commercio e turismo, D’Ubaldo alla pubblica istruzione, cultura, associazionismo e sicurezza, oltre ai consiglieri Delle Macchie (delegato al Bilancio) e Alessandra Proietti.

Si e’ dunque determinata,  nell’acceso dibattito del  consiglio comunale del 7 aprile, ripreso in diretta dall’emittente Teleorte, la fine dell’amministrazione comunale Giuliani, con la prospettiva che nei 6 mesi che separano dalla data delle elezioni comunali di ottobre, il comune venga amministrato da un Commissario di nomina prefettizia.

Il lettore ci permetta un breve cenno ad un precedente commissariamento del comune di Orte, in cui chi scrive e’ stato coinvolto come assessore alla Cultura nel 1993, con Angelo Giuliani assessore all’urbanistica, sindaco Gianfederico Sonaglia, che successe come, da accordi tra DC e PSI,  a Luigi Fraticelli. Eravamo ancora nel sistema di elezione del sindaco da parte del consiglio comunale, non con quello attuale dell’elezione diretta del sindaco da parte degli elettori. Una componente (corrente andreottiana) di maggioranza  dalle DC decise di sfiduciare il sindaco PSI Sonaglia, in contrasto con un provvedimento su cui non c’era accordo con il PSI, con Alessandro Fasciolo capogruppo, era capogruppo per il PDS (Partito Democratico della Sinistra ex PCI)   Antonino De Francesco.

Il  vice  sindaco di allora, Lanfranco Martini assessore ai lavori  Pubblici  e chi scrive, assessore alla cultura e istruzione rimasero in maggioranza con il PSI ed il sindaco Sonaglia. Anche in quel caso la “corrente dissociata” della DC (di cui Giuliani faceva parte) voto’ con il PDS e la giunta DC PSI cadde, aprendo la gestione commissariale del dott. Salvatore Santo, nominato dal prefetto Mario Moscatelli; mancavano tre mesi alle elezioni per il rinnovo del consiglio comunale. Alle elezioni successive svoltesi con il nuovo sistema elettorale di elezione diretta del sindaco, fu eletto Roberto Rossi del PDS.

Questi i fatti del 1993. Torniamo ad oggi.

Il dibattito  cha ha portato alla sfiducia a Giuliani ha posto in evidenza alcune caratteristiche specifiche che provo a riassumere:

  1. e’ quasi fisiologico che il fine mandato sia il periodo in cui le crisi di maggioranza avvengono con più frequenza, determinate spesso da mancanza di collegialità, punti programmatici non cond
    Sindaco Giuliani

    ivisi (come investimenti o nuove realizzazioni: ad esempio il progetto del tempio crematorio presso il cimitero comunale), nuovi posizionamenti di consiglieri che aspirano alla candidatura a sindaco, decisioni verticistiche del sindaco o di alcuni elementi di maggioranza, che cercano nell’ultima parte del mandato di concretizzare realizzazioni come manutenzioni stradali, ulteriori lavori per la realizzazione della variante di collegamento tra parcheggio FF.SS. di Molegnano  ed autostradale interportuale ( ramo iniziale dal parcheggio FF.SS. con una pista ciclo pedonabile) opera per cui e’ stato richiesto l’inserimento nel Recovery Plan, e che la regione Lazio potrebbe caldeggiare come essenziale.  Altri provvedimenti  su cui si e’ lavorato, con il concorso anche di altri enti, sono la prossima realizzazione della fermata dell’Alta Velocità ferroviaria ad Orte, come la gestione dell’emergenza sanitaria del Coronavirus condotta su vari fronti. Da ultimo, la messa in sicurezza del Complesso di San Bernardino, oggetto di atti vandalici e  la gestione dei boati di origine idro-geologica , oltre ad altri provvedimenti minori.

  2. Spicca la mancanza di raccordo con le forze politiche o movimenti da parte dell’amministrazione, come anche da parte delle forze di opposizione. Vizio riscontrabile in molte realtà amministrative. Non si può fare a meno dell’apporto costruttivo dei partiti o movimenti che assicurano o dovrebbero assicurare il collegamento con la base elettorale e in qualche caso, correggere o suggerire strategie agli amministratori. In questo,  dopo le adesioni di alcuni assessori e consiglieri ai partiti durante il mandato, occorre tener presente che i partiti, a livello provinciale, regionale e governativo devono svolgere un ruolo di promozione nei confronti di approvazioni e di finanziamenti che beneficiano progetti dei singoli comuni.
  3. Mi preme sottolineare la vicenda della realizzazione/costruzione della Residenza Sanitaria Assistita, oggi Casa della Salute. Terreno di proprietà del comune, dopo controversia tra ditta esecutrice e regione che costruisce la struttura, il consigliere regionale Panunzi fa inserire in bilancio della Regione una cospicua somma che permetterebbe di ultimare l’incompiuta nei tempi tecnici, tramite una convenzione tra il comune di Orte e la ASL di Viterbo.  In questo caso non i sembra ci sia stata sufficiente sollecitudine sia nella maggioranza che nelle opposizioni a caldeggiare, sollecitare … protestare per la rapida ultimazione della struttura, utile in particolare per anziani e famiglie per risolvere problematiche sanitarie, in linea con il,potenziamento della Sanita territorio di prossimità .
  4. Una ulteriore annotazione: avevamo in sede giornalistica sollecitato la costituzione delle Consulte di partecipazione e consultazione popolare nelle varie materie, previste dallo Statuto Comunale e dal Testo Unico degli Enti Locali, non si e’  dato corso, si e’ votata solo la Commissione del Consiglio Comunale di Giovani.
  5. Altro argomento, la preparazione, la conduzione dello  svolgimento dei consigli comunali. In sede di conferenza dei Capigruppo con il,presidente del,consiglio comunale, d’intesa con giunta e sindaco, devono essere portate alla valutazione del consiglio pratiche complete, la così detta cartella del consiglio comunale. In quella sede va perfezionata la parte documentale degli argomenti sottoposti al consiglio. La collegialità di maggioranza e dell’opposizione vanno assicurate con la piena conoscenza delle problematiche, per dibattiti chiari, alla portata dei cittadini che seguono i consigli, fortunatamente, anche dagli schermi televisivi.

Si apre dunque un semestre di gestione commissariale. Ci auguriamo una presenza assidua del commissario scelto dal prefetto Di Viterbo, dott. Giovanni Bruno , che possa portare a termine quelle pratiche e provvedimenti utili ai cittadini elettori.

Ai partiti e movimenti si richiede concretezza e capacità di elaborare  programmi e scelta di donne e uomini che sappiano responsabilmente assumersi la responsabilità di governare un periodo difficilissimo della nostra  storia locale, nazionale ed internazionale.

Non dobbiamo sprecare il tempo, specie in questa emergenza sanitaria, occorre essere concreti e davvero al servizio disinteressato dei cittadini elettori !