Confagricoltura Viterbo-Rieti: “Non verremo meno ai nostri compiti”

NewTuscia – VITERBO – Seconda Pasqua sotto COVID-19, secondo anno con i nostri agriturismi e florovivaismi alle prese con un fatturato pari a zero. Con il settore vitivinicolo a cui è mancata la componente fondamentale della domanda: quella dei ristoranti, dei bar, degli alberghi e degli agriturismi stessi. Qualche azienda operativa nell’e-commerce non può essere certo la soluzione. Resta il canale della GDO (le catene dei supermercati e reti di negozi), ma troppo spesso si rivela un sistema che sfrutta le piccole realtà come le nostre. Difficoltà anche in altri comparti: olio, allevamenti da carne e latte, la lista è la stessa di un anno fa così come le richieste di aiuti, che di fatto sono stati minimi o addirittura nulli.

Duole dire che si parla moltissimo di agricoltura ma nel concreto le uniche azioni messe in atto nei nostri confronti sono stati divieti, limitazioni e critiche. Nell’epoca in cui si pensa poco e si parla molto, non passa giorno che qualcuno non si senta in dovere di dirci cosa dobbiamo fare ed in che modo. Tolstoj nei suoi diari scriveva che si dovrebbe parlare di agricoltura solo dopo aver toccato la terra con le mani: potrebbe essere il caso di rifletterci su. Riflettere e analizzare una situazione che, anche a livello locale, si sta deteriorando. L’agricoltura, ma in particolare, gli agricoltori sono sotto attacco, è una cosa che ho già denunciato in passato. Si sta inoltre approfondendo la spaccatura presente nel mondo della rappresentanza agricola, frattura sulla quale il mondo politico e istituzionale dovrebbe concentrarsi evitando posizioni distratte o di comodo. Una divisione della rappresentanza che prima era politica e ora risponde a logiche diverse e da valutare con attenzione. Io temo che nel migliore dei casi ne esca ridimensionata la capacità di difendere gli interessi degli agricoltori, o comunque la pura difesa degli stessi in quanto lavoratori.

Già da tempo siamo un bersaglio quotidiano. Ci si scaglia contro un’opinione pubblica male informata o informata solo parzialmente da un sistema che sfrutta gli agricoltori per poi farli  passare da sfruttatori, ci sparano virtualmente addosso amministratori locali forse in buona fede o in cerca di facile visibilità, così come tutte quelle persone che rivestono ruoli istituzionali e che lontani dalla reale conoscenza dei problemi non valutano cosa sia giusto, ma quello che può essere più conveniente.

2021, secondo anno di pandemia e anno in cui l’agricoltura è divenuta terra di conquista per furbi profittatori e faccendieri provenienti persino dall’interno del nostro settore. Nella distrazione dei più, nel venir meno delle proprie responsabilità da parte di tanti, l’agricoltura italiana viene spinta all’indietro pensando di rimediare agli errori degli ultimi decenni tornando a tecniche di cento anni fa: invece di studiare l’auto elettrica o a idrogeno, gli agricoltori dovrebbero ricominciare da quella a pedali. Si continuano a raccontare favole belle ma bugiarde, di eserciti di giovani che muovono verso i campi, di agricolture spontanee e naturali e invece colpevolmente non si vuole guardare in avanti, alla digitalizzazione delle campagne e all’agricoltura di precisione, alla possibilità di energia verde, alle tecniche, sicuramente da approfondire e valutare, del genoma editing, a tutte le infinite applicazioni dell’economia circolare che inevitabilmente deve avere le fondamenta nelle campagne.

A chi porta vantaggio tutto questo? Chi ha interesse a procedere su strade senza uscita? Perché si fa una narrazione del settore primario sconnessa dalla realtà? Nelle tante risposte che potrei dare e che lascio a voi trovare sulla base di quanto scritto finora, una cosa mi sento di dire con sicurezza: da tali dinamiche gli agricoltori ne escono ancora una volta indeboliti e soli. Per tutto ciò credo che ora più che mai, Confagricoltura Viterbo Rieti, la sua struttura e noi dirigenti dovremo essere vigili, accorti e pronti a stare vicino ai soci agricoltori e a difenderli soprattutto nella loro dignità di lavoratori e imprenditori in questo periodo di gravi e storiche difficoltà; saremo allo stesso tempo pronti a confrontarci ed a collaborare con tutti coloro che vorranno ragionare insieme a noi per comprendere la nostra agricoltura.

 

Remo Parenti Presidente Confagricoltura Viterbo-Rieti