Il Rotary Club Viterbo e il Club Passport Italia District 2080 organizzano la Conviviale diffusa con il Centro di Solidarietà San Crispino

di Stefano Stefanini

NewTuscia – VITERBO – Il 23 febbraio tutti i Club del Rotary International, diffusi capillarmente nel mondo,  festeggiano la giornata del 116 anno di fondazione promossa  da  Paul Harris a Chicago nel 1905,  con eventi di servizio e di presenza solidale nei rispettivi territori ove sono impegnati ad operare.

La “Conviviale diffusa” promossa dal Governatore del Distretto 2080 Roma, Lazio e Sardegna,  Giovan Battista Mollicone,  in occasione del Rotary Day del 23 febbraio prossimo intende realizzare alcuni precisi obiettivi di fondo: offrire un pasto diverso dal solito agli ospiti di un’associazione o di un ente e, contemporaneamente, dare un seppur piccolo supporto alla categoria della Ristorazione, in questo periodo di pandemia particolarmente ridimensionato e messo a dura prova.

Simona Tartaglia presidente del Rotary Club Viterbo

Il Rotary Club di Viterbo, presieduto da Simona Capitani e il Rotary Club Passport Distretto 2080, presieduto da Gian Paolo Cipicchia, con la collaborazione operativa di Massimo Bordignon, hanno individuato il Centro di Solidarietà Ce. I.S. San Crispino di Viterbo, diretto da don Alberto Canuzzi,  la struttura a cui donare 60 pasti che saranno preparati da un ristoratore tipico locale e consegnati il 23 febbraio.

In un comunicato la presidente del Rotary Club Viterbo Simona Capitàni ha comunicato “che la nostra conviviale diffusa, organizzata in occasione del Rotary Day, potrà contare anche sulla collaborazione del Club Passport Italia, che ringrazio,  trasformandosi così in un importante evento interclub.

Abbiamo raggiunto un altro importante risultato ed approfitto per  ringraziare tutti gli amici soci che si sono fatti personalmente carico, oltre che delle proprie, anche di una o più delle quote per i pasti che saranno consegnati al CEIS.”

Don  Alberto Canuzzi, fondatore e presidente dal Centro di Solidarietà “Ce.I.S. S. Crispino  di Viterbo opera con tanti collaboratori da 39 anni  nell’ Ente Ausiliario della Regione, promosso dalla Diocesi di Viterbo  per affrontare il problema delle dipendenze e della prevenzione dal disagio.

Foto di gruppo del Rotary Club Passport Distretto 2080

La filosofia del CeIS.  che ha sede  alla Quercia  di Viterbo,  trova la sua origine nel rispetto dei principi cristiani, fondati sul pieno rispetto della dimensione umana, pone la persona al centro dell’attenzione: la persona con tutte le sue problematiche, bisogni, paure e preoccupazioni, con le sue potenzialità e risorse, considerando la famiglia come valore aggiunto e fondamentale. E’ la filosofia di “ Progetto Uomo “ della FICT ( Federazione Italiana delle Comunità terapeutiche) a cui il CeIS S. Crispino si ispira e di cui fa parte.

Lo scopo dell’Associazione è quello di offrire un aiuto alle persone in stato di disagio psichico, fisico, morale, sociale: tossicodipendenti, alcolisti, soggetti con svantaggi in genere: in particolare la promozione dell’uomo come finalità, specialmente del giovane in particolare difficoltà, per il recupero della propria dignità, libertà, pace interiore ed il suo reinserimento sociale, l’assistenza morale come mezzo, la solidarietà come sostegno, da suscitarsi a tal fine tra cittadini enti pubblici e privati, soprattutto tra i giovani e le famiglie.

La Comunità è il luogo ove prosegue l’iter terapeutico – educativo e ove vengono fatte le proposte valoriali. Obiettivo primario della crescita iniziata in accoglienza è il cambiamento del giovane attraverso un intervento educativo rivolto soprattutto a risolvere il fenomeno della dipendenza. L’attività dell’introspezione e gli incontri tematici, il lavoro le attività culturali, creano un ambiente in cui le persone hanno l’opportunità di interagire, ascoltare, apprendere, progettare, evolversi e crescere nel modo che meglio riflette le loro capacità.

Con il progetto “ Una mano amica” si rinnova l’impegno del Ceis a sostegno delle problematiche giovanili. Uno strumento di ascolto e di supporto per giovani e famiglie, in grado di dare attenzione e accoglienza non solo a chi presenta disagi, ad adolescenti, giovani adulti e famiglie, ma anche  dare attenzione alla promozione sociale.