Intensa attività di manutenzione ad Orte

di Stefano Stefanini

NewTuscia – ORTE –  Stiamo assistendo da qualche settimana ad una intensa serie  di lavori di arredo urbano, di rifacimento di marciapiedi, da ultimo quelli di via Aldo Moro, ad Orte Scalo, alla ripresa degli interventi per la realizzazione di un primo ramo di svincolo della strada di scorrimento che dovrebbe oltrepassare il Tevere e collegare la stazione ferroviaria ed il suo parcheggio in località Molegnano all’area autostradale ed interportuale.

L’amministrazione  comunale sta inoltre conducendo varie manutenzioni- con tanto di immancabili selfie con le maestranze che eseguono i lavori –  e ripulitura dalle sterpaglie della Rupe del Centro storico, delle  strade rurali e dei sentieri l.

Non c’e dubbio che tutto ciò faccia piacere ai cittadini, tuttavia alcune riflessioni sorgono sulla tempistica realizzativa di queste manutenzioni,  tra l’altro precedute nel corso degli anni da altri interventi all’illuminazione pubblica, ad alcuni tratti della pavimentazione del centro storico ed altri interventi minori.

Ovviamente ogni amministrazione, in prossimità della scadenza del mandato, tende a concretizzare tanti più interventi per fornire agli elettori che andranno al voto ( Orte con altri venti comuni della Tuscia)  quest’anno,  forse all’inizio della prossima estate,  un paese migliore, con una migliore e più diffusa qualità della vita.

Non dimentichiamo che in alcuni quartieri, a Petignano, Orte Scalo si rischia una vera e propria  desertificazione delle attività di socializzazione, dell’aggressione specie giovanile, della cultura, sia delle attività commerciali, per la mancanza di  strutture e di spazi di socializzazione e di esercizi commerciali di vicinato, ad esempio per l’acquisto di alcuni generi i cittadini sono costretti all’uso necessario della macchina, con le conseguenti problematiche di parcheggio e  inquinamento.

Per non citare lo stato di abbandono e fatiscenza di strutture private, non dipendenti dell’amministrazione comunale, ma grandi contenitori di spazi: il complesso di San Bernardino, l’ex Albergo Calidori presso il piazzale della stazione ferroviaria, l’ex Lavatoio, recentemente demolito per cui si dovrà individuare una idonea destinazione speriamo ad uso pubblico.

In prospettiva, quando tra qualche anno sarà ultimata la Casa sella Salute in località Petignano,  anche il complesso degli Ospedali Riuniti nel centro storico dovrà avere una destinazione idonea,  destinazione che non ha ancora trovato, dopo,decenni di lavori ed abbandono il Palazzo Novelli.

Ovviamente crediamo che l’amministrazione abbia fatto tutto il possibile, ma ci si rende facilmente conto come  si debba condurre un cambio di passo. Come?

In primo  luogo instaurando un nuovo rapporto di collaborazione tra comune, regione e privati per valorizzare la vocazione intermodale e logistica di Orte.

Probabilmente una o più opere cantierabili con i Fondi del Recovery Plan e del Piano di Ripresa e Resilienza potranno servire la viabilità della città, come la strada di scorrimento parcheggio FFSS, attraversando il Tevere e collegandosi con l’area autostradale e interportuale, con una pista ciclo pedonabile a servizio dei cittadini.

Gli stessi lavori per la riattivazione della linea ferroviaria storica Civitavecchia-Capranica Orte-Ancona, potranno aprire dei cantieri per dare lavoro a centinaia di lavoratori per diversi anni,  come pure utile appare un attento Piano di manutenzione edilizia del patrimonio edificatorio esistente, compresi i  beni culturali come i Musei cittadini, le aree archeologiche ed i cammini e sentieri già individuati, possibilmente con il coinvolgimento degli istituti superiori locali e l’Universita’ della Tuscia.

Questi sono delle riflessioni che ci auguriamo il prossimo dibattito elettorale approfondirà al di la’ dei tatticismi e delle promesse elettorali che inevitabilmente cercheranno di coinvolgere i cittadini elettori.

Il governo del Presidente Mario Draghi con la sua ampia maggioranza istituzionale, mostra quanto sia urgente  una concretezza ed una capacità di risoluzione delle problematiche amministrative, oltre che socio sanitarie,  partendo dai nostri comuni.