Il lavoro e gli  investimenti al centro delle richieste delle categorie produttive per il programma del governo Draghi

NewTuscia – Ogni categoria ha indicato esigenze in vista del nuovo governo. Dallo stop ai licenziamenti agli investimenti, dalle misure di sostegno alla liquidità delle imprese a nuovi ristori. Nella giornata di consultazioni del premier incaricato Mario Draghi con le parti sociali – come riferito in sintesi dall’Agenzia ANSA – è emersa in maniera trasversale la disponibilità di sindacati, imprese e organizzazioni di categoria a partecipare attivamente e positivamente al rilancio del paese, puntando su riforme strutturali e investimenti.

Ma sono arrivate da ciascuno richieste ed esigenze, delle quali Draghi ha preso appunti per l’elaborazione del programma di governo  da sottoporre  alle Camere per il voto di fiducia, dopo aver varato la quadra dei ministri che hanno giurato oggi al Quirinale, nelle mani del Capo dello Stato, Sergio Mattarella.

CONFINDUSTRIA PROMUOVE ALLEANZA SU INVESTIMENTI: La Confindustria guidata da Carlo Bonomi ha dato un “convinto sostegno all’azione che dovrà intraprendere” il premier incaricato Mario Draghi, sottolineando la “necessità di una grande alleanza pubblico-privato per moltiplicare gli investimenti e concentrarli laddove più servono alla ripresa del Paese”, perchè “c’è davvero molto da fare, e bisogna farlo presto e bene”. Confapi ha sottolineato la necessità di “coniugare lo sviluppo economico alla salute” e investire nelle “risorse umane e nella conoscenze”.

 BANCHE E ASSICURAZIONI, NON INTERROMPERE MISURE: Da Abi e Ania arriva la disponibilità per dare sostegno a imprese, cittadini e sistema Italia. Per l’Abi è importante che le misure varate “non vengano interrotte anzitempo” e “che vengano ridotte gradualmente senza immediatezza, senza integralismi e automatismi”. Gli assicuratori invitano a “una partnership pubblico-privata”, puntando anche su “investimenti a lungo termine”.

SINDACATI, PROROGA BLOCCO LICENZIAMENTI E CASSA COVID: La richiesta unitaria che arriva dai sindacati Cgil, Cisl e Uil al premier incaricato è di confermare “la proroga del blocco dei licenziamenti e della cassa Covid”. Non per sempre spiegano, “non deve essere sine die, ma ci vogliono i tempi giusti per riformare gli ammortizzatori sociali e far decollare finalmente le politiche attive”. Sulla scuola chiedono di “investire e fare le stabilizzazioni”. I sindacati hanno apprezzato l’ascolto di Draghi e hanno rilanciato la “necessità di una nuova politica industriale”, in particolare su temi come “quelli della transizione energetica e della sostenibilità ambientale” e di “un rilancio serio del lavoro”. A queste richieste Ugl ha aggiunto la richiesta di “una riforma rapida della giustizia civile, per dare certezza a tutti gli operatori del settore”.

 UNIONCAMERE, NUOVO MODELLO PER SOSTEGNO IMPRESE: Unioncamere ha proposto al premier incaricato l’istituzione di uno strumento in grado di ascoltare esigenze e bisogni delle piccole imprese e di affiancarle ed accompagnarle nella ricerca delle competitività sul modello dell’americana “Small Business Administration”, soprattutto sui temi di sostenibilità e digitalizzazione, a cui sarà destinato gran parte del Recovery.

 AGROALIMENTARE, VOLANO PER PAESE: Il premier incaricato ha spiegato alle associazioni della categoria che “intende puntare sull’agroalimentare quale volano per la crescita e lo sviluppo del Paese, privilegiando contributi mirati invece che sussidi a pioggia e dando una sensibile accelerata al lavoro sulle infrastrutture, vera e propria chiave di volta per accrescere la competitività delle imprese”. I rappresentanti hanno ricordato come sia importante “difendere la sovranità alimentare, ridurre la dipendenza dall’estero per l’approvvigionamento e creare 1 milione di posti di lavoro green entro i prossimi 10 anni con una decisa svolta dell’agricoltura verso la rivoluzione verde”.

 IL COMMERCIO, APPELLO A FARE PRESTO: Per le associazioni del commercio e dei servizi arriva l’appello per il premier incaricato a fare presto con il piano vaccini, i ristori, e le riforme. Draghi è stato “attento” e loro si aspettano “un cambio di passo”. Per Confcommercio “servono ancora ristori tempestivi ed adeguati alle effettive perdite di fatturato e proroga ampia della cassa covid”. Confesercenti pone l’accento “sulla ripartenza”, sulla necessità di “cogliere questa sfida”, anche con “un piano pluriennale per turismo e città d’arte”, e con “un’Iva che sia uguale agli altri Paesi nostri competitor”.

GLI ARTIGIANI, AVANTI CON RIFORME: Gli artigiani in “maniera unanime” chiedono di andare avanti con le “grandi riforme che dobbiamo fare dalla Pubblica amministrazione a quella fiscale, a quella della giustizia: è l’occasione per poterle fare, altrimenti non le faremo mai più”. Infrastrutture materiali e immateriali, la transizione al green, il superbonus e la richiesta di portarlo almeno fino al 2023, la transizione 4.0, sono tra le tematiche segnalate dagli artigiani che chiedono ancora ristori, ma soprattutto di puntare agli “investimenti”.

DALLE COOPERATIVE RIFORME ESSENZIALI PER MODERNIZZARE PAESE “L’avvio di riforme essenziali per una modernizzazione del Paese”, dal Fisco a P.a., Giustizia, lavoro, pensioni e “l’adozione di una logica di collaborazione tra pubblico e privato, in particolare privato sociale” sono per l’Alleanza delle Cooperative “le precondizioni per garantire il successo del piano di ripresa”.

AMBIENTALISTI, BENE MINISTERO TRANSIZIONE ECOLOGICA: Un ministero della transizione ecologica come ottica di sguardo di prospettiva farà parte del prossimo governo come ha rivelato il premier incaricato Draghi alle associazioni ambientaliste. Soddisfatte per la “centralità” che avrà la trasformazione verde che “dovrebbe ispirare ed essere trasversale alle altre politiche”.

Il Piano di Rilancio del Governo è costruito intorno a tre linee strategiche: Modernizzazione del Paese; Transizione ecologica; Inclusione sociale e territoriale, parità di genere.

Il Piano Nazionale di Rilancio e Resilienza dovrà essere declinato in  programma zio e seria e puntuale degli interventi.

Modernizzare il Paese significa, anzitutto, disporre di una Pubblica Amministrazione efficiente, digitalizzata, ben organizzata e sburocratizzata, veramente al servizio del cittadino.Modernizzare il Paese significa, inoltre, creare un ambiente favorevole allinnovazione, promuovere la ricerca e utilizzare al meglio le tecnologie disponibili per incrementare la produttività delleconomia e la qualità della vita quotidiana. Modernizzare seguendo tale percorso è inoltre presupposto per la realizzazione della transizione ecologica, che consideriamo il secondo pilastro del Piano di rilancio.

La transizione ecologica dovrà essere la base del nuovo modello di sviluppo su scala globale. Per avviarla sarà necessario intervenire sia sul lato della domanda sia sul lato dellofferta.

In primo luogo, occorre ridurre drasticamente le emissioni di gas clima-alteranti in linea con gli obiettivi del Green Deal europeo. In secondo luogo sarà necessario migliorare lefficienza energetica delle filiere produttive, degli insediamenti civili e degli edifici pubblici e la qualità dellaria nei centri urbani e delle acque interne e marine.

Nellambito delle politiche di transizione ecologica, si ritiene prioritario incentivare una gestione efficace delle aree verdi, attraverso corposi interventi di rimboschimento e una maggiore diffusione delle stesse sul territorio urbano e periurbano.

La riconversione ecologica può e deve rappresentare anche un terreno di nuova competitività per molta parte del nostro sistema produttivo,anche attraverso investimenti nellagricoltura sostenibile e di precisione, a partire dal Mezzogiorno, permettendo di conseguire una maggiore armonia con la natura, pur nel contesto di una società a forte vocazione industriale. Gioca un ruolo strategico, a tal fine, anche il sistema agricolo e forestale che, tramite il presidio e la gestione sostenibile della maggiore parte del territorio nazionale, è in grado di assorbire una significativa quota delle emissioni di gas climalteranti del sistema Paese, come evidenziato dallo European Green Deal.

Per quanto attiene al lato dellofferta, lItalia deve diventare produttrice di beni e servizi coerenti con la transizione ecologica, quali – ad esempio – la produzione di materiali ecocompatibili, la fornitura di tecnologie per la gestione dei rifiuti urbani e industriali, la conversione allelettrico del settore automobilistico.

Si dovrà inoltre investire nella bellezza” dellItalia quel capillare intreccio di storia, arte, cultura e paesaggio, che costituisce il tessuto connettivo del Paese.

A tal fine è necessario rafforzare la tutela dellimmenso patrimonio artistico, culturale e naturale e, nello stesso tempo, promuoverne la fruizione, consolidandone le potenzialità e la capacità di attrazione di flussi turistici.

Inclusione sociale e territoriale vuol dire ridurre le diseguaglianze, la povertà e i divari, che impediscono a tutti i cittadini di partecipare pienamente alla vita economica, sociale e culturale e di godere di un tenore di vita e di un benessere considerati accettabili.

 A tal fine, è necessario garantire un livello più uniforme di accesso allistruzione e alla cultura, con particolare riferimento alla conoscenza degli strumenti digitali.

Favorire linclusione presuppone il miglioramento della qualità della vita nei centri urbani e nelle aree periferiche, la riduzione dei gap infrastrutturale, di quello occupazionale, nonché nellaccesso ai servizi e beni pubblici, soprattutto fra Nord e Sud.

Migliorare linclusione richiede, infine, il rafforzamento del sistema sanitario, duramente colpito dalla pandemia, per tutelare la salute di tutti.

 La realizzazione della parità di genere richiede di intervenire sulle molteplici dimensioni della discriminazione in essere nei confronti delle donne, che riguardano, prioritariamente, la partecipazione al mondo del lavoro, la retribuzione e la qualità del lavoro, laccesso alle risorse finanziarie, le disuguaglianze tra donne e uomini nell’allocazione del tempo dedicato al lavoro di cura, al lavoro domestico e alle attività sociali, l’uguaglianza di genere nellaccesso alle posizioni decisionali a livello politico, economico e sociale.

Per realizzare le linee strategiche, il Piano di Rilancio individua nove direttrici di intervento:

1) Un Paese completamente digitale

2) Un Paese con infrastrutture sicure ed efficienti

3) Un Paese più verde e sostenibile

4) Un tessuto economico più competitivo e resiliente

5) Un piano integrato di sostegno alle filiere produttive

6) Una Pubblica Amministrazione al servizio dei cittadini e delle imprese

7) Maggiori investimenti in istruzione, formazione e ricerca

8) UnItalia più equa e inclusiva, a livello sociale, territoriale e di genere

9) Un ordinamento giuridico più moderno ed efficiente

Il PNRR si inquadra in questa più generale strategia del Governo e fa leva sulle risorse messe a disposizione dalla UE per contribuire alla ripresa economica del Paese. Gli investimenti e le riforme previste dal PNRR – come detto sopra – da un lato sono coerenti con la strategia di rilancio del Governo, dallaltro contribuiscono a perseguire gli obiettivi economici e sociali concordati in sede europea e a rispondere alle Raccomandazioni specifiche rivolte al nostro Paese

 

Stefano Stefanini