Giornata dei Ricordo. Ripartire dalla visita dei presidenti Mattarella e Pahor del luglio 2020 a Basovizza

Stefano Stefanini

NewTuscia – Oggi in molte nostre cittadine e istituti scolastici verrà commemorata la Giornata del Ricordo dei Martiri delle Foibe.

Credo che per valutare  adeguatamente i significati più autentici della Giornata del Ricordo 2021, vada ricordata e ripercorsa la storica visita del Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella e del suo omologo sloveno Borut Pahor il 13 luglio 2020 presso i luoghi delle foibe ed in particolare a  Basovizza, nei pressi di Trieste .

 In occasione della visita dei due Pr esidenti era  stato predisposto un grande dispositivo di sicurezza, con 300 persone giunte anche da fuori città, con reparti specializzati. La visita è stata breve – dalle 11 alle 16 del 13 luglio 2020 – ma intensa, con tappe cariche di significati fortemente orientati alla riconciliazione tra i due Paesi.

Dopo lo scambio di saluti a Villa Opicina, per la prima volta il più alto rappresentante di una nazione nata dalla disgregazione della ex Jugoslavia ha reso  omaggio alle vittime italiane delle foibe.

Successivamente i presidenti Mattarella e Pahor hanno depositato una corona, con i nastri dei suoi Stati, al cippo di Basovizza, inaugurato nel settembre 1945 per ricordare quattro giovani antifascisti della minoranza slava condannati dal Tribunale speciale e fucilati nel 1930.

È stato poi sottoscritto un protocollo per il passaggio della proprietà del Narodni Dom a una fondazione costituita dalle associazioni che rappresentano la minoranza di lingua slovena.

Allo scrittore sloveno, naturalizzato italiano, Boris Pahor, sono state  conferite onorificenze dal Capo dello Stato Mattarella e dal presidente Pahor. La giornata si e’ poi conclusa  con l’incontro, nella sede della Regione, fra Mattarella e i rappresentanti delle associazioni esuli.

I due presidenti davanti alla lapide dei quattro sloveni fucilati – Foto Reuters

Un nostro commento. Dalle commemorazioni che ormai da anni si stanno opportunamente svolgendo, assistiamo ad una riscoperta di memoria storica e di ricordo di eventi luttuosi di massa e di crimini contro l’umanità come il Giorno del Ricordo delle Foibe del 10 febbraio e come l’Olocausto del popolo ebraico che viene commemorato ogni 27 gennaio.

Queste due date secondo noi devono finalmente unire le diverse anime ideali e politiche, per far sentire i Cittadini italiani e le nazioni coinvolte negli incommensurabili orrori etnici, davvero uniti sotto un’unica Bandiera, pur nelle diverse espressioni ideali e sottolineo ideali e non di “portatori di interessi di parte”.

Per ricordare i 20mila martiri delle foibe, vittime del genocidio messo in atto dai partigiani di Tito, dal 2004 è stato istituito in Italia il Giorno del Ricordo delle Foibe.

Ripercorrere le varie Storie di Guerra per la Pace” un modo per rappacificare ed unire tutti gli Italiani e i popoli ieri nemici e oggi alleati per una Pace presupposto di Prosperità e Sviluppo collaborativo.

Ripercorrere – lo sottolineiamo tutti insieme, le forze politiche di varia tendenza, i Cittadini e il Popolo italiano nel suo insieme e in modo speciale i giovani alunni dei nostri Istituti Scolastici –  le varie Storie di Guerra per la Pace”, dove gli ex combattenti e gli ormai pochissimi sopravvissuti agli eccidi di massa hanno modo di raccontare le loro storie di guerra e di violenza vissuta, per fare in modo che tutto questo non debba più accadere.

Purtroppo nel mondo, e spesso nelle nostre città a pochi passi da noi, si registrano ancora oggi atti di razzismo o di intolleranza verso qualche individuo, su persone che mostrano soltanto diversità culturali, ideali, religiose, razziali, secondo la definizione che appare nella Costituzione Repubblicana Italiana o addirittura fisiche.

Tutti, ospitati e ospitanti, devono concorrere ad un reciproco rispetto” nella legalità, nel lavoro, in condizioni umane e non nel degrado.

Per questo sono lodevoli e vanno incrementate le iniziative che coinvolgono cittadini studenti e insegnanti di tutte le scuole d’Italia per riconsiderare un messaggio importante che tutti i cittadini  dovranno accogliere:  il richiamo alla vita e al percorso delle vittime innocenti di Genocidi  perpetrati nel  nome delle “ideologie razziste “deve  essere adeguatamente considerato e ricordato in quanto rappresenta  l’occasione privilegiata per fa sentire i nostri ragazzi “cittadini giusti” contro ogni forma di discriminazione, nel rispetto reciproco tra individui e dei diritti e doveri sanciti dalla Costituzione Repubblicana.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Foto www.quirinale.it

Dagli archivi giornalistici abbiamo riscontrato che il 6 novembre 1997 quando a Viterbo si parlò per la prima volta delle Foibe, con un convegno organizzato dal” Circolo Reale della Tuscia” con il patrocinio del Comune d Viterbo.

“Si parlò di Foibe non più come delle cavità carsiche, ma di Foibe come le tombe di tanti Italiani in cui le orde titine comuniste gettarono i nostri Connazionali colpevoli solamente di essere Italiani.”

Il dramma continuò con lo spostamento degli esuli Italiani nel suolo italiano che, dopo aver abbandonato con molte peripezie le terre italiane della ex Jugoslavia, si videro sbeffeggiati e internati da un governo accondiscendente verso i cosiddetti alleati comunisti.

Sono passati da quel convegno solamente venti anni e la Città di Viterbo, come altri comuni della Tuscia, in particolare va citato Vasanello, hanno sempre tenuto vivo il ricordo di quei tragici avvenimenti con cerimonie, convegni, mostre e a Viterbo lintitolazione di una piazza con un cippo commemorativo dedicato a Carlo Celestini.

Personalmente vorrei ricordare Rodolfo Busich, ferroviere e testimone dell’esodo dalmata, che ad Orte ha costruito felicemente la sua famiglia.

Dal 2004 lo Stato Italiano ha finalmente riconosciuto l’immane tragedia delle Foibe, istituendo la Giornata del 10 febbraio quale “giorno del ricordo” in onore di tutte le vittime delle Foibe.

Concludiamo con una proposta: che ogni comune della Tuscia celebri sia il Giorno del Ricordo delle Foibe del 10 febbraio, come l’Olocausto del popolo ebraico che viene commemorato ogni 27 gennaio. In particolare proponiamo di preparare adeguatamente le ricorrenze del 25 aprile, del 2 giugno e del 4 novembre come Giornate di celebrazione, di apprendimento e di riflessione collettiva di radici storiche su cui costruire il presente ed il futuro, che guardino ad una Prospettiva di Pace, di Dialogo di Collaborazione socio economica tra i Popoli, in particolare in questo periodo di “lotta” internazionale contro la pandemia Covid e di Ripartenza socio economica, culturale ed “ecologica integ

Gaetano Alaimo

Giornalista iscritto all'Albo dal 2002. Ha collaborato al Messaggero di Viterbo per 4 anni. Ha diretto prima Ontuscia.it e dal 2008 dirige NewTuscia.it. A Tele Lazio Nord conduce "Luce Nuova sui fatti", trasmissione settimanale di approfondimento tematico in onda il giovedì alle 21