Cantiere di rigenerazione “ex Proinfantia” e sequestro: Legambiente Terracina presso la commissione X – Urbanistica

NewTuscia – TERRACINA – Riceviamo e pubblichiamo.

Alla luce di quanto successo per il cantiere “Ex Proinfantia”, cantiere che resta sequestrato dalla Procura di Latina, con conferma e validazione del GIP e conferma del Tribunale del Riesame, per un totale di 13.000 metri cubi e una area residenziale di ristrutturazione di 6563 mq, del valore complessivo di circa 40 milioni di euro, in zona ad elevato pregio e entro i 150 metri dalla battigia, per il quale Legambiente ha già dichiarato che si costituira’ parte civile in un eventuale procedimento giudiziario, e in previsione di altri cantieri di cosiddetta “rigenerazione” avviati o presumibilmente in fase di avvio su altrettante aree molto pregiate del territorio terracinese, come ad esempio quello fronte mare della prestigiosa “Ex Villa Adrover”, Legambiente Terracina aveva chiesto una audizione urgente in Regione Lazio, presso la Commissione X Urbanistica.

Oltre al Circolo Legambiente, alla audizione dello scorso 4 febbraio hanno partecipato il Consigliere Marco Cacciatore, Presidente della COMMISSIONE X – URBANISTICA  DELLA REGIONE LAZIO, i Consiglieri Regionali Gaia Pernarella, Enrico Forte, Fabrizio Ghera, Laura Cartaginese, il Direttore della DIREZIONE REGIONALE PER LE POLITICHE ABITATIVE E LA PIANIFICAZIONE TERRITORIALE, PAESISTICA E URBANISTICA Manuela Manetti, il Vicesindaco e Assessore Urbanistica del Comune di Terracina Pierpaolo Marcuzzi.

Durante l’audizione il Circolo ha posto una serie di motivate questioni in merito al recepimento della Legge regionale n.7 sulla Rigenerazione Urbana e la sua applicazione anche nel caso del cantiere “Ex-Proinfantia”  e in particolare:

1) se siano state effettivamente condivise ed approvate dalla competente direzione regionale le delibere del Comune di Terracina di attuazione della Legge Regionale 18 luglio 2017 n.7 (c.d. Rigenerazione Urbana) ed in particolare: la n. 152 del 28 dicembre 2017, le n. 52-53-54 del 16 luglio 2018, la 111 del 28 dicembre 2018, le n.38-39 del 25.06.2019;

2) se sia legittima l’estensione a tutta la vigente strumentazione urbanistica Comunale (PRG e varianti al PRG, PPE, etc) dell’applicazione di quanto previsto dagli articoli 3, 4 5, e 6 della LR 7/2017 senza la individuazione di ambiti territoriali specifici in cui applicare le diverse tipologie di intervento previste dalla Legge;

3) perché si è proceduto da parte del Comune di Terracina in questi anni a normare ed approvare esclusivamente per l’attuazione degli interventi singoli di cui all’art 4, 5 e 6 della legge mentre davvero nulla si è fatto in tema di Programmi di Rigenerazione Urbana (di cui all’art.2) e di Ambiti territoriali di riqualificazione e recupero edilizio (di cui all’art.3) della stessa legge ad eccezione di un Avviso Pubblico che è stato pubblicato in data 12 giugno 2018, di cui non conosciamo gli esiti,  e nonostante siano proprio gli Art. 2  e 3 ad incarnare i veri elementi innovativi della legge stessa;

4) se siano state assoggettate a VAS (Valutazione Ambientale Strategica) le Varianti alle Norme Tecniche di Attuazione della vigente strumentazione urbanistica del Comune di Terracina (PRG e varianti al PRG, PPE, etc) predisposte al fine di recepire le disposizioni previste dalla LR 7/2017 ed attuate con le delibere N. 52-53-54 del 16 Luglio 2018 e N. 38-39 del 25 Giugno 2019.

Ma soprattutto abbiamo richiesto un motivato parere di legittimita’ della applicazione dell’art. 2 comma 3 del Regolamento sulla Monetizzazione degli Standard Urbanistici del Comune di Terracina che come da Regolamento approvato con Delibera n. 152 del 28 dicembre 2017  consente previa Deliberazione di Giunta Comunale su proposta del Dirigente competente di monetizzare, nel caso di comprovata impossibilità di reperire gli standard, qualunque superficie di standard, andando oltre i 1000 mq previsti all’articolo 8 comma 1 dalla legge 7/2017, ribaditi peraltro nella circolare esplicativa della legge di cui alla Deliberazione 19 dicembre 2017, n. 867 pubblicata sul BURL n.2 della Regione Lazio del 4.1.2018.

Nonchè un parere della Direzione competente sul fatto che non venga motivata la comprovata impossibilità di cedere gli standard urbanistici e quindi si permetta di monetizzare 2916 mq su un lotto di 9470 mq  nel caso della Ex Pro Infantia (il 30% del lotto) e 2.969 mq su una superficie complessiva del lotto di 4985 mq (addirittura il 60% della superficie dell’intero lotto) nel caso, ad esempio, della Ex Corafa.

Purtroppo a tali nostre ben circostanziate domande, che poi sono state anche formalizzate e inviate via PEC alla Commissione Regionale, non sono arrivate durante l’audizione risposte certe da parte della Regione Lazio (e comunque attendiamo un riscontro alla nostra successiva nota inviata via PEC), mentre è emerso con chiarezza che le dichiarate interlocuzioni tra il Comune e la Regione in merito a delibere e regolamenti comunali “concordati” non ci sono state, anzi il Comune di Terracina sembrerebbe non aver mai richiesto incontri ufficiali, come puntualmente riportato in un recente comunicato dalla Consigliera Gaia Pernarella. La Regione poi, affermando di non conoscere nel dettaglio la questione del sequestro del cantiere di rigenerazione della “ex-proinfantia”, non ci ha chiarito nel merito la correttezza del recepimento della legge regionale n.7 da parte del Comune di Terracina, avendo comunque titolo a verificare la correttezza e soprattutto la conformita’ alla legge, invitandoci ad un successivo accesso agli atti relativamente alla nota regionale prot. n. 477424 del 21.06.2019, nota comunque arrivata oltre il termine previsto dall’art. 1 comma 3 della LR 36/1987 e quindi recepita dal Comune di Terracina “SOLO IN PARTE” (ma non è dato sapere esattamente quale parte!). Comunque chiedendo alla Regione una rivalutazione dell’iter di attuazione delle Legge Regionale n.7, ribadiamo le nostre motivate perplessita’ sul  quadro relativo al recepimento della legge regionale 7/2017 sulla Rigenerazione Urbana da parte del Comune di Terracina, e visto i potenziali devastanti effetti che si stanno cominciando a dispiegare sul nostro già martoriato territorio, siamo noi a chiedere alla Amministrazione Comunale con immediatezza una rivalutazione dell’interesse pubblico in gioco, pur nell’ambito dell’ esercizio del proprio potere discrezionale, e conseguentemente siamo a chiedere il ritiro e l’annullamento in autotutela in base all’articolo 21 della Legge 241 1990 di tutte le delibere relative alla Rigenerazione Urbana approvate dal Comune di Terracina, ed in particolare la n. 152 del 28 dicembre 2017, la N. 52-53-54 del 16 Luglio 2018, la 111 del 28 dicembre 2018,  la N. 38 e 39 del 25 Giugno del 2019 e di tutti gli atti conseguenti inclusi i permessi a costruire rilasciati in base alle medesime delibere, riservandoci di approfondire tutti gli aspetti legali della vicenda, con la contestuale richiesta di istituire, prima di dare luogo ai nuovi  “Stati Generali dell’Urbanistica” terracinese, un tavolo tecnico ufficiale per interagire in modo formale con la Regione Lazio e i suoi Uffici al fine di addivenire ad una interpretazione conforme e condivisa della Legge n.7 sulla Rigenerazione Urbana che tuteli e valorizzi il nostro territorio invece di esporlo ad eventuali rischi di speculazione edilizia”. dichiara Anna Giannetti, Presidente del Circolo Legambiente “Pisco Montano” e Consigliere Nazionale di Legambiente.

Legambiente è la più grande organizzazione ambientalista italiana con oltre 115.000 tra soci e sostenitori, 1.000 gruppi locali, 30.000 classi che partecipano a programmi di educazione ambientale, più di 3.000 giovani che ogni anno partecipano ai nostri campi di volontariato, oltre 60 aree naturali gestite direttamente o in collaborazione con altre realtà locali. Grazie ai suoi 1.000 circoli è l’associazione ambientalista più diffusa in Italia col privilegio di essere presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale, lì dove i fatti avvengono e le persone operano, mettendo in pratica valori e ideali. Tratto distintivo dell’associazione è l’ambientalismo scientifico, ovvero la scelta di fondare ogni progetto in difesa dell’ambiente su una solida base di dati scientifici, uno strumento con cui è possibile indicare percorsi alternativi concreti e realizzabili.