Covid Casa Riposo Corchiano, Fratini risponde alla Cooperativa Samidad

NewTuscia – CORCHIANO – Non trovo assolutamente corretta l’intenzione della Cooperativa Samidad che gestisce la Casa di Riposo di Corchiano di far passare come ‘visionari’ il sottoscritto e gli altri parenti degli ospiti della struttura per anziani.
Essendo un cittadino corchianese non ho a cuore solo le sorti di mia nonna ma l’efficienza di un servizio di proprietà del Comune di Corchiano.
Le risposte che ha fornito il presidente della Cooperatica attraverso il sito newtuscia.it non sono in linea con i punti sottolineati dal sottoscritto nel precedente intervento, segnale chiaro di difficoltà e di volersi arrampicare sugli specchi nel giustificare una situazione deficitaria che si protrae da mesi e non per colpa del Covid. Quest’ultimo ha solo accentuato i problemi preesistenti.
Per prima cosa vorremmo rammentare al signor presidente De Lucia che nessuno ha imputato né alla Cooperativa né a chi lavora la colpevolezza del contagio da Covid 19. E di questo ce ne guarderemmo bene sapendo che le festività natalizie avrebbero potuto portare qualche contagio nel personale. Ma una domanda ci viene spontanea: oltre ad un adeguato addestramento all’emergenza, in dotazione alla struttura erano presenti tutti i presidi di protezione individuale di sicurezza visto che nelle settimane successive ai primi contagi sono emerse altre positività sia sugli operatori che sugli ospiti, una delle quali purtroppo oggi è deceduta?
Secondo punto. Sulle relazioni giornaliere con i parenti degli ospiti della casa di Riposo purtroppo quanto riportato alla direzione dalla vostra coordinatrice non corrisponde al vero. Anche altri parenti chiamano nella fascia oraria (che non è dal lunedì alla domenica come da voi riportato ma dal lunedì al sabato dalle 13 alle 14) addirittura dieci volte senza ricevere alcuna risposta.
Inoltre dentro la struttura manca un ingrediente fondamentale: un po’ di buon senso da parte della coordinatrice. Non far entrare un pacchetto di caramelle o un cellulare per i propri cari (facilmente igienizzabili) affermando che potrebbero essere portatore di Covid (più facile che il contagio possa entrare attraverso il personale o con viveri che fanno ingresso quotidiano nella struttura) è un insulto all’intelligenza di chi ha ricevuto tali risposte.
Ed infine chiudiamo con la risposta sull’assunzione di personale rammentato dalla Samidad la quale asserisce come la struttura, lavorando con grande professionalità, sia già in linea e per di più con un livello superiore agli standard della normativa vigente.
Secondo la Deliberazione Giunta Regionale – numero 1305 e s.m.i. del 23/12/2004 “Autorizzazione all’apertura ed al funzionamento delle strutture a ciclo residenziale e semiresidenziale che prestano servizi socio-assistenziali” il personale previsto per una Casa di Riposo prevede:
-“minimo 1 operatore socio-sanitario ogni 6 anziani di giorno se non autosufficienti, altrimenti 1 ogni 20 se autosufficienti”;
-1 educatore professionale ogni 20 anziani (non ci risulta);
-personale addetto ai servizi generali (ci è soliti vedere solo una cuoca);
-minimo 1 assistente sociale con presenza programmata (??) ed 1 responsabile.
Non siamo più entrati ai tempi del Covid ma la domanda è semplice: se nella casa di riposo, su una media di 15-18 ospiti presenti nel corso degli ultimi anni della vostra gestione (forse uno-due anziani riuscivano ad essere completamente autosufficienti) perché nelle ore pomeridiane fino all’arrivo alle 17.30 di una infermiera qualificata c’è solo un’operatrice OSS per tutta la struttura, sviluppata addirittura su tre piani con l’impossibilità di controllare quello che succede al piano terra se si è impegnati nelle stanze dei due piani superiori?
Perché all’interno del proprio sito ufficiale samidad.it la Casa di Riposo di Corchiano viene presentata come “La struttura si avvale di una equipe multidisciplinare che fornisce in maniera continuativa assistenza socio-sanitaria, riabilitativa e di animazione” quando invece da almeno due anni gli anziani presenti non svolgono alcune attività ricreativa e riabilitativa se non quella di stare tutto il giorno davanti ad un televisore? Dove sta la professionalità tanto sbandierata? Anche questo non è vero? Che motivi abbiamo ad inventarci tutto questo?
Credo che tali argomentazioni siano sufficienti per invitarla gentilmente a recarsi dalla propria sede di Lanciano a Corchiano e parlare insieme al sindaco del Comune di Corchiano e tutta la Giunta (magari in un Consiglio pubblico) della situazione inerente la Casa di Riposo di Corchiano la quale, ripetiamo, è una struttura di proprietà del Comune ed un servizio per tutti noi cittadini corchianesi.
Distinti Saluti
Alessio Fratini