Ambra Mattioli e il suo romanzo “Black Star” che cita Orte

di Stefano Stefanini

NewTuscia – ORTE – Ambra Mattioli ha rivisitato recentemente e con grande successo  il mito  di  David Bowie nella trasmissione    THE VOICE SENIOR Condotta  su Rai 1 da Antonella Clerici ed e’ stata ospite del Caffè di Rai 2, ove ha parlato della sua esperienza canora e letteraria.

Ma prima Ambra e’ stata ospite della nostra trasmissione Fatti e Commenti il 6 giugno 2020 – www.Teleorte.it archivio Fatti e commenti – per presentare il suo romanzo “Black Star”, che parte dalla descrizione della guerra e dei bombardamenti del 1943 alla Stazione ferroviaria di Orte,   con la figura del parroco Padre Geremia Subiaco,  che farà da tutore e aiuterà a crescere un ragazzo “ sinestetico”.

Ambra ha “promesso” a chi scrive che, passata l’emergenza del coronavirus, possibilmente per le festività patronali in onore di Sant’Antonio di Padova del 13 giugno 2021, sarà ad Orte per presentare il romanzo ed eseguire un concerto ispirato a David Bowie e al suo “Black  Star

Il romanzo di Ambra Mattioli, che ha come protagonista un  ragazzino “sinestetico” che grazie alle sue doti naturali trasformerà il corso della storia, partendo dal bombardamento dello Scalo Ferroviario di Orte del 29 agosto 1943 e dalla Ricostruzione materiale e spirituale della borgata,  accanto alla figura del “frate costruttore” della Chiesa di Sant’Antonio, padre Geremia Subiaco, primo parroco di Orte Scalo.

Ambra Mattioli, autrice del romanzo di Fantascienza “Black Star”, che da molti anni rivisita con talento indiscutibile il mito Bowie,  e’ stata ospite il 6 giugno 2020 della nostra trasmissione Fatti e Commenti, condotta da chi scrive e dal collega Gaetano Alaimo,  sugli schermi di Teleorte e visibile su www.teleorte.it e www.newtuscia.it

Ambra Mattioli ha preso spunto per la prima parte del suo romanzo dai diari del nonno Olimpio per l’ambientazione storica ad Orte Scalo, durante la Guerra nel 1943, in cui emerge la figura di Padre Geremia Subiaco, primo parroco di Orte Scalo e realizzatore della Chiesa di Sant’Antonio.

Ma testo non e’ storico. Il resto lo scopriremo parlando con l’autrice.  Chi scrive, in collaborazione con il Prof. Vittorio Ricci di Vallecorsa, storico, biografo e concittadino di Padre Geremia Subiaco, intende presentare il romanzo di Ambra Mattioli, in collaborazione con il comitato  festeggiamenti in onore di Sant’Antonio di Orte Scalo Classe 1980, con la presenza dell’autrice,  che per le  esigenze di precauzione e distanziamento sociale ci auguriamo potrà tenersi il prossimo 13 giugno 2021.

A conclusione della presentazione  del romanzo  Ambra Mattioli  e il musicista Francesco Infarinato proporranno un “live acustico” di rara intensità, dedicato a David Bowie, interpretando i brani della sua carriera di oltre 50 anni con la band “Aladdin Insane David Bowie Tribute”.

I tratti salienti del romanzo Black Star. Il  piccolo Rufo si muove in una dimensione che va oltre la sinestesia. Comprende presto che il suo modo di sentire è fuori del comune e impara a tacere per tenersi al riparo dai guai. Cresce solo, ma la luce che nasconde è un coefficiente unico, troppo ingombrante perché passi inosservato. Qualcuno si accorge del suo scintillio, mentre travalica indenne gli anni dolorosi della guerra, poi quelli della ricostruzione, spingendosi sino alle soglie di un tempo mutevole, lungo il quale spargere semi di una realtà stupefacente, fino alla Black Star che dalla sua villa, diffonde luce sui mondi possibili.

Dalle parole dell’autrice si trae la trama essenziale del romanzo: “ Mio nonno materno è stato per 60 anni lavoratore dell’italcable. Iniziò come fattorino a 13 anni e terminò con la qualifica di dirigente.

Però mio nonno era anche il telegrafista più preciso dell’azienda e a lui erano dati da trasmettere i dispacci di guerra, prima con i tedeschi e poi con gli alleati. Inoltre la famiglia di mio nonno era di Magliano Sabina ed alcuni suoi cugini furono anche le vittime del bombardamento del 43. “

Nel corso dell’intervista televisiva abbiamo  chiesto ad Ambra Mattioli di indicarci i caratteri essenziali e la fonte di ispirazione del suo romanzo “Black Star”.

Dagli appunti dell’autrice del libro Ho scritto di un mondo interiore e di sogni che sono parte dell’essere e del divenire; di scoperte, intenzioni, casualità e nessi dimensionali, di un risveglio di coscienza che radicalizza e ci trasforma.

Questa è Fantascienza, perché altrimenti non può essere etichettata.

Ho preso spunto dai diari di mio nonno Olimpio, telegrafista, non il più veloce ma il più preciso e affidabile dellItalcable. Fu sua la responsabilità di trasmettere i dispacci di guerra dellesercito Italiano durante la guerra e più tardi le comunicazioni con gli Alleati, dopo lo sbarco ad Anzio.

“Gli ambienti storici, provengono dalle precisissime istruzioni recuperate nei suoi diari, a cominciare dal tempo (se piovesse o fosse una bella giornata quel tale giorno), nonché lo ringrazio anche per avermi dato modo di scomodare personaggi realmente esistiti citati col loro vero nome, ma divenuti personaggi di mia invenzione nel romanzo”.

Come Padre Geremia Subiaco, francescano, uomo di profonda fede e larga cultura, che in qualche modo è stato lispiratore della vicenda. Anche se non è il protagonista del romanzo, ne diviene figura fondamentale per lo scorrimento di tutta la vicenda. Anche il riferimento a Orte e al suo bombardamento viene dai diari di mio nonno, così come quello a Joseph Blake (Black nel romanzo), realmente ufficiale maltese durante la guerra, che divenne poi suo amico fraterno.

La mia curiosità nel visitare i luoghi alla ricerca di tracce ancora vive di questi accadimenti, sommati alla mia immaginazione, hanno fatto il resto.

Non è tuttavia un testo storico, né ha pretesa di esserlo. È un romanzo di fantascienza che nasce per raccontare il mondo visto con gli occhi “estesi” di un sinestetico molto fuori dagli schemi, e che narra di un contesto le cui vicende subiscono la conversione romanzata propria della mia penna e della mia indole fantasiosa.

Cosa è la sinestesia.

La sinestesia è un raro fenomeno percettivo che attrae molti neuro scienziati e psicologi. Con l’avvento dei moderni studi di imaging cerebrale e con il miglioramento della registrazione dei dati EEG e MEG è ora possibile esaminare il cervello dei sinesteti con molta precisione. Sulla base di esperimenti che sfruttano i vantaggi di tutti i metodi, si è visto che i sinesteti mostrano differenze anatomiche e funzionali nelle aree cerebrali note per essere implicate nel controllo (e probabilmente nella generazione) della sinestesia. È però di grande interesse che l’intero cervello dei sinesteti sia organizzato anatomicamente in modo diverso, con una più alta inter connettività rispetto ai non sinesteti. Un ulteriore interessante risultato è che i precoci processi percettivi così come i più tardivi processi cognitivi sono differenti nella sinestesia. Se entrambi siano simultaneamente alterati nei sinesteti, o se sia alterato soltanto un particolare processo è questione aperta, che verrà risolta da studi futuri.

Altro capitolo della nostra intervista ha riguardato il  significato della sinestesia, e cosa comporta essere sinestetici, muovendosi sempre  nel campo delle sensorialità”.

Ambra nei suoi appunti specifica. È pur vero che l’argomento viene identificato e delineato nei suoi tratti dalla scienza medica, psicologica e neurologica, tuttavia nessuno, ritengo possa davvero dare una risposta univoca a questi interrogativi, perché equivarrebbe affermare di conoscere il funzionamento della mente umana e non solo di quella. Gli animali si avvalgono in modo creativo, di stimoli che provengono dalla natura, a noi poco o affatto noti, anche se non dispongono di corteccia prefrontale; mi riferisco alle iper percezioni feline, o al senso della spazialità-orientamento utilizzato dai migratori di terra, aria e acqua. Penso al misterioso equilibrio sociale delle api… non individui, bensì laboriose armoniosità, ma anche all’estro fantasioso dei corvidi, che tra tutti, sono gli uccelli col più alto rapporto tra peso corporeo e massa cerebrale. Si può quindi affermare che il fenomeno sinestetico si correli al grado di intelligenza relativa? Oppure, che nesso c’è fra quello che consideriamo istinto animale e doti a noi sconosciute? Mi piace rovesciare il quesito partendo dalla disamina degli effetti generati dalla sinestesia. Che fa di strano un sinestetico e perché invece che mostrarsi, tende a isolarsi? È possibile mappare le sensazioni che utilizza per affrontare la quotidianità del suo mondo, e ancora (semmai), è pensabile discernere quelle che rappresenterebbero un vantaggio per l’intera nostra comunità?

Non sono una scienziata, e questo è solo un tentativo visionario di mostrare al lettore, tratti di una realtà, non giusta o sbagliata, solo inusuale. E lo faccio attraverso le vicende del protagonista Rufo, con la fervente speranza che i curiosi della mente comprendano cosa accade di meraviglioso nella testa di un sinestetico.

Da molti anni Ambra Mattioli, rivisita il mito Bowie, interpretando esclusivamente live con la band Aladdin Insane David Bowie Tribute, senza basi registrate o loops, i brani dalla sua lunga carriera di oltre 50 anni che hanno fatto tendenza e moda, nel mondo dell’arte.

Il desiderio di porgere al suo pubblico sempre attento brani meno noti con dei testi particolarmente eleganti e misteriosi, spinge Ambra a formare questo trio acustico, in cui la bellezza e la potenza evocativa dei testi si fonde con le eleganti armonie “bowiane”; un connubio che esalta la creatività e l’efficacia dei suoi componimenti passati, da Aladdin Sane a Hunky Dory, a The man who sold the world, a The rise and fall of Ziggy Stardust,  a quelli più recenti, da 1.Outside fino al suo ultimo capolavoro Blackstar. David Bowie, musicista camaleontico e artista eclettico, scompare tre anni fa a seguito di una lunga malattia, lasciando al mondo centinaia di brani, molti dei quali misconosciuti se non da una ristretta fascia di estimatori. Ambra Mattioli alla voce e chitarra acustica, Francesco Infarinato al piano e ai cori, Claudio Germanò voce narrante, hanno il grande piacere di offrire al pubblico questa nuova proposta di alta qualità e emozionalità. Il pubblico è chiamato a partecipare in questa sessione acustica, a una miscela di emozioni inedite e mai sperimentate, uno “Storytelling” fatto apposta per mettere in evidenza il bel canto e le armonie retaggio e testimonianza di un artista che non ha eguali al mondo.

Ambra Mattioli è ben conosciuta per la sua fantastica interpretazione della musica di David Bowie.

Dave Thompson, autore e giornalista, l’ha citata più volte nel suo libro “The Freakiest Show: David Bowie cover versions”, dove nelle ultime edizioni ha dedicato direttamente alcune pagine e foto alle sue interpretazioni.

Il suo talento nell’interpretare Bowie è stato notato anche dal regista Andrea Pallaoro, che l’ha voluta nel suo film “Hannah”, presentato in concorso alla 74 esima Mostra del Cinema di Venezia e premiato con la Coppa Volpi alla migliore interprete femminile, Madame Charlotte Rampling. Nel film Ambra interpreta un celebre brano di Bowie, una possibilità di far conoscere nel mondo il Duca Bianco che è in lei.

Ambra ha partecipato con ilsuo cortometraggio Burning Tape, a Bowienext, il film su Bowie mandato in onda da RAI5 e RAI1.

Ambra e gli Aladdin Insane si sono esibiti sui migliori palchi di Roma e in numerose altre manifestazioni in Italia, sempre con grande successo e seguito.

Unici per ora al mondo, presentano al pubblico, esclusivamente dal vivo e in tonalità originali, l’intero album Blackstar, l’ultimo capolavoro di Bowie. Un album pensato e concepito solo in studio, di una difficoltà interpretativa non comune, una fatica live che ha richiesto un impegno e una passione eccezionali.

Nel maggio 2019 Ambra e gli Aladdin Insane hanno dato vita a Bordeaux, in Francia, a un evento esclusivo nell’ambito della manifestazione Discotake, suonando ancora una volta esclusivamente live, senza basi registrate o loops, l’intero album Blackstar, e nella seconda parte della serata le più inattese canzoni tratte dallo sconfinato repertorio di David Bowie.