Corte di Cassazione boccia ricorso Acea: il lago deve essere salvaguardato

NewTuscia – ANGUILLARA SABAZIA . Ieri è stata depositata in cancelleria la sentenza della Corte di Cassazione a sezioni riunite (n.252-21) con la quale si rigetta il ricorso presentato da ACEA ATO 2 avverso la sentenza n. 167/2019 del Tribunale Superiore delle Acqua Pubbliche, depositata il 01/08/2019, che dava ragione alla Regione Lazio, e a tutti gli enti e soggetti variamente coinvolti, circa la sospensione degli emungimenti di acqua dal lago di Bracciano.

ACEA aveva chiesto l’annullamento della determinazione del Dicembre 2017 con la quale il direttore delle risorse idriche della Regione Lazio aveva disposto, fra le altre cose, “di condizionare le captazioni dal lago di Bracciano, nelle situazioni di emergenza idrica, alla preventiva richiesta e alla autorizzazione della Direzione regionale competente”.

ACEA riteneva che tale determinazione “producesse l’effetto di annullare i propri diritti derivanti dall’atto di concessione di derivazione, risolvendosi in un divieto di captazione dal lago a tempo indeterminato e in una revoca della concessione assentita nel 1990”.

Inoltre ACEA “contestava che le paventate problematiche ambientali correlate ai prelievi di ACEA fossero realmente esistenti e avessero avuto incidenza causale nell’abbassamento del livello del lago e nella compromissione dell’ecosistema”.

E’ una vittoria importante, che sancisce due principio fondamentali:

– attività a carattere industriale, anche se finalizzate a fornire un servizio essenziale come quello della distribuzione di acqua potabile, sono comunque soggette al controllo degli enti pubblici interessati, e le aziende coinvolte (in questo caso ACEA ATO 2) non possono essere sottratte a tale controllo in virtù di una concessione o autorizzazione ottenuta;

– il mero interesse industriale di una azienda non è prioritario rispetto alla salvaguardia dell’ambiente, ed in particolare della vita di un ecosistema delicato come quello del lago, specialmente se dettagliate relazioni tecnico-scientifiche evidenziano rischi e criticità.

Questo atto riconosce, anche, il grande e prezioso lavoro svolto dalle istituzioni locali, dalle associazioni, dai singoli cittadini, che da anni si battono per la tutela del lago.

E’ una vittoria anche del nostro Comitato, che ha contribuito a caratterizzare il problema della crisi del lago di Bracciano non come mera questione localistica, ma come aspetto di un problema più generale che interessa l’intero sistema idrogeologico della nostra regione.

E’ una tappa importante di un percorso difficilissimo per l’affermazione della gestione pubblica dell’acqua, per l’applicazione della legge regionale 5/2014, e per l’approvazione di una legge nazionale per l’applicazione dei referendum del 2011.

Noi ci siamo. E pretendiamo, subito, ciò che inspiegabilmente e colpevolmente viene rinviato da tempo: l’approvazione dalla Regione Lazio degli atti necessari per l’attuazione della legge 5.

Comitato Acqua Pubblica Lago di Bracciano
Comitato Non ce la beviamo