Dirigenti scolastici – Azzolina pubblica atto di indirizzo politico istituzionale

NewTuscia – Azzolina pubblica atto di indirizzo politico istituzionale

A fronte delle difficoltà oggettive riconosciute nella gestione delle scuole, la ministra si dichiara pronta al rinnovo del contratto. Per Marcello Pacifico (Udir) “è un segnale positivo che deve essere accompagnato dalla chiara volontà di tutelare i presidi sulle responsabilità legate alla sicurezza e di equiparare la loro retribuzione alle altre aree della dirigenza”

Come riporta la rivista specializzata Orizzonte Scuola, “l’atto di indirizzo firmato della Ministra Azzolina riconosce le difficoltà che i dirigenti scolastici affrontano oggi nella gestione delle scuole. Ecco perché diventa importante rinnovare il contratto collettivo nazionale dell’area dirigenti proprio alla luce delle nuove complessità”.

Il testo recita che “bisognerà procedere al rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per le aree dirigenziali, riconoscendo la sempre maggiore complessità di gestione del sistema Istruzione e, in particolare, il ruolo svolto dai dirigenti scolastici, alla luce della crescente ampiezza dei compiti ad essi affidati e sulla scorta di un approfondimento necessario sulla valutazione, da determinarsi secondo criteri e procedure chiari e ben definiti, proprio in ragione dell’attività svolta”.

IL PARERE DEL SINDACATO UDIR

Secondo Udir, sindacato dei dirigenti scolastici, è finalmente “un chiaro segnale di come sia necessario dare al ruolo del dirigente scolastico il giusto riconoscimento. Il fatto che si voglia rinnovare il contratto anche come conseguenza al lavoro sempre più complesso ci trova d’accordo. Lo abbiamo sempre detto e siamo soddisfatti di questo risultato, ma molto deve essere ancora fatto, soprattutto rispetto alle responsabilità che gravano sulle loro persone, in particolar modo in questo periodo. Necessario anche pensare alla perequazione con le altre aree della pubblica amministrazione, senza dimenticare l’adeguamento delle regole sulla mobilità tarate su concorsi a carattere regionale e non nazionale come avvenuto in quello bandito nel 2017”.