Spaccatura in Provincia, Di Sorte (Fi): “Non avere più rappresentanza negli enti sarebbe un errore per il centrodestra”

NewTuscia – VITERBO – Per coloro che se lo fossero dimenticato, ricordo che il centrodestra è nato con Forza Italia, prima non esisteva, e noi rimaniamo fedeli a quegli ideali e quei principi con la solita lealtà.

 

Ma dobbiamo anche rendere conto, in questa fase pandemica, ai nostri sindaci coi quali la scorsa primavera, insieme agli altri partiti di centrodestra, abbiamo deciso di intraprendere un percorso di responsabilità per il bene del territorio.

D’altronde, il risultato elettorale alle ultime elezioni provinciali non ha visto vincitori né vinti, ma un sostanziale pareggio. Ed è proprio sulla base di questo risultato che sentiamo il dovere di esercitare il nostro mandato amministrativo, con gli uomini che sono stati eletti in consiglio provinciale, e che oggi ricoprono ruoli di responsabilità. Non fuggiamo dalle nostre responsabilità.

Inoltre, il centrodestra non siede sui banchi del governo nazionale, né tantomeno ha rappresentanti locali in consiglio regionale Lazio, ed è per questo che la provincia resta l’unico ente dove possiamo esercitare azione di governo e stare vicino alle famiglie, ai lavoratori ed agli amministratori locali della Tuscia. Non possiamo tirarci indietro e lasciare tutto in mano alla sinistra, abbiamo il dovere morale di metterci la faccia insieme alle nostre capacità.

Alessandro Romoli e Giulio Marini sono i due nostri consiglieri provinciali, e sono due persone che stanno lavorando sodo, stanno facendo bene la loro attività e sono in costante contatto con il territorio. Hanno libertà di azione e pieno mandato politico. Quando si esprime una classe dirigente di questo livello non possiamo tenerla in panchina, perché sappiamo che possiamo fare la differenza per il nostro territorio.

Sono settimane che lavoriamo al bilancio insieme agli altri partiti, compresi i consiglieri del centrodestra, non potevamo oggi votare contro un bilancio che abbiamo contribuito a scrivere e migliorare. Non solo, ma non vedo perché dovremmo lasciare il partito democratico a gestire, in completa solitudine, risorse che abbiamo contribuito a reperire ed organizzare. Non fa parte della nostra cultura politica abbandonare progetti a metà percorso.

Non spetta a noi, ovviamente, dare giudizi sulle scelte di chi si è ritirato da questa sfida amministrativa, ma abbiamo l’assoluta consapevolezza di essere in grado di dare risposte al territorio, alla nostra gente, senza rinunciare alla nostra appartenenza politica.

Andrea Di Sorte
Commissario provinciale di Forza Italia