Sit-in degli studenti: l’Università della Tuscia esponga uno striscione per Patrick Zacky

NewTuscia – VITERBO – Riceviamo e pubblichiamo. Oggi AUCS – Associazione Universitaria per la Cooperazione e lo Sviluppo e la Rete degli Studenti Medi di Viterbo sono scesi in piazza per denunciare il trattenimento illegittimo che il governo Egiziano sta operando nei confronti di Patrick George Zaky.

Patrick viene arrestato il 7 febbraio e successivamente accusato di “incitamento alla protesta” e “istigazione alla violenza e ai crimini terroristici”. Patrick Zaky è un prigioniero di coscienza detenuto esclusivamente per il suo lavoro in favore dei diritti umani e per le opinioni politiche espresse sui social media.

“Patrick come noi è uno studente universitario dell’Università Degli Studi di Bologna e un attivista politico. Per questo motivo abbiamo chiesto all’Università degli Studi della Tuscia di affiggere un manifesto a sostegno di Patrick” dice Lucia Ferrante, Presidente di AUCS, associazione universitaria dell’ateneo viterbese.

“In uno stato dove esiste la libertà di pensiero e di espressione è impensabile che un ragazzo venga arrestato e torturato per aver manifestato le proprie opinioni politiche – afferma Sofia Bianchini, della Rete degli Studenti Medi – c’è bisogno di dare alla questione di Zaky l’attenzione che merita, perché in gioco non c’è solo la vita di un giovane, ma la credibilità delle nostre libertà fondamentali.”

Il caso di Zaky deve essere considerato per ciò che rappresenta realmente: non solo il rapimento di un giovane, ma un affronto ai principi di libertà di pensiero e di espressione su cui si basa il nostro stato. Libertà che, tuttavia, richiedono di essere ancora una volta riaffermate e lo richiederanno fin quando esisteranno casi come quello di Patrick e fino a quando uno stato democratico come il nostro non avrà la coerenza di cessare ogni tipo di supporto verso paesi che commettono simili ingiustizie. Quello che bisogna pretendere, dunque, non è soltanto la liberazione di Zaky, ma che i diritti umani vengano rispettati sempre e ovunque. E come è un dovere dello stato lavorare per garantire l’attuazione dei diritti dei propri cittadini, così è un compito di tutti noi – come studenti, ma soprattutto come parte di una comunità globale – contribuire a una coscienza culturale attenta e sensibile a simili questioni.

L’Università come la scuola dovrebbero essere luoghi dove l’individuo non venga cresciuto come singolo, ma come parte di una comunità di cittadini basata sulla democrazia, sul dialogo e sul rispetto. Per questo esprimere solidarietà nei confronti di Patrick Zacky, arrestato soltanto per aver manifestato le proprie idee, è un dovere morale che deve coinvolgere tutta la comunità accademica. Appendere uno striscione in sostegno di Patrick rappresenterebbe un piccolo gesto che, unito ai piccoli gesti che tante persone e istituzioni stanno portando avanti nel nostro paese, permetterebbe di contribuire a mettere al centro del dibattito pubblico la discussione sull’inviolabilità e l’indissolubilità dei diritti umani.