La paura di vincere e i “5 metri all’indietro ma mai in avanti”, l’analisi di Viterbese-Catania 1-2

NewTuscia – VITERBO / Consueta analisi del giorno dopo: Viterbese-Catania 1-2

Lo stesso film.
La Viterbese che esce con il cerino in mano dopo la partita casalinga contro il Catania, ha palesato gli stessi identici errori visti con Foggia e Juve Stabia in particolar modo.
Il primo tempo è stato il “classico” parziale di gara vissuto dai gialloblù negli ultimi tempi: squadra compatta, che concedeva poco al Catania ma non riusciva a ripartire nonostante la presenza del “figliol prodigo” Simonelli.
Si potrebbe obiettare nel dire che questa squadra non riesce a costruire azioni fluide che consentano transizioni velocissime ma tant’è, mister Taurino in questo senso è stato chiaro nelle precedenti conferenze stampa: “in questo momento non siamo tranquilli mentalmente per costruire azioni dal basso, sarebbe soltanto controproducente”.

Nel secondo tempo la squadra aveva l’impianto tattico “perfetto”. Al 52′ infatti, dopo una splendida azione orchestrata da Bensaja e Salandria, la Viterbese si ritrovava in vantaggio con un colpo di testa sotto porta di Bezziccheri, perfettamente assistito dall’ex Catania.
Come ha successivamente dichiarato Taurino nella conferenza stampa post partita, dopo questo episodio la squadra ha smesso di giocare ed è ritornata ai “vecchi fasti” (in senso negativo) già visti.
Il Catania ha cominciato a mettere palloni alti in area e dalla panchina si è scelto di tornare al vecchio modulo con la difesa a 5 per impattare più le palle aeree. Così è avvenuta la seconda rete: uno spiovente non molto teso ha finito per mettere nel panico la retroguardia che non è stata cattiva nel respingere il pallone, finendo per causare il rigore (molto dubbio in realtà).

Il vero problema risiede nella prima segnatura ospite: basta una sovrapposizione di Calapai per far scappare in notevole ritardo la linea difensiva che si ritrova così risucchiata dal pallone con l’uomo completamente libero, tiro respinto da Daga e tap in di Pecorino.

Taurino ha ampiamente spiegato come dopo l’1-0, avesse scelto di tornare al vecchio schema perché vedeva una squadra che non riusciva più a ripartire e “faceva sempre quei 5 metri indietro e non in avanti”. Col famoso (e inutile ahinoi) seno di poi, si potrebbe far notare come questa scelta abbia finito per far abbassare ancora di più la linea difensiva fino allo sfinimento.

Ovviamente però le colpe stanno soprattutto nella testa dei giocatori. Già in precedenza infatti, la squadra stava dando l’impressione di ricadere nelle medesime paure di vincere la prima in casa al Rocchi.
Il problema è ormai noto. Manca un piccolo particolare: la soluzione.

(Foto: Pagina ufficiale “Us Viterbese 1908”)