Nostra intervista Tv esclusiva a don Alberto Canuzzi del Centro di Solidarietà S. Crispino

di Stefano Stefanini

NewTuscia – VITERBO – La trasmissione televisiva Fatti e Commenti – condotta da chi scrive e dal collega Gaetano Alaimo – in onda questo fine settimana su www.teleorte.it e www.newtuscia.it sarà dedicata a descrivere l’impegno di  don Alberto Canuzzi, fondatore e presidente dal Centro di Solidarietà “Ce.I.S. S. Crispino  di Viterbo.

Con don Alberto tracceremo il bilancio dei 39 anni di attività del  Centro di Solidarietà “ Ce.I.S. S.Crispino “ di Viterbo, Ente Ausiliario della Regione, promosso dalla Diocesi di Viterbo  per affrontare il problema delle dipendenze e della prevenzione dal disagio.

La filosofia del CeIS.  che ha sede  alla Quercia  di Viterbo,  trova la sua origine nel rispetto dei principi cristiani, fondati sul pieno rispetto della dimensione umana, pone la persona al centro dell’attenzione: la persona con tutte le sue problematiche, bisogni, paure e preoccupazioni, con le sue potenzialità e risorse, considerando la famiglia come valore aggiunto e fondamentale. E’ la filosofia di “ Progetto Uomo “ della FICT ( Federazione Italiana delle Comunità terapeutiche) a cui il CeIS S. Crispino si ispira e di cui fa parte.

Lo scopo dell’Associazione è quello di offrire un aiuto alle persone in stato di disagio psichico, fisico, morale, sociale: tossicodipendenti, alcolisti, soggetti con svantaggi in genere: in particolare la promozione dell’uomo come finalità, specialmente del giovane in particolare difficoltà, per il recupero della propria dignità, libertà, pace interiore ed il suo reinserimento sociale, l’assistenza morale come mezzo, la solidarietà come sostegno, da suscitarsi a tal fine tra cittadini enti pubblici e privati, soprattutto tra i giovani e le famiglie.

La Comunità è il luogo ove prosegue l’iter terapeutico – educativo e ove vengono fatte le proposte valoriali. Obiettivo primario della crescita iniziata in accoglienza è il cambiamento del giovane attraverso un intervento educativo rivolto soprattutto a risolvere il fenomeno della dipendenza. L’attività dell’intro¬spezione e gli incontri tematici, il lavoro le attività culturali. creano un ambiente in cui le persone hanno l’opportunità di interagire, ascoltare, apprendere, progettare, evolversi e crescere nel modo che meglio riflette le loro capacità.

Con il progetto “ Una mano amica” si rinnova l’impegno del Ceis  a sostegno delle problematiche giovanili. Uno strumento di ascolto e di supporto per giovani e famiglie, in grado di dare attenzione e accoglienza non solo a chi presenta disagi, ad adolescenti, giovani adulti e famiglie, ma anche  dare attenzione alla promozione sociale.

L’intervista a don Alberto ci farà scoprire anche un modo diverso di vivere le festività natalizie all’interno della Comunità, in cui il rapporto umano e la cultura dell’incontro e dell’accoglienza sono alla base del recupero alla società di persone rimotivate all’esperienza della vita.