L’anima ritrovata e le disattenzioni della linea difensiva : analisi di Palermo-Viterbese 3-3

NewTuscia – VITERBO / Consueta analisi del giorno dopo : Palermo-Viterbese 3-3.

Montagne russe.
Si può definire in questo modo il decorso di una partita che ieri pomeriggio ha ritrovato una Viterbese viva sotto il profilo della grinta e dell’anima, richiesta a gran voce e in ogni conferenza stampa da mister Taurino.
Tatticamente c’è molta carne a fuoco, vediamo di analizzare ogni dato saliente, che sia positivo o negativo.

Primo punto di rottura rispetto alle recenti disgustose prestazioni, è stato il cambio di modulo. I gialloblù si sono schierati con un 4-5-1 molto abbottonato con una coppia di esterni per fascia, proprio per controbattere la grande forza sui lati del campo degli uomini di Boscaglia.
Lo aveva fatto capire il mister in conferenza stampa, non era assolutamente possibile rimanere sguarniti come a Castellammare.
Questo abito sarà ripetibile anche nelle prossime fatiche, a cominciare dalla trasferta di Potenza ? Molto probabilmente si.
Quando la Viterbese avrà tutti gli esterni al 100% della loro condizione (Simonelli ci è molto vicino), Taurino potrebbe definitivamente accantonare il vecchio 3-5-2, che poche gioie ha regalato ai tifosi.

Ovvio, il mister tiene a sottolineare una cosa molto importante : senza cambio di atteggiamento non si va da nessuna parte, neanche provando ogni modulo che il mondo del calcio conosca. Ecco, ieri una mentalità nuova si è vista.
Non era affatto facile infatti, recuperare un match che per l’ennesima volta vedeva i leoni sotto nel punteggio. Dopo di che si è sbagliato tanto, soprattutto nell’attenzione ai cross (i tre gol subiti sono praticamente identici) ma non si poteva avere tutto e subito.

Il primo tempo è stato abbastanza scontato : il Palermo faceva la partita ma la Viterbese con quel sano agonismo in più è riuscita ad innervosire gli avversari che hanno rischiato di passare in vantaggio soltanto con una punizione al primo minuto, palo pieno di Silipo.
I restanti 44 minuti sono stati senz’altro difficili, ma i rosanero venivano soltanto in orizzontale, grazie all’attenzione mostrata da Baschirotto e compagni.

 

Il secondo tempo sembrava consumarsi sulla falsariga del primo ma è cambiato tutto al 57′ con la prima dormita di Mbende e compagni che han fatto saltare indisturbato Saraniti, miracolo di Daga e tap-in di Lucca.
Dopo il vantaggio rosanero, gli uomini di Taurini non si sono abbattuti e hanno trovato un clamoroso uno-due grazie ai sapienti piedi di Bensaja.
Quando bisognava tenere il campo ed evitare di portarsi la coppia Saraniti-Lucca dentro la propria area di rigore, è successo l’esatto contrario e la Viterbese è riuscita a buttare via un nuovo vantaggio (di Mbende, dopo il pareggio di Saraniti) con la rete conclusiva di Lucca, identica alle altre due, con la coppia difensiva troppo disattenta.

Fare una partita prettamente difensiva al Barbera era ampiamente preventivato, portare a casa un punto era catalogato alla lista “miracoli”, indi per cui non bisogna assolutamente demoralizzarsi, tutt’altro.
Una squadra che vuole salvarsi però, con quei difensori strutturati fisicamente, non può assolutamente prendere tre gol a linea schierata con tre colpi di testa (il primo gol è un tap-in), buttando alle ortiche due punti di platino.

Mancanza di raddoppi sulle fasce, errori individuali dei centrali o abbassamento eccessivo dell’intera linea difensiva ? Probabilmente tutte e 3 le situazioni. Una cosa è certa, non si devono più vedere errori simili.